nicjedi
A parte che queste parole son state dette dal figlio di Gheddafi e non dalla Lega Araba, se qualcuno leggesse le parole della Lega Araba, invece di pensare che i giornali dicano sempre e comunque la verità, capirebbe che il loro è un normale "rapporto diplomatico":
se nel governo di un Paese viene inserito un elemento razzista e antiislamico, sicuramente uno stato islamico non potrà che peggiorare i rapporti con tale Paese. Si chiama logica. Diverso dalle ingerenze di certe figure religiose che pretendono l'abrogazione di legge liberali, o la non emanazione di altre, perché vanno contro la morale. In un caso si tratta di rapporti diplomatici, nell'altro si tratta di applicare una "morale" religiosa ad uno stato che dovrebbe definirsi laico.
Detto questo, per l'appunto, che parlino, è il Presidente della Repubblica, ricordo, e non il Presidente del Consiglio, a nominare i Ministri.
Certo, la stessa logica si dovrebbe applicare alle parole dei capi religiosi quando "chiedono con fermezza" che uno Stato non faccia qualcosa che a loro non piace.
Vediamo alla prossima affermazione dello stesso tipo se vedo le stesse persone di questo thread scrivere le stesse parole che ho letto qua...
La ega Araba si è associata ai commenti del figlio di Gheddafi
"Se veramente un personaggio di questo tipo diventasse ministro, penso che ci potrebbero essere problemi nei rapporti con il vostro Paese - spiega al telefono con l'Agi un portavoce della Lega araba Abdul Alim al Abyat - Di sicuro ne discuteremo e la nostra posizione sarà contraria".
In ogni caso un limitato diritto all'ingerenza può sussistere (ad esempio nel caso della questione tibetana, o del trattamento delle minoranze in vari contesti come Russia, Sudan, Indonesia, Etiopia, Yemen, Israele o Arabia Saudita) da parte di singoli governi o della comunità internazionale, ma un conto è esprimersi in merito a indirizzi di massima ("serve più autonomia per il popolo tibetano"), altra cosa pretendere di esercitare censure su nomine dirette che sono e restano prerogative di uno Stato sovrano ("vogliamo esser noi a decidere chi la Cina insedierà come governatore del Tibet", per continuare l'esempio).
In questo caso avrei appoggiato (sulla linea di Sergio Romano) un richiamo della Lega Araba ad una collaborazione proficua e priva di pregiudizi fra l'Italia ed i suoi Paesi membri, esattamente come non vedrei problemi in un'esortazione pontificia generica, mentre non si può che opporsi ad una pretesa censoria da parte della LA, esattamente come se dal Vaticano dovesse giungere una esortazione esplicita di voto (con delle eccezioni, visto che sarebbe limitativo catalogare come ingerenza, ad esempio, l'enciclica Mit brennender Sorge di Pio XI in cui Hitler veniva platealmente definito "nemico", e lo stesso si potrebbe dire per varie esternazioni di Capi di Stato dell'ultimo secolo che, pur rompendo il galateo diplomatico, denunciarono dittature, genocidi e atti contrari ai diritti umani).