Baldur's Gate II: Shadows of Amn è da sempre il titolo col quale più mi sono divertito. La chimica e l'eccezionale miscela di ingredienti vari, ma mai fuori posto, mi hanno sempre fatto adorare questo titolo che, a distanza di 8 anni, risulta essere ancora il mio gioco di ruolo preferito. E non mi è facile vedere questo capolavoro, perfetto in tutte le sue parti, anche solo con una componente diversa (soprattutto se si tratta del lavoro del GRANDE Michael Hoenig); eppure dopo attenta analisi sono riuscito a trovare un mix che potrebbe rivelarsi ben azzeccato. Sto parlando di un possibile accompagnamento con un particolare doppio cd degli Ayreon, un famoso progetto del genio Arjen Anthony Lucassen, chiamato Into The Electric Castle.
Il perché è molto semplice: l'album parla di una sorta di esperimento ideato da Forever of the Stars, un alieno di una qualche razza particolare, per mettere alla prova e analizzare il comportamento di 8 personaggi presi da 8 diversi periodi storici (per essere precisi un guerriero Romano, un Highlander, un Barbaro, una ragazza Indiana, una ragazza Egiziana, un "Futurman"/uomo che vive nello spazio -che sarà anche presente in un altra opera degli Ayreon, The Universal Migrator, dato che quasi tutte sono unite da un filo conduttore ben preciso-, un Hippie e un Cavaliere). Chiaramente la spiegazione di tutto ciò sarà rivelata solo alla fine del disco.
Ed è proprio questa varietà che sta alla base del disco, così come di BG2, che li rende così compatibili.
L'oscura intro "Welcome To The New Dimension", benché con toni diversi da quelli usati da Irenicus, tende a presentare la situazione attuale in cui ci si ritrova: persi, confusi e abbandonati, in un luogo sconosciuto, ci si sente imprigionati in una realtà che non è la propria o comunque quella a cui si è abituati. Sensazioni perfettamente identificabili anche nei primi istanti di BG2, in cui si è intrappolati nelle mani di una qualche forza oscura che fa su di noi degli esperimenti, ma su cosa, non sappiamo ancora. E inizia quindi il viaggio, così come dice la prima parte di "Isis And Osiris", secondo brano dell'album. Un viaggio che attraversa le segrete della prigione di Irenicus fino ad uscire nella bella Athkatla. E' un passaggio obbligatorio e non privo di dubbi esistenziali sul perché ci si ritrova lì, sia da parte del protagonista che da parte degli altri personaggi che lo accompagneranno durante l'avventura (Minsc, Jaheira e Imoen con Yoshimo verso la fine del dungeon), proprio così come avviene durante il primo brano: la presa di coscienza di dove ci si trova da parte degli 8 personaggi, un pò sballottati e preoccupati (splendida la parte in cui l'Highlander interpretato dallo Scozzese Fish -mitico cantante dei Marillion- si interroga sulle stelle e su come orientarsi).
Ma una volta capito, una volta realizzato, cominciano a fare i primi passi, vagamente indirizzati da una voce (l'entità ancora misteriosa nel disco, così come Gaelan Bayle, figura del tutto oscura ai personaggi, nel gioco) che li fa avanzare in un luogo magico ed esotico quale è Athkatla, città in cui la stessa "Isis And Osiris" è perfettamente rappresentabile da quelle differenze così abissali tra luoghi come la Passegiata di Waukeen, i Bassifondi e il Quartiere dei Templi; così come dalle successive "Amazing Flight" (che calza a pennello per le quest tra il Quartiere del Ponte e quello Governativo) o "Time Beyond Time" (che funge da momento di pausa, così come la Locanda della Gru Zoppa alle Porte della Città, prima di intraprendere sentieri più tortuosi).
Ma il viaggio continua, alla ricerca di Imoen e della verità su quegli strani esperimenti, ma non senza prove di grande audacia e sacrifici (nel disco alcuni personaggi si "perdono" andando incontro ad una morte prematura) che tra le Rovine del Tempio di Amaunator nei pressi di Umar, le colline Windspear, Trademeet, ma soprattutto agli intrighi della stessa Athkatla aiuteranno i personaggi a ricongiungersi con Imeon solo dopo aver accettato determinati patti. Ed è proprio "Across The Rainbow Bridge", questo passaggio che divide l'esterno dall'interno dell'Electric Castle così come l'Athkatla dei semplici avventurieri da quella di coloro che invece tessono le trame della città stessa nell'oscurità, che si tratti dei vampiri o dei ladri tenebrosi.
