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  1. L'avatar di Archangel256 Archangel256Archangel256 è offline #16
    28-04-08 15:53

    Citazione Stefano Lucchi Visualizza Messaggio
    certo che bisogna intervenire, ma sui genitori, non sui videogiochi. Quando metti al mondo un figlio devi prenderti delle responsabilità, non puoi semplicemente parcheggiarlo davanti ad uno schermo (sia esso un monitor o una tv, non importa).fissare limiti che penalizzano anche chi non ne può nulla se altri sono incapaci a fare i genitori? Francamente non mi sembra un grande idea. Se uno non ha voglia/tempo/capacità di stare dietro ad un figlio, non lo fa (il figlio, intendo). Nel momento in cui nasce te ne devi prendere tutte le responsabilità, perchè un figlio non è una acquario di pesci rossi.

    comunque, ripeto, questa discussione nasce dal presupposto che i videogiochi sono ancora considerati 'roba per bambini' che è un concetto sbagliato a monte.
    Sarebbe la soluzione migliore, ma francamente è utopistica. Ci sarà sempre qualcuno che metterà al mondo i figli e magari poi non potrà/vorrà/sarà in grado di educarli e non solo nei paesi del terzo mondo, ma anche qui in occidente.

    Poi chiaramente con le restrizioni sull'età ci andrebbero di mezzo anche ragazzi più maturi, ai quali non avrebbe molto senso limitare l'accesso ai videogames. Però più che un problema vero e proprio questo sarebbe un semplice fastidio, perchè sono certo che se un ragazzo è sufficientemente maturo potrebbe accordarsi coi genitori sui titoli da comprare e se i genitori hanno fiducia in lui potrebbero tranquillamente comprargli anche titoli 18+ e magari questa interazione genitori/figli intorno ai videogames potrebbe anche essere positiva.

    Ovviamente ci sono tanti altri metodi per procurarsi un gioco, può prestartelo l'amico, puoi trovarlo per vie non legali, puoi acquistarlo sul web, magari da ebay.

    Forse l'introduzione di un sistema di rating serio e che sia fatto rispettare potrebbe giovare al videogioco in generale, permettendo magari ai giochi "adults only" di esplorare strade nuove, più profonde, permettendo ai giochi di diventare più maturi, cosa che finora non è stata fatta perchè i videogames, come giustamente dici, sono visti come cose da bambini (e l'industria videoludica pare non abbia fatto molto per smentire questo inesatto pregiudizio).
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  2. L'avatar di alam1.1 alam1.1alam1.1 è offline #17
    28-04-08 22:20

    Io dico solo questo:.... La prima volta che vidi "La Notte Dei Morti Viventi", ero piccolino, e cn me c'erano anche i miei genitori, che mi spiegarono il film e mi tranquillizzarono.... ciò nonostante, alcune immagini rimasero impresse nella mia mente a tal punto da provocarmi per parecchio tempo una vera e propria fobia per i film horror e per alcune atmosfere lugubri....tutt' ora alcuni film faccio fatica a vederli(anzi, se sono da solo nn li guardo proprio...).
    Questo per dire che, secondo me, il dare le colpa ai genitori a volte è solo una questione di comodo, e certi argomenti sono troppo delicati e dipendenti dalla sensibilità dell' individuo(a maggior ragione se bambino) per essere divulgati serenamente senza nessun filtro. Quindi, io sono assolutamente contrario alla censura, ma favorevole alle limitazioni per fasce di eta nei vg!
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  3. L'avatar di nightside nightsidenightside è offline #18
    29-04-08 00:29

    Citazione Beltazor Visualizza Messaggio
    Ma attaccare un cazzo di poster in formato A1 nei reparti dedicati ai videogames e nei negozi dove si spiega il significato dei simboli del PEGI no ? è troppo complicato ?
    Cioè non voglio mica che nella copertina di Dawn Of War III L'Impero Scorreggia Ancora ci sia scritto "Sto gioco fa male al pisello" , sarebbe troppo disarmante come cosa.


    ci sono i cartonati informativi...ma non li mette fuori nessuno.

    Citazione Magnvs Visualizza Messaggio
    Comunque quel che mi lascia basito è vedere il numero di persone pronte ad impedire la vendita di videogiochi violenti ai minorenni pur avendone fatto abbondante uso quand'era il loro turno, .
    bhe...anni fa c'erano splatterhouse e mortal kombat..che più che violenti erano trash (ed anche mortal kombat ha scatenato parecchie polemiche, tra l'altro all'epoca non vi era nessuna classificazione..almeno in europa)...oggi ci sono i vari manhunt, GTA, RE5 e via dicendo, è un tipo di violenza diversa sia per il fatto che la tecnologia s'è evoluta, sia per il fatto che la ricerca del fotorealismo da parte degli sviluppatori e la volontà di creare giochi "maturi" porta anche a questo.
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  4. Paolo94 is here #19
    29-04-08 00:50

    vendere una sigaretta a un 12enne è diverso dal vednere gta a un 12enne.
    insomma il pericolo di quando si vende una sigaretta lo si vede,con un videogioco è un po più mascherato
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  5. L'avatar di Matsu MatsuMatsu è offline #20
    29-04-08 15:45

    Citazione Magnvs Visualizza Messaggio
    Inoltre mi oppongo del tutto all'idea che un'educazione corretta non debba prevedere suggestioni con elementi violenti, "pesanti" o comunque duri per un giovane: la letteratura classica (anche senza limitarci alla storiografia) né e piena, la stessa Bibbia contiene nell'Antico Testamento massacri, incesti e violenze d'ogni genere, e l'arte presenta infinite scene dure (basti pensare alle lotte mitologiche, o alla decapitazione di S. Giovanni Battista, o alla stessa Croce, per non parlare delle infinite rappresentazioni guerresche cruente, o delle rappresentazioni infernali medioevali, o dei cosiddetti "Trionfi della Morte", fino a Bosch e Goya, per tacere dell'arte contemporanea), e la storia umana antica, moderna e contemporanea è intrisa fino al midollo di scene violente e terribili, dai rovesci numismatici fino alle opere teatrali, dalla teologia ai telegiornali. Ha senso far finta che tutto questo non esista, o non è piuttosto meglio mostrare la realtà ai bambini curandosi però del fatto che venga recepita nella sua concretezza, evitando emulazione e mitizzazioni assurde?
    Maledetto, hai praticamente copiato l'intervento che stavo formulando mentre leggevo i primi post della discussione .
    E' dagli anni cinquanta che siamo vittime dell'effetto "Walt Disney", la fruizione di contenuti disturbanti o comunque forti da parte dei bambini è divenuta una sorta di peccato capitale. Eppure i classici della letteratura per bambini (prima dell'epurazione made in US) fondano il proprio fascino e la propria utilità pedagogica sulla paura e la violenza.
    Da fiere antropomorfe che divorano anziane con le proprie grosse fauci siamo arrivati a giocare un Lego Indiana Jones in cui i nazisti sono stati sostituiti con dei cattivi generici. Santo cielo, fosse mai che qualcuno trovi il figlio a conquistare la Polonia su un triciclo!
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