Stasera sono andato al cinema e ho scambiato il mio obolo per visionare Il Petroliere (il titolo originale è The Will Be Blood). Le aspettative sono state ripagate da una buona produzione del regista Anderson. I primi minuti, sono un omaggio al cinema muto, si vede il protagonista ricoperto di polvere e sporcizia lavorare di buona lena in una miniera. Sbatte, inciampa, accende la miccia e scopre un filone d'oro. Inizia così l'avventura del pioniere che si è fatto da sè, un chiaro rimando alla storia libertaria del capitalismo americano. Si respira polvere e sudore, il duro lavoro che nobilita l'uomo e di riflesso l'umanità. Dalle miniere d'oro passa alla trivella: l'oro nero muoveva i primi passi nella lunga fase speculativa che lo ha portato recentemente sopra i 100$. Erano i tempi del gold standard e delle pepite d'oro. Degli avventuriei senza scrupolo, ma con la bibbia nel sacco. Nascono e si sviluppano, assieme ai pozzi di petrolio, piccoli centri abitativi. Superstizione, avidità e moralismo saranno un leit motiv del film. Ma se l'inizio è piacevole, e ispira molti temi libertari (l'homesteading, il libero mercato, le prime ferrovie e i primi gruppi di potere - c'erano anche all'ora - la carità privata e le chiese) il continuo del film riserva qualche sorpresa e qualche scena cruda. Il protagonista disprezza gli uomini, non ha interesse per le donne o per i vizi, pensa solamente a lavorare e a fare soldi, si sottomette alla religione per convenienza e compirà più di un atto che scandalizzerà lo spettatore. Il film è molto lungo e a tratti lento, ma con i mezzi attuali in possesso dei registi, è molto facile ricreare l'atmosfera di un tempo, la nuda, cruda e arida terra del west che nasconde sotto di sè un'autentica fortuna. Fotogramma dopo fotogramma i temi libertari abbandonano lo spettatore, e ci ritroviamo con un salto temporale a ridosso del 1929. Qualcuno perderà una fortuna, e cercherà l'aiuto del petroliere il quale risponderà in modo violento e spietato. Non si fa mancare nulla il regista, anche qualche sbavatura, qualche salto illogico e dei dialoghi a volte imbarazzanti, ma ripaga con una buona colonna sonora, delle belle immagini e una storia da raccontare, una delle tante che hanno fatto l'america.