#46
08-05-08 14:41
Quello è quello che ha detto l'UNLA...che poi sia vero o meno non so...ma dato che è un'ente specializzato in tali cose, non mi sento di discostarmi troppo da ciò che è stato affermato.
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andreyus ![]()
#47
08-05-08 14:47
Io sono perito elettronico e telecomunicazioni. Sono ancora in cerca di lavoro (ho provato l'università ma ho rinunciato per ora magari la riprenderò più avanti). Ho fatto un colloquio nel quale sostenevano in parte la tua posizione ovvero che al pari di anni uno che ha lavorato nel settore è uguale a uno che ha preso la laurea (anzi ha alcuni vantaggi in quanto possiede già la manualità e conosce già il suo lavoro).
Però il discorso del diploma è un pò diverso secondo me. Sicuramente deve formarti principalmente nella tua materia primaria (es. elettronico, informatico ecc..) ma non a discapito della cultura generale. Un lavoratore che eccelle nel suo lavoro ma che non sa scrivere (non nel senso che sbaglia la sintassi o la grammatica) sarà una persona meno "completa" nella vita futura. Dopotutto si chiama Maturità![]()
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thor82 ![]()
#49
08-05-08 14:51
non sono d'accordo.
se vuoi saper lavorare e basta smetti di fare la scuola e inizi a fare apprendistato: è l'unico modo per assumere esperienza lavorativa realistica.
la scuola non dovrebbe preparare al lavoro, ma darti un modo di ragionare che ti permetta di imparare a lavorare.
nel mio caso (informatica) se avessi smesso di studiare avrei piu esperienza a programmare, certo.
ma non saprei xke un'algoritmo fa cagare in certi casi piuttosto hce altri, non avrei la mentalità per imparare linguaggi nuovi in 3 giorni, non avrei tutti i vantaggi teorici che mi hanno insegnato le superiori e l'università.
la scuola non dovrebbe essere un pre-lavoro, sennò non si differenzia dall'apprendistato.
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-steve- ![]()
#50
08-05-08 15:31
Non sto parlando di universitari, sto parlando di laureati, ossia gente che ha mosso eccome il culo ed è riuscita nello studio. D'accordissimo per chi sosta decenni senza laurearsi, ma non sto parlando affatto di quelli.non sempre è così, molti al lavoro ci devono andare perché la famiglia ha pochi soldi e non si riesce sempre a mantenere gli studi di un figlio che costano assai e preferiscono spingerlo sul mondo del lavoro (e non tutti fanno gli operai, se fai il piccolo di un artigiano fidati che se impari bene poi i soldi li fai) e chi invece va all'università spesso lo fa per rimandare il suo ingresso al mondo del lavoro perché preferisce stare nella bambagia del quasi fancazzismo piuttosto che piegare il filone e muovere il culo andando a lavorare.
@Claudiano: l'UNLA parla di 6 milioni di analfabeti totali e l'istat di meno di un milione. Se la verità sta nel mezzo in ogni caso non ha senso parlare dell'11% di analfabeti in Calabria.
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Scudrera ![]()
#51
08-05-08 15:39
Anche perchè l'alternativa era o lo studio e la Laurea, con la speranza di migliorare la propria condizione sociale (e con conseguenti sacrifici di poveri genitori contadini), o disoccupazione/manovalanza in nero/emigrazione, alternative non ce n'erano, dato che le attività economiche scarseggiavano e scarseggiano in molte zone del sud.Non sto parlando di universitari, sto parlando di laureati, ossia gente che ha mosso eccome il culo ed è riuscita nello studio. D'accordissimo per chi sosta decenni senza laurearsi, ma non sto parlando affatto di quelli.
@Claudiano: l'UNLA parla di 6 milioni di analfabeti totali e l'istat di meno di un milione. Se la verità sta nel mezzo in ogni caso non ha senso parlare dell'11% di analfabeti in Calabria.
