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#31
21-02-08 23:20
Scrivo testi in italiano o inglese per la mia band ma non un libro.
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Supernov@ ![]()
#32
21-02-08 23:23
Io ho scritto questo:
Spoiler:...E così mi ritrovai a danzare tra le stelle.
Ed ogni mio pensiero divenne illimitato. Ogni mio gesto, ogni mia parola: tutto muta e cambia forma mentre si propaga, nello spazio.
E racconteranno di me: diranno di un ragazzo che riuscì a distruggere ogni frontiera umana superando il concetto stesso di sogno.
E diverrò protagonista di storie narrate intorno ad un camino, di quei tristi giorni d'inverno.
E tutti mi vedranno con un occhio di riguardo, per me: per uno che riuscì a spazzare via ogni sorta di materialismo possibile.
E quando così, a poco a poco, impatto con una stella, sgretolandola, assaporo il gusto del magico, del visionario: come vedere un mondo unito, senza guerra.
E la guardo bene quella polvere, quei rimasugli di stella: ogni frammento mi sorride e mi volteggia delicatamente vicino, tutti insieme come se volessero carpire le mie emozioni.
Ma quanto sono umani quei sorrisi, dico io!
Provo come aver d'intorno un vasto numero di gentaglia pronta a saziarsi con i miei sogni: proprio come laggiù, nella Terra.
E se dunque io possa far realmente felice queste persone allora, perchè no? Vi lascio fare ciò che volete. Del resto, che me ne faccio dei miei sogni, che le stelle le ho già toccate?
Perchè non mi raggiungete? Perchè continuate a rimanere nelle vostre case, coccolati soltanto da materia, ovunque? Laggiù deficitate di essenza, ve lo garantisco. Infatti per un po ho vissuto anche io li da voi. Non riuscivo mai a carpire il significato di nulla: né della guerra né del razzismo e molto altro ancora.
Qui tra le stelle, ho capito tutto e lo provo sulla mia pelle, godendomi questo panorama: naturale, fantastico ma anche immobile.
Questo spazio dinamicamente immobile.
Come l'essere costretti a guardare sempre lo stesso scenario ripetuto, il nero dello spazio avvolto dal colore delle stelle ma, nello stesso tempo, sapere che tutto quello intorno a te pensa: è vivo. E tutti quei sorrisi di poco fa, ormai svaniti nel nulla, ne sono la prova.
Ma dello spettacolo a cui assistono gli uomini, causato dalla frammentazione di una stella, non né abbiamo parlato. Ed è uno spettacolo che si vede in tutto il mondo: visto da ricchi, poveri, gente di ogni paese, di qualsiasi professione, con famiglia e non, dai ciechi che lo immaginerrano fino ai sordi che sentiranno quella lieve melodia, provocata da ogni singolo frammento, percuotergli la testa.
E finalmente saranno tutti uniti: ognuno godendo lo stesso spettacolo in cielo.
...E verrà quindi raccontato di me: di colui che, toccando una stella, fece sognare il mondo intero.
e qualcos'altro.
FrankSpaghetti #33
21-02-08 23:24
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Rex Lozuresky ![]()
#34
21-02-08 23:29
Rilancio:
Spoiler:
Nick si risvegliò di soprassalto, aprì gli occhi e vide la luce, ma non era giorno. Era una notte scura e tenebrosa, anche se la visione di essa poteva apparirgli solamente grazie a vaghi ricordi. Dove si trovava? La luce lentamente cominciò a sparire, lasciando il posto a un buio quasi spettrale, anche se non abbastanza cupo per impedire di vedere in lontananza. Era bloccato. Immobile sulla strada, come se avesse perso il collegamento col corpo, tranne per quanto riguarda il senso della vista. La testa gli pulsava freneticamente tanto da fargli male, mentre l’udito era offuscato e quello che sentiva era come un grattare violento. Doveva muoversi. Il respiro era affannoso, il dolore lancinante. Che diamine era successo? Riuscì dopo pochi istanti a muovere lentamente il collo verso destra, azione che non gli risparmiò ennesimo dolore, per vedere delle fiamme. Dov’era Stacy? Nick tentò di muovere anche gli arti, ma era tutto futile. Le gambe erano come bloccate sotto un masso pesantissimo, ogni manovra gli faceva venire un urlo in gola che comunque non riusciva a emettere. Ah, un segno che possedeva ancora un braccio: poteva sentire il calore delle fiamme che lo circondavano, talmente forte da bruciargli la poca peluria sull’arto. Provò a urlare, ma niente. La voce rimaneva incastrata in gola, quest’ultima era come chiusa e non permetteva né di far uscire le urla né di far entrare la saliva e il sangue. Sangue? Tossì violentemente, uno schizzo di sangue finì dritto sulla strada. Con uno sforzo disumano, alzò il collo abbastanza per vedere oltre i suoi piedi: due macchine. Una, la più piccola (la sua) era