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  1. L'avatar di Kraid KraidKraid è offline #91
    06-08-08 16:15

    Citazione Scudrera Visualizza Messaggio
    Se c'è un altro uomo a cui dedicare una statua d'oro quello è Marco Muller, il direttore del festival, che si è sempre dimostrato un grandissimo estimatore del cinema nipponico, ed in particolare di Miyazaki. Senza di lui credo che non avremmo mai visto simili sviluppi per lo Studio Ghibli in Italia (a partire da La città incantata).
    Sottoscrivo assolutamente.
    E' grazie a lui se di fatto il Festival del Cinema di Venezia è in assoluto il più importante,tra i grandi festival internazionali,per quanto riguarda il cinema nipponico e orientale in genere.

    Ed è grazie a lui se gente come Takeshi Kitano in Italia hanno un seguito di fans enorme.
    Devoti e bravissimi per altro (tipo i ragazzi del fan club ufficiale).

    Mi comunicano che Ponyo in Giappone sta andando benissimo al botteghino.Il miglior esordio di sempre dopo Sen to Chihiro.
    Il Maestro stramerita ogni singolo secondo di questo successo ed ancora di più.

    @Full Metal Samurai: 40 euro sono un cifra che spenderei 10 volte per vedere Kitano e Miyazaki e le loro nuove opere.
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  2. L'avatar di Baffo. Baffo.Baffo. è offline #92
    06-08-08 16:17

    Citazione Kraid Visualizza Messaggio
    Sottoscrivo assolutamente.
    E' grazie a lui se di fatto il Festival del Cinema di Venezia è in assoluto il più importante,tra i grandi festival internazionali,per quanto riguarda il cinema nipponico e orientale in genere.

    Ed è grazie a lui se gente come Takeshi Kitano in Italia hanno un seguito di fans enorme.
    Devoti e bravissimi per altro (tipo i ragazzi del fan club ufficiale).

    @Full Metal Samurai: 40 euro sono un cifra che spenderei 10 volte per vedere Kitano e Miyazaki e le loro nuove opere.
    Mr. Kraid, li avessi sempre a disposizione 40 €
    comunque ci farò un pensierino

    OT
    Spoiler:
    possiedi il programma M$ conosciuto come MSN??
    /OT
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  3. L'avatar di kxe50 kxe50kxe50 è offline #93
    02-09-08 10:18

    Ecco un bell'up

    Come ben sapete il film di Ponyo è stato presentato a Venezia, ottenendo un gran successo. Riporto qui un interessante articolo tratto da animeclick:

    Si è tenuta domenica in occasione del Venezia Film FestivalStudio Ghibli: Ponyo.
    Di seguito troverete le mie personali considerazioni sul film, a seguire un breve resoconto della nostra giornata.


    Ponyo: la recensione
    Ponyo offre finalmente qualcosa di diverso, si stacca dai precedenti film di
    Miyazaki e il suo inizio lo candida come uno dei migliori dall’autore. Sfortunatamente non è privo di difetti e la sua seconda parte ne limita le potenzialità, rimane comunque un film visivamente originale e meritevole, grazie soprattutto ad un paio di personaggi davvero ben caratterizzati.

    Ponyo è un piccolo pesce rosso dal viso umano che, spinta dalla curiosità, scappa dal padre. Dopo essersi imbattuta nel mondo degli uomini si caccia in un guaio che potrebbe costarle la vita se non fosse salvata da un bambino, Sasuke, che decide di tenerla e curarla. La mette in un secchiello e la porta a scuola, in tal modo inizia ad instaurarsi un curioso rapporto fra i due, che sembrano da subito essere molto affiatati. Il padre di Ponyo la rintraccia e riesce a riportarla in mare, gettando nello sconforto il piccolo Sasuke. La piccola riesce di nuovo a fuggire portando questa volta con se le sorelle e, liberando le forza dell’oceano, riesce a ritrovare la casa del bambino e a diventare umana. Ma le forze liberate creano sconvolgimenti che mettono in pericolo non solo il piccolo Sasuke e le persone a lui care, ma forse gli stessi equilibri del pianeta…


    Sasuke trova e salva Ponyo

    La trama è semplice, lineare e prevedibile, in questo Ponyo ricorda Totoro. Studio Ghibli ha apertamente annunciato di voler creare un’opera principalmente rivolta ai bambini e alle famiglie, pertanto decide di non puntare sulla storia raccontata, che visto il target doveva rimanere semplice, ma sulle emozioni trasmesse agli spettatori. Ponyo riesce a catturare gli spettatori grazie all’inizialmente onnipresente ‘sensazione del fantastico’ che riesce ad evocare: per i primi minuti si rimarrà incollati a contemplare le meraviglie che accadono nel mare e a conoscere quello strano essere che è Ponyo, le sue curiose reazioni al mondo umano e ai primi approcci agli abitanti della terraferma.
    Per la prima mezzora il film è davvero una meraviglia, realizzato con delle scelte stilistiche davvero curiose. Belli i fondali a pastello, che staccano dai personaggi grazie all’effetto ‘colore a matita colorata’, così vicino ai disegni che io stesso facevo, con ben altro esito, da bambino. Splendido il mare, che trascende le leggi della fisica, vivo e senza regole, con onde che si animano, diventano vive, per poi tornare al mare. Un mare terribile, che si stacca come stile dal resto, che passa dall’azzurro al blu scuro, trasmettendo a tratti pace e armonia, a tratti incutendo paura, impotenza e timore. Interessante anche il modo in cui sono realizzate navi e autoveicoli, che non cercano il realismo, ma si dimostrano di forme e definizione approssimativa, come se fossero quasi giocattoli. Le loro animazioni improbabili e esagerate offrono sequenze divertenti e dinamiche, che non sono nuove nelle opere miyazakiane, ma mai prima di oggi le avevo viste realizzate in tale modo.


