Ieri sera uscii con un mio amico, la serata si prospettava tranquilla, siamo andati al bar dell'oratorio di un paese vicino dove fanno una cioccolata calda buonissima

. Presi la mia tazzona di cioccolata bollente con un pacchettino di Loacker e il mio amico una birra

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Ad un certo punto, non ne conosco il motivo, mi balenò una parola in mente..."Meano"

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Dovete sapere che Meano è il nome di un piccolissimo paese a circa 4 o 5 Km da casa mia ma che in 22 anni non ho mai visitato...alchè dissi al mio amico "Hai presente Meano? Ma sai che non ci sono mai andato?"
"Ah in effetti nemmeno io..."
"Beh potremmo andare a vedere com'è...."
"Si, ci sto!"
Partimmo, ignari di ciò che presto ci saremmo trovati davanti...
Percorremmo un tratto di campagna molto oscuro, con un manto nebbioso che impediva una visuale pulita. Passammo a fianco di un grosso cimitero isolato nel mezzo dei campi...
Proseguimmo lungo quella strada oscura e finalmente, nella fitta nebbia si intravide il cartello che indicava l'inizio della zona abitata...
Beh abitata per modo di dire...
Una luce fioca illuminava una vecchia piazza in cui sorgeva una piccola chiesetta alla cui entrata vi erano delle statue mezze diroccate. Le abitazioni erano vecchie, i muri erano scrostati e alcuni vetri rotti. Le imposte erano tutte sbarrate e su alcuni muri vi erano delle targhe in marmo che ricordavano i morti della prima guerra mondiale. Al centro di questa piazza c'era un'isoletta verde recintata da una vecchia inferriata, al centro sorgeva un'enorme lapide.
Una vecchia osteria ci apriva la strada verso un'altra zona del paese, in cui c'erano delle stalle abbandonate con finestre aperte protette da inferriate e portoni sprangati per impedirne l'accesso. Di fronte una zona verde accoglieva un parco giochi per bambini, i lampioni bassi con la luce fioca e la nebbia, rendevano quel lembo di terra giocoso, uno spaventoso luogo. Le altalene rotte e con le catene arrotolate al piantone di metallo facevano venire i brividi, quasi da riuscire a sentire le risate dei bambini che una volta giocavano lì.
Poco più avanti si presentava un vecchio recinto coperto dall'edera che nascondeva un cartello che indicava il pericolo di contaminazione batteriologica. Ciò indusse una corsa sfrenata che ci portò davanti ad uno scenario impressionatamente terrorizzante.
Un vecchio asilo, interamente di mattoni, l'entrata era una porticina minuta che si affacciava su un piccolissimo giardino con dei vecchi giochi. Il giardino era limitato da un recino con la base fatta in vecchia muratura che si protraeva fino ad un alto cancello in ferro.
A quel punto sentimmo un rumore provenire da dietro di noi, sembrava il rumore di un motorino, ci girammo senza vedere anima alcuna, così camminammo verso quel rumore e ci ritrovammo di fornte all'entrata di un casolare il quale aveva un'insegna...
Ebbene si, lì dentro producevano lapidi...
Terrorizzati dall'atmosfera e dal contesto lugubre ritornammo verso la macchina e vedemmo una vecchia signora che spiava dalle imposte di casa sua e non ci scollava gli occhi di dosso...
Salii in auto, messa in moto me ne andai, sicuro di non tornarci mai più...
Vi porto in testimonianza alcune foto fatte:
L'entrata del paese vista dall'interno verso la campagna
La lapide...
L'osteria che apre la strada lugubre...
E infine...l'asilo