completamente ribaltata su se stessa, mentre l’altra era andata a finire in un vicino fossato, anch’essa con dei danni seppur limitati rispetto alla prima. Chiamò aiuto, senza sapere che era un gemito mentale che sentiva solo lui quello che implorava. Altro dolore, questa volta ovunque: le gambe, il torace, la testa… Il respiro era sempre più affannoso. D’un tratto cominciò ad accorgersi un poco di quello che gli accadeva intorno, ma oltre alle fiamme ardenti e qualche animale notturno non sentiva ciò che voleva udire. La voce di Stacy. “Sta…Stacy?”riuscì a urlare, senza ottenere risposta. Cominciò a ricordare quello che era successo. Fino a quel momento sapeva solamente di Stacy, della sua amata che era con lui in macchina quella tremenda notte. Un viaggio come un altro, un viaggio verso casa. Stavano tornando da una piccola sosta in un paese vicino. L’ubriaco. No, non è possibile. La mente ebbe una spiegazione razionale per quello che era accaduto: un ubriaco andata in contromano, gli abbaglianti della sua automobile non erano bastati per accorgersi della sua presenza in quella notte dannata abbastanza velocemente da evitarlo. Uno schianto. Si ricordava solo di essere stato sbalzato in avanti, e dopo aver sfondato il finestrino di essere caduto sulla strada, svenendo. “Stacy?”l’urlo era più limpido, lentamente stava riacquistando tutte le forze. Le lacrime gli colarono dagli occhi verso il terreno. Qualcuna gli finiva in bocca creando un sapore acre fuso a quello del sangue. Tossì ancora. No, aspetta, non era possibile che non si fosse accorto della macchina. Deve esserci stato qualcos’altro, un elemento esterno che l’aveva distratto, non è il tipo da non accorgersi di un’auto che va contromano. Quando la vista divenne più nitida, riuscì a scorgere in lontananza un’insegna, un cartello che indicava l’entrata in una città. Probabilmente la città dov’era diretto. Con l’unico braccio che riusciva a muovere, si frugò nelle tasche nella vana speranza di trovare il suo cellulare. Niente. Sarà sicuramente caduto da qualche parte lì vicino. Poco dopo si rese conto che di esso non ne aveva bisogno, delle sirene in lontananza, sempre più vicine, gli fecero intendere che qualcuno si era accorto dello schianto. Un’ambulanza. “Stacy???”il lamento disperato non ricevette, per l’ennesima volta, la risposta desiderata. Cercò in tutti i modi di ricordare quel suo bel viso, quel volto che l’aveva fatto innamorare fino a indurlo a sposarlo, unirsi con quel volto per sempre. L’ultimo ricordo che aveva di quel volto era terribile. Un volto sfigurato dal pianto, dalla rabbia e dalla frustrazione di un rapporto che non funzionava. No. Non voleva crederci. La verità lo colpì con una forza più brutale dello schianto poco prima subito: ricordava come si era distratto. Stavano discutendo, molto animatamente. La cosa brutta del rapporto tra uomo e donna è che col tempo si sfalda, col tempo ci si annoia sempre dello stesso volto. È normale. Nick lo sapeva benissimo, infatti il litigio svoltosi in macchina non lo preoccupava più di tanto, probabilmente si sarebbe risolto con una cenetta a lume di candela la sera stessa. Stava guardando la strada quando Stacy gli rivelò di vedere un altro, già da tempo. Nick si era voltato per reclamare, e poi lo schianto. Questione di pochi secondi, basta poco per ritrovarsi con le ossa rotte e il cuore spezzato. “Si sistemerà tutto.” pensava “La perdonerò.”. L’ambulanza era giunta, due paramedici erano già scesi, uno verso di lui e uno verso i rottami delle auto. “Mi serve una barella, veloci!”ordinò il medico che gli era accanto, mentre osservava per vedere le fratture possibili. “Stacy!”urlò Nick, come per avvertire le persone accanto a lui della presenza di qualcun altro, per avvertirli che dovevano trovare quel qualcun altro. Lo sollevarono pesantemente, provò il dolore più atroce di quella notte, e lo poggiarono sulla barella, applicandogli tutte le medicazioni del caso. Velocemente lo portarono all’ambulanza, urlandosi qualcosa a vicenda. La situazione era frenetica, ma Nick non toglieva gli occhi dai resti della sua auto, aspettando che il corpo di Stacy uscisse. Il medico che era andato a controllare non poté però avvicinarsi più di tanto, le fiamme formavano un rogo mortale che propagava nella vegetazione vicina. “Stacy!!!”non c’era nulla da fare. Stacy era morta, bruciata dopo l’incidente, non l’avrebbe mai più rivista. Le lacrime erano praticamente finite, Nick non voleva accettare la dura verità della morte dell’unica donna che aveva mai amato. L’aveva uccisa lui, pensò. Era tutta colpa sua.
E non volendo più vivere, morì.
