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  1. L'avatar di IrONj IrONjIrONj è offline #151
    15-05-08 12:26

    "Le intercettazioni sono un valido strumento a disposizione degli inquirenti per portare avanti le indagini e smascherare colpevoli. Non è giusto rendere pubbliche certe cose che, per giunta, non presentano alcun rilievo penale. Ora già immagino come si scateneranno gli antinteristi più corti di cervello, nella speranza che alla vicenda venga dato chissà quale risalto.."

    Dai commenti alla news..che dire
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  2. L'avatar di X800pro X800proX800pro è offline #152
    15-05-08 12:27

    Citazione IrONj Visualizza Messaggio
    Dai su xxpro riesci davvero a spararti i segoni su ste 3 puttanate? poverino dai spulcia meglio che qualcosa per venire lo trovi
    Seghe? AAHAHAHHAHAHAAHHAHAHAAHAAHAHAHHAH

    Ti dico solo una cosa. Io ho dormito bene stanotte. Da domenica, invece, qualcun altro no. E da ieri sera, ancora peggio.

    p.s.: se vuoi la mia umile opinione, senza battutine stupide o sfottò, qui c'è di mezzo berlusconi che si sta vendicando per farsopoli. Altro che Juve...

    Un mare di telefonate, un mare di intercettazioni. Da una parte del filo ci sono due criminali di alto livello, al centro di una inchiesta della Procura Antimafia di Milano per traffico di cocaina. E dall’altra parte ci sono quelli dell’Inter. Giocatori, staff tecnico, dirigenti della squadra nerazzurra. Che con i due malavitosi intrattengono rapporti d’amicizia e di affari di ogni genere. Nulla di penalmente rilevante: lo dicono a chiare lettere gli stessi carabinieri del Reparto Operativo Speciale nella lettera con cui stralciano le chiacchierate con i calciatori dal fascicolo principale. Ma intanto le telefonate sono state trascritte, una per una. Il quadro che ne esce è, indubbiamente, irrilevante sul piano penale. Ma, altrettanto indubbiamente, costringe a chiedersi il perché di tanta familiarità con due balordi, a interrogarsi sulla facilità con cui personaggi simili avevano accesso alla Pinetina, quartier generale del club di Massimo Moratti, e ai suoi uomini più in vista. Interrogativi che piombano sull’Inter nel momento più delicato della sua stagione, a quattro giorni dall’ultima spiaggia che la attende a Parma.
    Il più autorevole dei due pregiudicati si chiama Domenico Brescia, gestisce un negozio d’abbigliamento a Rovello Porro, nel Comasco, a quindici chilometri dalla Pinetina. Nell’ambiente lo chiamano «il sarto dell’Inter», ma i favori che fa agli uomini in nerazzurro vanno ben oltre il sistemare le maniche della giacca. A tecnici e giocatori Brescia fornisce telefoni, automobili, orologi, aiuti di ogni genere. Leggendo le intercettazioni si nota con un certo stupore come persone piuttosto abbienti come gli uomini di Moratti si debbano rivolgere, per fare acquisti, non in un normale negozio ma all’«amico» in grado di strappare sul mercato parallelo prezzi di assoluto favore. Ma questo non sarebbe tanto grave, se l’amico fosse una persona per bene. Il problema è che Brescia non è per bene. Niente affatto.
    Il suo certificato penale dice che il «sarto dell’Inter» ha alle spalle precedenti per associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di stupefacenti, rapina e persino per l’omicidio di un rivale, commissionato a un clan di siciliani trapiantati nella zona milanese di Quarto Oggiaro. Meno ingombrante il curriculum dell’altro pregiudicato, tale Bizzozzero, che ha «solo» precedenti per associazione mafiosa e fino a pochi mesi fa - quando è stato arrestato in Francia - era inseguito da un mandato di cattura per bancarotta e conduceva una tranquilla latitanza in Costa Azzurra.
    Con entrambi, i contatti degli uomini in nerazzurro sono intensi e più che amichevoli. Negli ultimi sei mesi in cui i due sono stati intercettati, i brogliacci dei carabinieri hanno dovuto riportare ogni giorno, più volte al giorno, i nomi dei vip di Appiano Gentile. Quando si è trattato di tirare le somme, il totale è risultato impressionante. Si tratta di ben 1.686 telefonate, tutte trascritte una per una. L’elenco degli interisti intercettati dice che i due balordi preferivano i contatti con gli uomini di primo piano. Si tratta dell’allenatore Roberto Mancini, del suo vice Sinisa Mihajlovic, del capitano Javier Zanetti, del difensore della Nazionale Marco Materazzi. Tutti identificati uno per uno dai carabinieri. Insieme a loro, a chiacchierare amabilmente con Brescia e Bizzozzero sono un tecnico interista, Fausto Salsano, e un dirigente, Rocco Di Stasi. E, come se non bastasse, una delle bandiere più gloriose del passato interista: Alessandro Altobelli, il leggendario Spillo, centravanti dell’Inter del dodicesimo scudetto.