    La piccola Ponyo

    A questo inizio davvero sorprendente si contrappone una seconda parte più lenta, in cui la ‘sensazione del fantastico’ si allenta, Ponyo diventa umana e la storia rientra su binari più comuni. Esce di scena
    Lisa, un personaggio davvero ben riuscito, mentre Ponyo perde spazio a vantaggio di Sosuke, che diventa il perno degli eventi. Ma sfortunatamente il bambino si dimostra un po’ il punto debole dell’intera opera, il ritmo cala e la storia diventa più comune. Sosuke dovrà affrontare una crescita interiore e arrivare ad assumersi delle responsabilità, ma il percorso che dovrà affrontare sembra comunque in discesa e viene a mio parere a mancare un po’ di mordente. Anche le meraviglie che avevano tenuto desta l’attenzione dello spettatore nella prima parte appaiono come meno sorprendenti, il paesaggio e le situazioni sono private della loro imprevedibilità e la magia, pur presente, non riesce a rinnovare i prodigi che a inizio film tanto mi avevano sorpreso.
    Il finale, piacevole ma forse un po’ troppo consono, viene suggellato da una splendida canzone finale, che tuttavia ho faticato ad ascoltare a causa degli scroscianti applausi.

    Oltre l’aspetto tecnico, di cui abbiamo già parlato, meritano un’ulteriore analisi un paio di personaggi, riusciti davvero bene. Il primo è
    Ponyo che dalla sua fuga si dimostra spontanea, ingenua, curiosa, testarda e piena di vita. Tali caratteristiche la rendono adorabile e divertente, è facile affezionarsi a lei, tanto che quando assume un ruolo minore il film inizia a risentirne. Ancor più sorprendente, visto anche il ruolo apparentemente meno importante, è il personaggio di Lisa. Mai chiamata madre dal figlio, si dimostra un vero e proprio vulcano, giovane e attiva, capace di capire il figlio e matura nell’affrontare le proprie responsabilità, ma quasi infantile e sempre impulsiva nella questioni più leggere.
    Fujimoto, il padre di Ponyo, si presenta come un personaggio dal design insolito e pertanto incuriosisce, anche per alcuni comportamenti poco consoni, ma non gli viene offerto l’adeguato spazio e non è soggetto di alcuna introspezione, né il suo passato viene spiegato.


    Lisa, la madre di Sasuke

    Il film infine si propone come abbastanza spensierato, si nota solo una critica all’inquinamento della mari, che tuttavia rimane abbastanza fine a se stessa: ben evidente in una delle sequenze iniziali da il via all’incontro tra Ponyo e Sasuke, ma poi tale tematica scompare e tra l’altro, verso fine film, le acque appaiono limpide come non mai.

    Nel complesso ritengo Ponyo una buona prova di Miyazaki. Studio Ghibli ha cercato di staccare con le più recenti opere, tornando a creare un prodotto con un target più giovane come Totoro o Kiki’s Delivery Service, scelta questa che si ripercuote anche nello stile, meno spettacolare e moderno, ma più ispirato e caratteristico, di quello visto in Il Castello Errante di Howl.
    Un buon prodotto le cui potenzialità sono state solo in parte sfruttate: sarebbe bastato qualche piccolo accorgimento e forse una ventina di minuti di durata in meno per renderlo una delle migliori opere di Miyazaki.