Poi mi sembrano cifre decisamente esagerate. Capisco che siamo poveri, ma neanche in Bielorussia ci sono tanti analfabeti.![]()
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Tripla Z ![]()
#52
09-05-08 00:55
mi stai parlando di cose che insegnano alle elementari e alle medie eh, non che non insegnano. Sinceramente se uno mi esce dalle medie che non sa distinguere HO e O devono essere licenziati gli insegnanti che l'hanno promosso. Comunque non sto dicendo di non fare queste cose, sto dicendo di non dargli tutto quel peso come hanno ora, è chiaro che se hai 4 in italiano e 7 in Elettrotecnica posso sì promuoverti però quel 4 lo recuperi almeno al 5\5,5 a settembre. Certo se il 4 è dovuto perché non sai i promessi sposi allora non conta, però se lo prendi per la grammatica e le cose basilari allora non va bene.Io sono perito elettronico e telecomunicazioni. Sono ancora in cerca di lavoro (ho provato l'università ma ho rinunciato per ora magari la riprenderò più avanti). Ho fatto un colloquio nel quale sostenevano in parte la tua posizione ovvero che al pari di anni uno che ha lavorato nel settore è uguale a uno che ha preso la laurea (anzi ha alcuni vantaggi in quanto possiede già la manualità e conosce già il suo lavoro).
Però il discorso del diploma è un pò diverso secondo me. Sicuramente deve formarti principalmente nella tua materia primaria (es. elettronico, informatico ecc..) ma non a discapito della cultura generale. Un lavoratore che eccelle nel suo lavoro ma che non sa scrivere (non nel senso che sbaglia la sintassi o la grammatica) sarà una persona meno "completa" nella vita futura. Dopotutto si chiama Maturità
Ma se quando esci non sai lavorare non servi a nulla. La scuola deve essere parte dell'apprendistato, quello che ti prepara poi ad inserirti nel mondo del lavoro. Uno non può dopo 5 anni di studi uscire e non saper fare il suo lavoro dai, hai studiato per nulla. Tu stai facendo informatica e di quella la teoria serve come la pratica, però se tu esci e dopo 5 anni non sai fare il lavoro che ti chiedono allora hai buttato via i tuoi anni.non sono d'accordo.
se vuoi saper lavorare e basta smetti di fare la scuola e inizi a fare apprendistato: è l'unico modo per assumere esperienza lavorativa realistica.
la scuola non dovrebbe preparare al lavoro, ma darti un modo di ragionare che ti permetta di imparare a lavorare.
nel mio caso (informatica) se avessi smesso di studiare avrei piu esperienza a programmare, certo.
ma non saprei xke un'algoritmo fa cagare in certi casi piuttosto hce altri, non avrei la mentalità per imparare linguaggi nuovi in 3 giorni, non avrei tutti i vantaggi teorici che mi hanno insegnato le superiori e l'università.
la scuola non dovrebbe essere un pre-lavoro, sennò non si differenzia dall'apprendistato.
Se tu vai ad un corso d'inglese e quando esci non sai parlarlo hai speso soldi per il nulla, idem la scuola, se tu studi per fare informatica e quando esci non sai fare le cose allora hai sprecato soldi e tempo
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-steve- ![]()
#53
09-05-08 01:08
Il ragionamento ha evidenti buchi, tu parli solo di professionali e al massimo istituti tecnici, come se i licei non esistessero. Oh, il liceo classico e il liceo scientifico dovrebbero dare cultura, non bravura pratica. Preparano all'università, non al mondo del lavoro, e quando esci NON SEI pronto per lavorare, nemmeno un po', dovresti essere pronto ad affrontare gli studi universitari con i giusti metodi di studio e l'abitudine alle ore sui libri. Ricordiamoci, ogni tanto, che esistono anche le classi dirigenti che non sudano, e allentiamo un po' questa visione utilitaristica della vita che, probabilmente, è una delle cause dell'abbandono delle scuole prima del termine degli anni obbligatori. Ma soprattutto, guardiamo la cultura per ciò che è, fa un po' tristezza che nel 2008 io debba leggere che "se non sai i promessi sposi non conta"...mi stai parlando di cose che insegnano alle elementari e alle medie eh, non che non insegnano. Sinceramente se uno mi esce dalle medie che non sa distinguere HO e O devono essere licenziati gli insegnanti che l'hanno promosso. Comunque non sto dicendo di non fare queste cose, sto dicendo di non dargli tutto quel peso come hanno ora, è chiaro che se hai 4 in italiano e 7 in Elettrotecnica posso sì promuoverti però quel 4 lo recuperi almeno al 5\5,5 a settembre. Certo se il 4 è dovuto perché non sai i promessi sposi allora non conta, però se lo prendi per la grammatica e le cose basilari allora non va bene.