    Proprio Altobelli si segnala per intensità dei rapporti, ma anche i campioni del presente si danno da fare parecchio. L’ipotesi che non sapessero con chi avevano a che fare è doverosa ma appare smentita dalle intercettazioni, almeno per quanto riguarda Roberto Mancini: in una delle conversazioni con Bizzozzero, l’allenatore interista dimostra chiaramente di essere al corrente del fatto che il suo interlocutore è latitante e si lascia andare anche a qualche battuta su questa imbarazzante circostanza.
    Per il resto, un andirivieni di richieste, incontri, favori fatti e ricevuti. In più di un’occasione Brescia appare come una sorta di factotum degli interisti, l’uomo di fiducia cui ci si rivolge per ogni tipo di necessità. Nel frattempo, Brescia traffica in coca, ma il giro della «polvere» non sembra mai lambire la Pinetina. In un paio di telefonate, l’oggetto dei rapporti tra il malavitoso e i nerazzurri non è chiarissimo, e per questo gli investigatori hanno riflettuto a lungo se valesse la pena di approfondirlo con un apposito fronte di indagine. Ma alla fine è prevalsa la convinzione che davvero non ci fosse materia per mettere sotto inchiesta gli uomini della squadra campione d’Italia.
    Luca Fazzo

    IL GIORNALE
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  3. L'avatar di frankie85 frankie85frankie85 è online #153
    15-05-08 12:29

    Comunque ribadisco che sono indignato, l'onesta' non va mai messa in discussione.
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  4. L'avatar di IrONj IrONjIrONj è offline #154
    15-05-08 12:31

    Ma scusami tu ti proclami come il paladino della fonte giusta e corretta demonizzando sempre la gazzetta e co, e poi vieni a quotare un articolo DAL GIORNALE sulla presunta vicenda interista? Ma la coerenza solo quando ti fa comodo?

    E mi raccomando vienimi a dire "bisogna sentire tutte le parti "
    Rispondi con Citazione 

  5. L'avatar di X800pro X800proX800pro è offline #155
    15-05-08 12:35

    Citazione IrONj Visualizza Messaggio
    Ma scusami tu ti proclami come il paladino della fonte giusta e corretta demonizzando sempre la gazzetta e co, e poi vieni a quotare un articolo DAL GIORNALE sulla presunta vicenda interista? Ma la coerenza solo quando ti fa comodo?

    E mi raccomando vienimi a dire "bisogna sentire tutte le parti "
    No, non è questione di sentire tutte le parti.
    Ora sono molto curioso di vedere come i giornali affrontano la questione. Chi si schiera dalla parte di chi, se la gazzetta continua a leccare il cul oa moratti o fa il salto della quaglia verso berlusconi, giusto per fare un confronto con farsopoli.
    Ti ricordo che me ne fotto della battutine e delle vostre chiacchiere da ragazzini, voglio solo capire chi è salito al timone adesso, con tutte le conseguenze del caso per l'inter e la Juve.

    Da una primo confronto, il corsera è quello che ci va giù pesante:

    Il boss, le intercettazioni e i giocatori nerazzurri
    Telefonate con Mancini, Zanetti, Materazzi e Altobelli


    MILANO — Intercettati al telefono col boss. A un passo dalla giornata decisiva per l’assegnazione dello scudetto, l’allenatore dell’Inter e alcuni giocatori nerazzurri scoprono di essere finiti nelle trascrizioni di intercettazioni che fanno parte di una vasta inchiesta per traffico di droga. Tutta colpa delle chiacchiere in libertà con Domenico Brescia, il loro sarto. Un signore di mezza età con precedenti per omicidio, associazione mafiosa, rapina e droga. Un pregiudicato inseguito dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano perché accusato di fare parte di un giro di spacciatori di cocaina legati alla ’ndrangheta, eppure con un posto d’onore alla Pinetina e un altro in tribuna vip a San Siro. Un conoscente di mister Mancini e del suo vice Mihajlovic, titolare di un negozio di sartoria a Rovello Porro, nel Comasco, l’uomo che con ago e filo ripara le giacche e le braghe attillate di Mancini e di altri nerazzurri. Almeno così faceva fino a un mese fa, quando la società lo ha allontanato.

