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#31
16-02-08 16:36
Black Tornado #32
16-02-08 16:56
I morti non servono ai viviA Roma, vicino a dove sto io, ci sono due parallele. Una è via Silla e l'altra è via Caio Mario. Ci son passato stamattina, e mi è venuto da pensare. Sono piuttosto convinto che i due probiviri romani avrebbero gradito ben poco trovarsi così accoppiati ma, a parte questo, quello che mi sorprende è che una città possa battezzare due vie vicine con il nome di due uomini di segno ideologico completamente opposto, due che hanno tirato ad ammazzarsi. Dico io, se uno è l'eroe l'altro è il criminale, quantomeno nella struttura su cui un riconoscimento del genere si basa. E questo è un punto. L'altro è che Silla ha le mani sporche di sangue. Ma non poco, ne ha ammazzati un mucchio, di senatori. Senza processo: le liste di proscrizione, sapete. Eppure Silla sta lì, placido, accanto al suo vecchio nemico. Diremo che non è compito della Storia fare etica. Anzi, meglio, che l'etica è la vittima inconsapevole della Storia. Ma non abbiamo dimenticato qualcosa? Quello che Adorno definisce "il dolore accumulato e privo di parole". I nostri libri hanno la memoria corta. Fa presto, un assassino, a passare nell'apprezzabile indistinzione dell'antiquariato. Tranne per i pochi che sono l'incarnazione del male, perchè dell'incarnazione del male c'è bisogno come puntello per le amnistie: diciamo Hitler, Mussolini in Italia, Stalin. Ma abbiamo via Lenin. Ci sono piazze dedicate a Bonaparte. La Storia, la Storia... la Storia ha il diritto di lasciarsi dietro le grida? Io vorrei viale Abitanti di Tebe, al posto di viale Alessandro Magno. Piazza Contadini di Bronte, piuttosto che Piazza Nino Bixio. Vorrei che la Storia prediligesse i nomi dei morti, che hanno ragione, rispetto ai nomi che sopravvivono, e quindi hanno torto.
phantom lord #33
16-02-08 16:57
Asax ![]()
#35
16-02-08 21:12
A Roma, vicino a dove sto io, ci sono due parallele. Una è via Silla e l'altra è via Caio Mario. Ci son passato stamattina, e mi è venuto da pensare. Sono piuttosto convinto che i due probiviri romani avrebbero gradito ben poco trovarsi così accoppiati ma, a parte questo, quello che mi sorprende è che una città possa battezzare due vie vicine con il nome di due uomini di segno ideologico completamente opposto, due che hanno tirato ad ammazzarsi. Dico io, se uno è l'eroe l'altro è il criminale, quantomeno nella struttura su cui un riconoscimento del genere si basa. E questo è un punto. L'altro è che Silla ha le mani sporche di sangue. Ma non poco, ne ha ammazzati un mucchio, di senatori. Senza processo: le liste di proscrizione, sapete. Eppure Silla sta lì, placido, accanto al suo vecchio nemico. Diremo che non è compito della Storia fare etica. Anzi, meglio, che l'etica è la vittima inconsapevole della Storia. Ma non abbiamo dimenticato qualcosa? Quello che Adorno definisce "il dolore accumulato e privo di parole". I nostri libri hanno la memoria corta. Fa presto, un assassino, a passare nell'apprezzabile indistinzione dell'antiquariato. Tranne per i pochi che sono l'incarnazione del male, perchè dell'incarnazione del male c'è bisogno come puntello per le amnistie: diciamo Hitler, Mussolini in Italia, Stalin. Ma abbiamo via Lenin. Ci sono piazze dedicate a Bonaparte. La Storia, la Storia... la Storia ha il diritto di lasciarsi dietro le grida? Io vorrei viale Abitanti di Tebe, al posto di viale Alessandro Magno. Piazza Contadini di Bronte, piuttosto che Piazza Nino Bixio. Vorrei che la Storia prediligesse i nomi dei morti, che hanno ragione, rispetto ai nomi che sopravvivono, e quindi hanno torto.
Penso che dietro tutto questo ci sia il fatto che, essenzialmente la storia, per come la vedo, è un semplice mosaico di singole memorie umane, riversate sulla carta.... E nel continuo riesame delle memorie si finisce, un po' volontariamente un po' involontariamente per espungere le parti più personali, più vive. Non si ricordano più le piccolezze, i dettagli, ma si sfuma tutto dietro un alone di grandeur che avvolge i nomi... e quindi tutti, o quasi vengono ricordati perché "grandi della storia" e i loro misfatti passano in secondo piano.... In fondo è quello che succede nel comune corso della vita umana... Per fare un esempio sono convinto che se aprissi un sondaggio sarebbero in pochi ad essere favorevoli all'incarcerazione del signor Seifert....
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WolfandKing ![]()
#37
16-02-08 21:23
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TrUdi_lov3 ![]()
#38
17-02-08 17:37
con i morti si intendono le persone morte, che non esistono e chindi sono inutili, non quello che furono e fecero prima di morire, per quanto riguarda gli ideali, si va avanti anche senza, e pure molto bene.
chi ha bisogno di essi per vivere non è sufficientemente forte.
phantom lord #39
17-02-08 17:39
difatti la massa è debole per natura,senza gli ideali stessi non sarebbe stata uniforme nel corso della storia.
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TrUdi_lov3 ![]()
#40
17-02-08 17:41
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Zero D ![]()
#41
17-02-08 22:44
Andare avanti senza ideali significa semplicemente vivere alla giornata o secondo l'idea del "guadagnare una posizione, vivere dignitosamente". Ma anche questo è un ideale. Entrambi acqua, uno mare, uno stagno.
Per inciso:la massa è anche troppo forte, infatti contamina gli ideali originari. Se fosse debole si avrebbe un'unica coscienza che persegue allo stesso modo lo sesso ideale.
El.Mariachi #43
18-02-08 00:35
Ma non sono le persone, vive o morte a muovere il mondo.
Sono gli ideali.
La storia, è una meretrice. Osanna chi merita la damnatio memoriae, che è concettualmente sbagliato, ma deve essere così.
Nessuno vorrebbe mai studiare con piacere, e a ragione, le storie minori; le storie di contadini, di villici, di, insomma, perfetti e noiosi sconosciuti.
Il discorso dell'estremo negativo portato avanti dai media perchè interessante, insomma, è vecchissimo, e la storia, il più grande dei media, non fa che confermare quello che già sappiamo: alla gente piacciono il sangue, la crudeltà, l'insanità, la follia, il dispotismo piuttosto che la saggezza, la bontà, il pacifismo, trallalerotrallalà.
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Pogagna ![]()
#44
20-02-08 02:23
io sono più portato a pensare che, più degli ideali, la storia l'abbiano fatta la sete di potere, di fama, di denaro e, più in generale, cupidigia, brama ed evidenti squilibri mentali (spesso causati dai succitati fattori). con buona pace (in tutti i sensi) di tutti quegli uomini che, più che essere morti per grandi idee, sono morti perchè qualcuno voleva un pezzo di terra che apparteneva a qualcun altro. o, peggio, per le parole di un fantomatico dio/messia.