Ma se quando esci non sai lavorare non servi a nulla. La scuola deve essere parte dell'apprendistato, quello che ti prepara poi ad inserirti nel mondo del lavoro. Uno non può dopo 5 anni di studi uscire e non saper fare il suo lavoro dai, hai studiato per nulla. Tu stai facendo informatica e di quella la teoria serve come la pratica, però se tu esci e dopo 5 anni non sai fare il lavoro che ti chiedono allora hai buttato via i tuoi anni.
Se tu vai ad un corso d'inglese e quando esci non sai parlarlo hai speso soldi per il nulla, idem la scuola, se tu studi per fare informatica e quando esci non sai fare le cose allora hai sprecato soldi e tempo
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L33T ![]()
#54
09-05-08 01:09
cul|tù|ra
s.f.
FO
1 complesso delle conoscenze intellettuali e delle nozioni che contribuisce alla formazione della personalità; educazione, istruzione: farsi, formarsi una c.; avere una buona c.; una persona di grande, media, scarsa c.; il mondo della c., gli ambienti intellettuali; una persona di c., colta; l’insieme delle conoscenze: c. letteraria, musicale, storica; la c. umanistica e la c. scientifica
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Tripla Z ![]()
#55
09-05-08 01:18
Io sì, parlo di ITIS e IPSIA, dando per scontato che se fai il liceo hai ovviamente intenzione di farti altri anni di università altrimenti non hai in mano nulla..Il ragionamento ha evidenti buchi, tu parli solo di professionali e al massimo istituti tecnici, come se i licei non esistessero. Oh, il liceo classico e il liceo scientifico dovrebbero dare cultura, non bravura pratica. Preparano all'università, non al mondo del lavoro, e quando esci NON SEI pronto per lavorare, nemmeno un po', dovresti essere pronto ad affrontare gli studi universitari con i giusti metodi di studio e l'abitudine alle ore sui libri. Ricordiamoci, ogni tanto, che esistono anche le classi dirigenti che non sudano, e allentiamo un po' questa visione utilitaristica della vita che, probabilmente, è una delle cause dell'abbandono delle scuole prima del termine degli anni obbligatori. Ma soprattutto, guardiamo la cultura per ciò che è, fa un po' tristezza che nel 2008 io debba leggere che "se non sai i promessi sposi non conta"...
Sì esistono anche i dirigenti, ma se non ci sono operai che cosa dirigi? I cammelli? i leoni del circo? Al mondo servono entrambi eh..
èu|rocul|tù|ra
s.f.
FO
1 complesso delle conoscenze intellettuali e delle nozioni che contribuisce alla formazione della personalità; educazione, istruzione: farsi, formarsi una c.; avere una buona c.; una persona di grande, media, scarsa c.; il mondo della c., gli ambienti intellettuali; una persona di c., colta; l’insieme delle conoscenze: c. letteraria, musicale, storica; la c. umanistica e la c. scientifica
s.m.inv.