    L’uomo dei clan
    È indagando su di lui, Domenico Brescia, 55 anni, natali a Castell’Arquato e mani in pasta con il clan dei boss mafiosi Biagio e Alessandro Crisafulli, che i carabinieri del Raggruppamento operativo speciale di Milano sono inciampati sulla compagine nerazzurra. È intercettando Domenico Brescia e il suo socio Daniele Bizzozzero, latitante a Montecarlo poi arrestato a Parigi, che sono finiti nel brogliaccio delle intercettazioni Roberto Mancini e Sinisa Mihajlovic, il capitano Javier Zanetti, ma anche Rocco Di Stasi, impiegato dell’Inter, Alessandro Altobelli, il mitico «Spillo», Fausto Sala, direttore responsabile del centro coordinamento tifosi dell’Internazionale, Fausto Salsano, allenatore in seconda e assistente tecnico, Marco Materazzi, un non meglio identificato giornalista sportivo che si chiama Bruno e Alfredo Granconato, della ditta «Granconato Impianti srl».

    Le duemila telefonate
    Da un paio di giorni quasi duemila conversazioni intercorse tra Brescia e Bizzozzero con Mancini e soci, qualcosa come una quindicina di volumi, sono arrivate in Procura a Milano e toccherà ora al sostituto procuratore antimafia Marcello Musso decidere che farne. Per i carabinieri del Ros, che all’inchiesta—fiumi di cocaina e ottanta indagati — lavorano in silenzio da un paio d’anni, le telefonate intercettate sulle utenze dei due pregiudicati non hanno evidenziato alcuna responsabilità penale riferibile agli interlocutori, ma sarà proprio il magistrato a dover stabilire se stralciare le intercettazioni dal fascicolo originario oppure proseguire con altri accertamenti.

    Con gli interisti, Brescia e Bizzozzero parlerebbero di un po’ di tutto. Di donne, di auto, di costosissimi orologi, di biglietti per lo stadio, di telefonini, di calciomercato, di formazione e di scudetto. Siamo nell’ottobre del 2006, l’11, il 18 e il 26, quando mister Mancini viene intercettato al telefono con il latitante Daniele Bizzozzero.

    «Quando torni?», gli chiede il Mancio. E quello: «Sto aspettando la Cassazione, magari ce la faccio per Natale...». Poi i due parlano di Brescia, al quale, il giorno dopo, il nocchiero dei nerazzurri domanda un aiuto rapido per fare aggiustare la macchina della moglie. Così come gli chiederà due «stampelle» con urgenza. Roba per gli abiti, perché oltre a spacciare cocaina e a concludere affari strani Brescia si occupa davvero di abbigliamento.

    Il mister al telefono
    Tra Brescia e mister Mancini i carabinieri registrano la prima telefonata il 15 giugno del 2006, l’ultima è del 19 aprile 2007. In una di queste l’allenatore chiederebbe a Brescia che fine avrebbe mai fatto proprio Bizzozzero. «L’hanno arrestato », gli comunica Brescia, il «Dome, come lo chiamano tutti alla Pinetina. «E come mai? Sempre per quella cosa? Era a Montecarlo poi è andato a Parigi... gielo avevo detto di stare lì ad aspettare l’indulto...». Allora Brescia interrompe Mancini e taglia corto: «Quello è uno st***do». E il Mancio: «Con me si era sempre comportato bene... ma quanto deve scontare? ». Cinque o sei anni, risponde il «Dome». Ma agli atti della Procura è finito anche un mms spedito al mister dei nerazzurri dal solito Brescia. È la foto di una bella donna, amica di Brescia, col seno al vento.

    Ma il «Dome» si sente spesso con Rocco Di Stasi, il dipendente dell’Inter che si lamenta perché dovrebbe, dato il ruolo, guadagnare molto di più. In una circostanza Brescia e Di Stasi discutono di un sacco che l’interista avrebbe sistemato nell’auto del pregiudicato. «Quella roba lì, guardalo bene, che c’è i brillanti di... lì c’è scritto tremila e cinquanta... duemila e cinque dobbiamo prenderli eh, perché quella non è roba... quella è roba regolare, a posto eh...». E Domenico Brescia, il sarto servizievole indagato per cocaina, risponde: «Sì sì. Tranquillo. Ci penso io».