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NEW ARTUROCK ![]()
#35
22-02-08 14:45
Tante volte mi viene la voglia di fare questa cosa... ma sinceramente lascio li perchè conoscendo la mia fantasia scriverei non più di poche pagine...
Unico aspetto positivo... a cui pensare per motivarsi è
" Se ci riesce Moccia perchè io no? "
TheDarkness #36
22-02-08 14:55
Ogni tanto butto giu un recensione, conta?
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Arabong ![]()
#38
22-02-08 15:25
Solo testi di canzoni, anche se alle medio ho scritto una favoletta per bambini... era troppo stylish
EDIT: Comunque credo che la "fantasia" per trovare elementi e scrivere un libro l'avrei anche... ma la voglia di farlo e le capacità sono tutt'altra cosa... e poi che me frega di diventare scrittore se so già che in futuro sarò una rap-star![]()
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Cloud Strife ![]()
#41
22-02-08 15:57
Fico davvero.Io ho scritto questo:
Spoiler:...E così mi ritrovai a danzare tra le stelle.
Ed ogni mio pensiero divenne illimitato. Ogni mio gesto, ogni mia parola: tutto muta e cambia forma mentre si propaga, nello spazio.
E racconteranno di me: diranno di un ragazzo che riuscì a distruggere ogni frontiera umana superando il concetto stesso di sogno.
E diverrò protagonista di storie narrate intorno ad un camino, di quei tristi giorni d'inverno.
E tutti mi vedranno con un occhio di riguardo, per me: per uno che riuscì a spazzare via ogni sorta di materialismo possibile.
E quando così, a poco a poco, impatto con una stella, sgretolandola, assaporo il gusto del magico, del visionario: come vedere un mondo unito, senza guerra.
E la guardo bene quella polvere, quei rimasugli di stella: ogni frammento mi sorride e mi volteggia delicatamente vicino, tutti insieme come se volessero carpire le mie emozioni.
Ma quanto sono umani quei sorrisi, dico io!
Provo come aver d'intorno un vasto numero di gentaglia pronta a saziarsi con i miei sogni: proprio come laggiù, nella Terra.
E se dunque io possa far realmente felice queste persone allora, perchè no? Vi lascio fare ciò che volete. Del resto, che me ne faccio dei miei sogni, che le stelle le ho già toccate?
Perchè non mi raggiungete? Perchè continuate a rimanere nelle vostre case, coccolati soltanto da materia, ovunque? Laggiù deficitate di essenza, ve lo garantisco. Infatti per un po ho vissuto anche io li da voi. Non riuscivo mai a carpire il significato di nulla: né della guerra né del razzismo e molto altro ancora.
Qui tra le stelle, ho capito tutto e lo provo sulla mia pelle, godendomi questo panorama: naturale, fantastico ma anche immobile.
Questo spazio dinamicamente immobile.
Come l'essere costretti a guardare sempre lo stesso scenario ripetuto, il nero dello spazio avvolto dal colore delle stelle ma, nello stesso tempo, sapere che tutto quello intorno a te pensa: è vivo. E tutti quei sorrisi di poco fa, ormai svaniti nel nulla, ne sono la prova.
Ma dello spettacolo a cui assistono gli uomini, causato dalla frammentazione di una stella, non né abbiamo parlato. Ed è uno spettacolo che si vede in tutto il mondo: visto da ricchi, poveri, gente di ogni paese, di qualsiasi professione, con famiglia e non, dai ciechi che lo immaginerrano fino ai sordi che sentiranno quella lieve melodia, provocata da ogni singolo frammento, percuotergli la testa.
E finalmente saranno tutti uniti: ognuno godendo lo stesso spettacolo in cielo.
...E verrà quindi raccontato di me: di colui che, toccando una stella, fece sognare il mondo intero.
e qualcos'altro.![]()
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luckino ![]()
#44
22-02-08 16:26
a me piacerebbe scrivere qualcosa,pero non ne sono capace.per imparare a scrivere devo leggere tanto,come hai detto tu,ma non avendone la ben che minima voglia.....non è possibileti dirò, anche in questo campo la penso come la penso in generale : ogni cosa, se si fà bene, il motivo è tanto allenamento dietro, oltre un pizzico di talento, chi più, chi meno, ma l'allenamento ci deve essere sempre. In quel periodo la mia vena artistica verso la scrittura era incentuata parecchio dalla mia maestra di italiano che pensava, giustamente, che il miglior allenamento per essere bravi era leggere : cosi ci faceva leggere tanto, tantissimo. Da
quel momento mi sn innamorato della lettura e dopo aver letto decine di libri horror ho deciso di scriverne uno anchio. Ora ho perso quest'abitudine, di leggere e di scrivere con vera e propia passione; una certo lascito di bravura mi è rimasto, accenutato ovvimaente dall'eta e dai contenuti più maturi che riesco ad affrontare, ma in definitiva direi che le 100 pagine che ho scritto da bambino, in proporzione, varrebbero di più di qualcosa che scriverei ora.