CO TS monet., moneta unica dell’Unione Europea, entrata in vigore come unità di cambio il primo gennaio 1999
Sai la differenza tra le due cose? Vai dal panettiere a comprare il pane e quando devi pagare digli "non ho i soldi ma ho la cultura" vediamo se ti lascia il pane o meno
Per prima cosa viene il lavoro che ti da sostentamento, poi la cultura te la puoi fare per gli affari tuoi
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-steve- ![]()
#56
09-05-08 01:23
Non lo nego, l'importante è avere sempre presente che un mondo di cultura è un mondo di buoi. I manovali continueranno ad esistere sempre, la cultura è in netta difficoltà ed i discorsi come il tuo non l'aiutano di certo.Io sì, parlo di ITIS e IPSIA, dando per scontato che se fai il liceo hai ovviamente intenzione di farti altri anni di università altrimenti non hai in mano nulla..
Sì esistono anche i dirigenti, ma se non ci sono operai che cosa dirigi? I cammelli? i leoni del circo? Al mondo servono entrambi eh..
èu|ro
s.m.inv.
CO TS monet., moneta unica dell’Unione Europea, entrata in vigore come unità di cambio il primo gennaio 1999
Sai la differenza tra le due cose? Vai dal panettiere a comprare il pane e quando devi pagare digli "non ho i soldi ma ho la cultura" vediamo se ti lascia il pane o meno
Per prima cosa viene il lavoro che ti da sostentamento, poi la cultura te la puoi fare per gli affari tuoi
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L33T ![]()
#57
09-05-08 01:24
Poi dimmi quanti CEO conosci che sono usciti dal professionale. Tanto per restare al tuo livello di discussione.Io sì, parlo di ITIS e IPSIA, dando per scontato che se fai il liceo hai ovviamente intenzione di farti altri anni di università altrimenti non hai in mano nulla..
Sì esistono anche i dirigenti, ma se non ci sono operai che cosa dirigi? I cammelli? i leoni del circo? Al mondo servono entrambi eh..
èu|ro
s.m.inv.
CO TS monet., moneta unica dell’Unione Europea, entrata in vigore come unità di cambio il primo gennaio 1999
Sai la differenza tra le due cose? Vai dal panettiere a comprare il pane e quando devi pagare digli "non ho i soldi ma ho la cultura" vediamo se ti lascia il pane o meno
Per prima cosa viene il lavoro che ti da sostentamento, poi la cultura te la puoi fare per gli affari tuoi
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lord mark 87 ![]()
#59
09-05-08 03:46
ma infatti è questo il punto. Secondo me se uno è veramente convinto di lavorare un posto, anche insoddisfacente e sottopagato, ma che garantisce un sostentamento per un certo periodo, lo trova. Ho dovuto rifiutare quattro offerte di lavoro perchè altrimenti non mi sarei più sbrigato con l'università, ma se avessi terminato gli studi ora avrei già un posto discreto, e non sono un chissà quale fottuto genio uscito da qualche scuola speciale con 300 e lode, e neanche un raccomandato
per quanto riguarda il thread la cosa brutta non è tanto la percentuale di non diplomati, che dice poco o nulla in fondo, ma è proprio vedere la pochissima voglia che hanno i ragazzini d'oggi nello studio (e quindi in qualsiasi altra cosa che richiede impegno). Ho dato ripetizioni di matematica a un ragazzino di seconda media che ha problemi NOTEVOLI a imparare il teorema di pitagora (che fondamentalmente è una stronzata, disegni un triangolo rettangolo, tre quadrati intorno e dici che la somma dei due quadrati sui cateti è uguale al quadrato sull'ipotenusa, fine). Fosse solo lui mi sta anche bene, ci sta che un ragazzino non sia capace (ma sarebbe meglio dire "non ha voglia", per quanto mi riguarda, fino alle derivate, chiunque può imparare un po' di matematica se si mette d'impegno), ma quando la madre mi racconta che è tutta la classe in quella situazione allora mi cascano le braccia.