    Biagio Marsiglia
    15 maggio 2008

    Corriere della sera
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  6. Vegeth SsjVegeth Ssj è offline #156
    15-05-08 12:38

    Citazione Neo 1977 Visualizza Messaggio
    eh già, in fondo sono dei poveri calciatori che non arrivano a fine mese....

    e cmq pensi davvero sia "normale" parlare tranquillamente con un latitante per chiedere favori?
    Per quanto la cosa possa essere scorretta e da censurare non ha nulla a che vedere con la validità del campionato.

    Inoltre sarebbe un pregiudicato e non un latitante.
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  7. LindaLinda è offline #157
    15-05-08 12:42

    Citazione Vegeth Ssj Visualizza Messaggio
    Per quanto la cosa possa essere scorretta e da censurare non ha nulla a che vedere con la validità del campionato.

    Inoltre sarebbe un pregiudicato e non un latitante.
    vegeth ma sposta sto thread che col calcio non c'entra nulla
    Rispondi con Citazione 

  8. Vegeth SsjVegeth Ssj è offline #158
    15-05-08 12:43

    Citazione X800pro Visualizza Messaggio
    No, non è questione di sentire tutte le parti.
    Ora sono molto curioso di vedere come i giornali affrontano la questione. Chi si schiera dalla parte di chi, se la gazzetta continua a leccare il cul oa moratti o fa il salto della quaglia verso berlusconi, giusto per fare un confronto con farsopoli.
    Ti ricordo che me ne fotto della battutine e delle vostre chiacchiere da ragazzini, voglio solo capire chi è salito al timone adesso, con tutte le conseguenze del caso per l'inter e la Juve.

    Da una primo confronto, il corsera è quello che ci va giù pesante:

    Il boss, le intercettazioni e i giocatori nerazzurri
    Telefonate con Mancini, Zanetti, Materazzi e Altobelli


    MILANO — Intercettati al telefono col boss. A un passo dalla giornata decisiva per l’assegnazione dello scudetto, l’allenatore dell’Inter e alcuni giocatori nerazzurri scoprono di essere finiti nelle trascrizioni di intercettazioni che fanno parte di una vasta inchiesta per traffico di droga. Tutta colpa delle chiacchiere in libertà con Domenico Brescia, il loro sarto. Un signore di mezza età con precedenti per omicidio, associazione mafiosa, rapina e droga. Un pregiudicato inseguito dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano perché accusato di fare parte di un giro di spacciatori di cocaina legati alla ’ndrangheta, eppure con un posto d’onore alla Pinetina e un altro in tribuna vip a San Siro. Un conoscente di mister Mancini e del suo vice Mihajlovic, titolare di un negozio di sartoria a Rovello Porro, nel Comasco, l’uomo che con ago e filo ripara le giacche e le braghe attillate di Mancini e di altri nerazzurri. Almeno così faceva fino a un mese fa, quando la società lo ha allontanato.

    L’uomo dei clan
    È indagando su di lui, Domenico Brescia, 55 anni, natali a Castell’Arquato e mani in pasta con il clan dei boss mafiosi Biagio e Alessandro Crisafulli, che i carabinieri del Raggruppamento operativo speciale di Milano sono inciampati sulla compagine nerazzurra. È intercettando Domenico Brescia e il suo socio Daniele Bizzozzero, latitante a Montecarlo poi arrestato a Parigi, che sono finiti nel brogliaccio delle intercettazioni Roberto Mancini e Sinisa Mihajlovic, il capitano Javier Zanetti, ma anche Rocco Di Stasi, impiegato dell’Inter, Alessandro Altobelli, il mitico «Spillo», Fausto Sala, direttore responsabile del centro coordinamento tifosi dell’Internazionale, Fausto Salsano, allenatore in seconda e assistente tecnico, Marco Materazzi, un non meglio identificato giornalista sportivo che si chiama Bruno e Alfredo Granconato, della ditta «Granconato Impianti srl».

    Le duemila telefonate
    Da un paio di giorni quasi duemila conversazioni intercorse tra Brescia e Bizzozzero con Mancini e soci, qualcosa come una quindicina di volumi, sono arrivate in Procura a Milano e toccherà ora al sostituto procuratore antimafia Marcello Musso decidere che farne. Per i carabinieri del Ros, che all’inchiesta—fiumi di cocaina e ottanta indagati — lavorano in silenzio da un paio d’anni, le telefonate intercettate sulle utenze dei due pregiudicati non hanno evidenziato alcuna responsabilità penale riferibile agli interlocutori, ma sarà proprio il magistrato a dover stabilire se stralciare le intercettazioni dal fascicolo originario oppure proseguire con altri accertamenti.