"Run run the past is gone, it cannot be undone
Run run the future is here, our fate is drawing near"
Ed è proprio un corsa disperata verso Spellhold, il luogo dove Irenicus tiene prigioniera Imoen e dove sta mettendo alla prova il suo corpo e il suo spirito con terrificanti esperimenti per liberare un fantomatico potere. Ma Spellhold riserva altre sorprese, proprio come il "Garden Of Emotions" del disco, un giardino incantato che mette alla prova la fede e la forza interiore dei singoli personaggi, tanto da farne perdere un altro tra i suoi sentieri. "Valley Of The Queens" è per l'appunto questa dichiarazione di accettazione della propria condizione (magistralmente cantata dalla Anneke van Giersbergen dei Gathering), accetazione che verrà fatta anche dal personaggio principale di BG2 nel labirinto sotterraneo di Spellhold una volta scoperto il suo terrificante potere che lo porta a trasformarsi nell'Uccisore.
La corsa però continua, giacché adesso l'obiettivo non è più rintracciare Imoen ma bensì Irenicus e Bodhi che vogliono il potere assoluto. E la corsa del figlio di Bhaal andrà avanti, attraverso il Sottosuolo, la città Drow e le caverne di Illithid e Beholder (in cui l'oscura "The Castle Hall" la fa da padrona per le tinte particolarmente violente) e la sua uscita che, come la "Tower Of Hope" del disco, porta i personaggi il più vicino possibile alla soluzione finale; una salita verso la superficie che non risparmia diverse fatiche e sofferenze (rappresentabili con la morte del terzo personaggio in "Cosmic Fusion").
Ma ormai la fine è vicina, ed è ora di fare i conti con ciò che si è deciso di essere fino a quel momento: ho aiutato i ladri o i vampiri? ho aiutato il Nobilissimo Ordine del Cuore Radioso? e sono tanto furbo da accettare l'aiuto di un certo drow di superficie famoso per le sue eroiche gesta?
E' ora di fare un pò d'ordine in ciò che s'è compiuto e di capire COSA si è diventati:
"It is time to reflect upon your "ego-self". Nowhere to hide when the walls echo the you that we all see. Ah, the smiles dissolve! The pulse begins to race; the face a flush of fear so plainly painted. The Mirror World - the Mirror Maze: Confrontation..."
e quale miglior brano se non "The Mirror Maze"? Un viaggio introspettivo in cui si cerca di combattere le "paure segrete che proviamo a nascondere", paure che ci porteranno anche a chiederci se siamo pronti, se abbiamo tutto ciò che serve per debellare (o almeno tentare...) la piaga vampirica di Athkatla e recuperare il Lanthorn, la luce guida per entrare nella silvana Suldanessellar.
Lo scontro ha quindi inizio, senza sosta e solo per i più coraggiosi, ma soprattutto per i più furbi, coloro che non si fanno illudere e portano avanti la propria "quest" per sopravvivere. Ed è proprio "The Two Gates" che rappresenta perfettamente lo scontro con Bodhi e la successiva corsa per salvare il/la proprio/a amato/a: una via che porta all'autodistruzione e una che porta al ricongiungimento prima della fine. Una fine tragica sì, ma non senza colpi di scena, non senza rivelazioni e scoperte di un passato triste di qualcosa di perso (come i sentimenti degli alieni di Forever of the Stars). "Another Time, Another Space" racconta bene questo senso di smarrimento da parte di tutti i personaggi (rimasti), lo stesso smarrimento e stupore che non possono non provare i personaggi della compagnia giunta ormai ai Nove Inferi, dove le ultime prove dividono la (sommaria) fine del figlio di Bhaal dal suo carceriere e avversario. E solo la riuscita di quest'ultima impresa permetterà loro di finire questo viaggio, lungo e tortuoso, quasi contro la loro volontà ma che da questa ha preso forza per potersi compiere.
E' la fine quindi, l'esperimento è finito, i personaggi sono liberi di tornare alle loro vite e vivere in pace perché mentre i personaggi del disco non ricorderanno niente, quelli di BG2 "remember forever....." (che in verità non è altro che una frase a doppio senso dato che la storia di Forever non è finita).
Insomma, un grande disco, con grandi cantanti per un grande capitolo di una grande saga.