Gesù Tristo
Un pomeriggio come tanti.
E' il giorno di San Valentino, le coppiette passeggiano gaudienti in quel di Crotone scambiandosi cioccolatini ed effusioni, e più in disparte, chissà, prestazioni. Ognuno è completamento dell'altro in questo piccolo idillio d'amor cristiano e niente e nessuno potrà rovinare la magia che si respira nell'aria. Nemmeno io, che, dopo aver constatato, realisticamente, l'impossibilità di incrinare una gioia più grande del mio dolore, ripiego sullo studio.
Più precisamente, mi do alle esercitazioni di matematica, o meglio ci provo, perchè, come sempre, non appena apro il libro una stanchezza improvvisa mi pervade, costringendomi a coricarmi, nella speranza di
ricaricare le batterie e ripartire al meglio più tardi. Ma le cose non vanno esattamente come previsto: le braccia di Morfeo mi cullano più a lungo del solito, protraendo il mio sonno dalle 5 del pomeriggio sino alle 9 di sera, quando un lancinante urlo materno schiude d'un tratto le mie palpebre stanche, sopraffatte dalla vita e, nel caso specifico, dalla matematica.
"Ma insomma, non è possibile! Laggente fuori si sciala* e io ti trovo a letto che dormi, anche in questo giorno di festa! Sei un disadattato, te ne rendi conto o no? Ma cosa credi, che la vita sia il tuo mondo virtuale costruito sulle nuvole? Questi sono gli anni più belli della tua vita [ho 18 anni, ndr] e tu li butti dormendo... Sei depresso, ecco la verità! Lo so che sei depresso! Guarda che non ti mando mica all'università se sei depresso, eh! Sei completamente irresponsabile, hai orari sfasati e non ti attieni a nessuna regola, e poi pretendi di essere indipendente. L'indipendenza si conquista dimostrando maturità! Allo stato attuale, io non posso mandarti da nessuna parte, perchè sei pericoloso! Per ridurti in questo stato, chissà che medicinali e droghe avrai assunto, mi chiedo! Ti stai rovinando, ti stai facendo del male! Sei pericoloso, Francè, SEI UN PERICOLO PUBBLICO PER TE STESSO!"
Sei un pericolo pubblico per te stesso: la perla da notabilia domestico, la chiosa degna della migliore arringa ciceroniana. Catilina ghiaccerebbe.
Cala il sipario, cala la palpebra.
Buio.
Ma, siccome non voglio fare di questa esperienza personale un fatto puramente autoreferenziale, siccome non voglio sfruttare il genio di mia madre per mettermi in mostra (AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH), mi rivolgo a voi.
Vi è mai capitato qualcosa di simile?
Voglio dire, avete mai trovato vostro figlio dormiente mentre tutti se la spassavano?
E, ancora, concordate con la posizione allarmista di mia madre? Ritenete anche voi che il sonno pomeridiano sia un effetto collaterale dell'uso di sostanze psicotrope e ne costituisca una prova schiacciante?
A voi.
*si sciala: si diverte, si trastulla