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Una delle cartine di tornasole su questi argomenti è che anche coloro che vogliono a tutti i costi difendere un confronto di civiltà è che, spontaneamente, non andrebbero mai a vivere in un paese musulmano per cui, in ultima analisi, è chiaro che i due mondi sono per certi versi agli antipodi.
Non é pensabile fare questo genere di generalizzazioni, la Turchia, il Marocco, l'Indonesia o la Siria non sono l'Iran, l'Iran a sua volta non é l'Arabia Saudita e via di questo passo.
Personalmente adoro Istanbul, Damasco e molte altre città in Paesi islamici che mi é capitato di visitare, spesso affascinanti, accoglienti e vivibilissime (persino Teheran lo é, pur con ovvi distinguo, essendo socialmente e culturalmente diversissima dalle aree rurali e provinciali dell'Iran), mentre non sono mai stato a Riyadh né mi interesserebbe andarci vista la chiusura culturale saudita e l'impossibilità di condurre uno stile di vita compatibile col nostro se non negli alti livelli sociali. Non so come si faccia in buona fede a mettere in unico calderone i "Paesi musulmani", ma farlo temo significhi non averne mai visitato un numero sufficiente per coglierne le enormi differenze interne (come avviene anche per gli Stati europei o dell'estremo oriente, del resto).
Parlare di "Paesi musulmani" dando quasi per implicita l'equazione "maggioranza musulmana=sharia" é un altro grave errore, visto che i Paesi islamici che contemplino la Sharia (ed anche qui bisognerebbe conoscerne le quattro fiqh madhhab, le scuole giurisprudenziali, per valutarne il reale impatto) per la totalità del sistema giuridico, poi, sono solo Arabia Saudita ed Iran, mentre Libia e Sudan utilizzano la sharia come fonte di diritto, ed alcuni Paesi la riconoscono senza che questo abbia conseguenze sull'ordinamento.
In vari altri Paesi a maggioranza musulmana sussistono corti religiose per questioni legate al diritto privato (compresa la tutt'altro che islamica India, che concede questa libertà alla propria minoranza musulmana, e forse a breve anche il Regno Unito, che consente già questa libertà attraverso le corti Beth Din ai suoi cittadini ebrei ortodossi), specie in relazione ai matrimoni ed alle eredità, gestite secondo criteri tutt'altro che bloccati, dato che la sharia (con l'eccezione della scuola hanbalita, in uso in Arabia Saudita) contempla da sempre una costante ridefinizione dei paradigmi giuridici ed una ridefinizione dell'ermeneutica delle fonti, al di là del luogo comune del "Quran-applicato-come-legge" (quando in realtà il Quran é spesso fattualmente meno considerato rispetto agli hadith contemplati nelle raccolte delle scuole giurisprudenziali od alla sunnah del Profeta, più direttamente connessi con le fattispecie di diritto considerate).
E'davvero triste come molti laici ragionino in modo dogmatico, incapaci di riconoscere qualsiasi dignità alle altrui culture (oltre al riconoscere la pluralità di tendenze insita nelle dette culture, altro elemento fondamentale per non trovarsi a legittimare contemporaneamente il moderato hanafita e l'estremista wahabita-hanbalita) e di applicare un elementare relativismo, o almeno di informarsi in modo completo e di condurre studi prima di emettere la loro personale fatwa di condanna ad un'intera cultura, finendo per lasciarsi usare nell'ambito dell'operazione spregiudicata condotta dal Pontefice e da Magdi Allam, con tanto di conversione iper-mediaticizzata, condita da articoli diffamatori e demonizzanti.
In particolare, trovo che il Pontefice abbia commesso un'imperdonabile leggerezza inserendo un atto dal valore palesemente politico all'interno di una celebrazione come la Santa Pasqua, e che il neo-convertito Allam (che poteva rivolgersi alla propria parrocchia, come qualsiasi catecumeno, dando prova di sobrietà e di serenità

abbia dimostrato pessimo gusto associando alla sua conversione una presa di posizione anti-islamica che, nel contesto in cui é uscita, a molti é sembrata legittimata da ambienti vaticani, dando una vera e propria stilettata al dialogo interreligioso iniziato dal gruppo di intellettuali e giuristi islamici moderati che, nei mesi scorsi, hanno preso accordi per gli incontri islamo-cattolici del prossimo novembre.
Temo, purtroppo, che anche in questo topic si respiri quel clima di generalizzazioni, scarsa conoscenza, luoghi comuni e disinformazione promosso da Magdi Allam, uomo che, persino con la sua conversione, ha puntato tutto (con successo, direi) sullo sfruttamento e sulla radicalizzazione dell'anti-islamismo italiano, che necessitava di un "coraggioso convertito" (ovviamente vicino a Comunione e Liberazione) per legittimarsi e sollevarsi dagli abissi degli articoli relativi all'arresto di "terroristi" rilasciati per assenza di prove e dagli atti d'intolleranza razzista, come le taniche di urina di maiale sparse sulle fondamenta delle moschee da sedicenti rappresentanti dell'occidente e\o della cattolicità (ed anche l'equivoco che vorrebbe il cattolicesimo come baluardo dell'Occidente meriterebbe di essere trattato più a lungo).