    Il viaggio e Miyazaki a Venezia
    La giornata è iniziata a metà mattina, dopo aver stampato i biglietti prenotati on-line, si è partiti in treno in sei da Verona in treno. Arrivati a Venezia per ora di pranzo, dopo aver messo sotto i denti qualcosa, ci si incontra con il gruppo di StudioGhibli.org e
    Kaorj ci fa, come due anni fa, da guida verso la manifestazione. Si è in tanti, probabilmente una quarantina di persone, alle quali se ne aggiungeranno altre in zona Sala Grande. Arriviamo con un’ora e mezza di anticipo e ne approfittiamo per fare un giro per il mercatino fuori della fiera, recuperando qualche DVD in offerta in alcuni stand dei distributori.
    Notiamo subito che la sicurezza è meno attenta rispetto a due anni fa: niente metal detector e meno controlli. Non ho portato con me né computer, né apparecchi elettronici, memore di quanto accaduto due anni fa con Gedo Senki, ma questa volta lo zaino mi è stato a malapena controllato e nessuno si è visto costretto a depositare telefoni o macchine fotografiche.
    Preso il posto in sala arriva Miyazaki ed è subito circondato dalla sicurezza, ma abbastanza vicino per essere fotografato senza problemi. Si nota che se fosse per lui si sarebbe fermato volentieri a firmare autografi, ma la sicurezza lo fa accomodare in sala e inizia il lungo applauso, che lo stesso Miyazaki dopo un po’ cerca di placare.
    Vengono annunciati gli ospiti presenti in sala, ovvero per Studio Ghibli i cantati della canzone tema di
    Ponyo Fujioka Fujimaki e Ohashi Nozomi, il produttore Toshio Suzuki e ovviamente lo sceneggiatore e registra Hayao Miyazaki. Tra le televisioni si notava una massiccia presenza di telecamere giapponesi, ma non mancano nemmeno le italiane e le straniere.
    Inizia la proiezione e alla fine un nuovo lungo applauso, che copre la sigla di coda. C’è di nuovo spazio per le foto, mentre in molti iniziano ad accamparsi all’uscita per cercare di cogliere il regista e farsi firmare qualche autografo. Durante l’attesa ci si scambiano le prime opinioni: il film sembra essere piaciuto. Arriva Miyazaki, ma anche in questo caso la sicurezza non fa avvicinare nessuno. Prima di salire i macchina saluta, ma non c’è modo di incontrarlo di persona. Si torna in stazione per rientrare a Verona verso le 23.
    Proprio una bella giornata, un po’ stancante, ma avere Miyazaki così vicino a assistere ad un suo film in sua presenza è decisamente un’esperienza emozionante.


    Ecco qui la standig ovation a Miyazaki a fine film
    [YOUTUBE]Ft9TARaVMC4[/YOUTUBE]
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  4. L'avatar di kxe50 kxe50kxe50 è offline #94
    03-09-08 09:42

    Ponyo uscirà nelle sale italiane nel periodo Pasquale
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  5. L'avatar di flepa flepaflepa è offline #95
    03-09-08 09:50

    Citazione kxe50 Visualizza Messaggio
    Ponyo uscirà nelle sale italiane nel periodo Pasquale
    Il dilemma è... in quante sale italiane ?

    Mi immagino la solita manciata di cinema, un pò come per tutti gli altri film d'animazione qui da noi.... ( che poi nella mia zona di solito si riesce anche a vedere, anche se non sempre in orari normali... )
    Rispondi con Citazione 

  6. L'avatar di Kraid KraidKraid è offline #96
    03-09-08 14:04

    Citazione flepa Visualizza Messaggio
    Il dilemma è... in quante sale italiane ?

    Mi immagino la solita manciata di cinema, un pò come per tutti gli altri film d'animazione qui da noi.... ( che poi nella mia zona di solito si riesce anche a vedere, anche se non sempre in orari normali... )
    Oddio: Howl's Moving Castle e Sen to Chihiro sono stati distribuiti molto bene da quel punto di vista,tant'è che anche nella mia zona (dove sicuramente non ci sono metropoli a meno di un'ora di auto) li si trovavano regolarmente in tutte le sale.
    E vi rimasero pure per un pò.
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  7. L'avatar di kxe50 kxe50kxe50 è offline #97
    03-09-08 14:07

    Citazione flepa Visualizza Messaggio
    Il dilemma è... in quante sale italiane ?

    Mi immagino la solita manciata di cinema, un pò come per tutti gli altri film d'animazione qui da noi.... ( che poi nella mia zona di solito si riesce anche a vedere, anche se non sempre in orari normali... )
    L'importante è che lo diano in Italia. Da Torino verrei fino a Napoli per vederlo
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  8. L'avatar di Rafiky RafikyRafiky è offline #98
    03-09-08 15:07

    Ottimo,pasqua :Q___

    Comunque la distribuzione sarà più che sufficiente,non temete
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  9. L'avatar di Deacon DeaconDeacon è offline #99
    03-09-08 15:30

    Citazione Rafiky Visualizza Messaggio
    Comunque la distribuzione sarà più che sufficiente,non temete
    "I want to believe"
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  10. L'avatar di Rafiky RafikyRafiky è offline #100
    03-09-08 15:43

    Ma poi a me fottesega,son di Roma

    Comunque,Miyazaki,seppur nel suo piccolo,è abbastanza conosciuto anche qui in Italia
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  11. L'avatar di kxe50 kxe50kxe50 è offline #101
    03-09-08 15:49

    Citazione Rafiky Visualizza Messaggio
    Ma poi a me fottesega,son di Roma

    Comunque,Miyazaki,seppur nel suo piccolo,è abbastanza conosciuto anche qui in Italia
    Bè, basta vedere come è stato accolto Ponyo dalla critica e dalla folla per farsi un'idea del perchè.

    Non ce la faccio ad aspettare Pasqua per vedere questo "nuovo Totoro"
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