    Con gli interisti, Brescia e Bizzozzero parlerebbero di un po’ di tutto. Di donne, di auto, di costosissimi orologi, di biglietti per lo stadio, di telefonini, di calciomercato, di formazione e di scudetto. Siamo nell’ottobre del 2006, l’11, il 18 e il 26, quando mister Mancini viene intercettato al telefono con il latitante Daniele Bizzozzero.

    «Quando torni?», gli chiede il Mancio. E quello: «Sto aspettando la Cassazione, magari ce la faccio per Natale...». Poi i due parlano di Brescia, al quale, il giorno dopo, il nocchiero dei nerazzurri domanda un aiuto rapido per fare aggiustare la macchina della moglie. Così come gli chiederà due «stampelle» con urgenza. Roba per gli abiti, perché oltre a spacciare cocaina e a concludere affari strani Brescia si occupa davvero di abbigliamento.

    Il mister al telefono
    Tra Brescia e mister Mancini i carabinieri registrano la prima telefonata il 15 giugno del 2006, l’ultima è del 19 aprile 2007. In una di queste l’allenatore chiederebbe a Brescia che fine avrebbe mai fatto proprio Bizzozzero. «L’hanno arrestato », gli comunica Brescia, il «Dome, come lo chiamano tutti alla Pinetina. «E come mai? Sempre per quella cosa? Era a Montecarlo poi è andato a Parigi... gielo avevo detto di stare lì ad aspettare l’indulto...». Allora Brescia interrompe Mancini e taglia corto: «Quello è uno st***do». E il Mancio: «Con me si era sempre comportato bene... ma quanto deve scontare? ». Cinque o sei anni, risponde il «Dome». Ma agli atti della Procura è finito anche un mms spedito al mister dei nerazzurri dal solito Brescia. È la foto di una bella donna, amica di Brescia, col seno al vento.

    Ma il «Dome» si sente spesso con Rocco Di Stasi, il dipendente dell’Inter che si lamenta perché dovrebbe, dato il ruolo, guadagnare molto di più. In una circostanza Brescia e Di Stasi discutono di un sacco che l’interista avrebbe sistemato nell’auto del pregiudicato. «Quella roba lì, guardalo bene, che c’è i brillanti di... lì c’è scritto tremila e cinquanta... duemila e cinque dobbiamo prenderli eh, perché quella non è roba... quella è roba regolare, a posto eh...». E Domenico Brescia, il sarto servizievole indagato per cocaina, risponde: «Sì sì. Tranquillo. Ci penso io».

    Biagio Marsiglia
    15 maggio 2008

    Corriere della sera
    Ma tutto questo non ha nulla a che vedere con calciopoli… quindi di cosa dovrebbe essere ritenuta responsabile l'Inter?
    Rispondi con Citazione 

  9. L'avatar di fab24 fab24fab24 è offline #159
    15-05-08 12:45

    Io prima di fare commenti aspetto notizie più precise...comunque da quello che è emerso fino ad ora, si tratta di reati per i quali l'Inter nn dovrebbe assolutamente pagare nulla a livello sportivo...droga, prostituzione, etc. etc...la responsabilità penale è personale, quindi in caso fosse tutto vero e accertato al relativo processo, le pene sarebbero inflitte solamente ai singoli responsabili dei comportamenti criminosi, diciamo (per quello che si è finora sentito) Mancini, Mihajlovic, Zanetti, Ibra...la società di calcio Inter nn rischia assolutamente nulla...

    questa l'analisi giuridica...se invece si vuole dare una connotazione politica a quanto accaduto, beh, concordo anche io con X800...parliamoci chiaro, calciopoli è uscita fuori con l'avvento del governo Prodi (e gli ottimi rapporti che con lui ha e aveva Tronchetti Provera), il fatto che queste notizie invece emergano proprio con la formazione del nuovo governo Berlusconi, beh, è indicativo...a questi livelli tutti hanno scheletri negli armadi, e guarda caso di solito escono fuori proprio quando al potere c'è la parte avversa...

    vabbè, in ogni caso, dal punto di vista sportivo nn c'è notizia per ora...vedremo in seguito...
    Rispondi con Citazione 

  10. L'avatar di X800pro X800proX800pro è offline #160
    15-05-08 12:46

    Citazione Linda Visualizza Messaggio
    vegeth ma sposta sto thread che col calcio non c'entra nulla
    Ma sì, non diamo visibilità a certe stupide notizie, cominciamo ad insabbiare...

    Citazione Vegeth Ssj Visualizza Messaggio
    Ma tutto questo non ha nulla a che vedere con calciopoli… quindi di cosa dovrebbe essere ritenuta responsabile l'Inter?
    Nelle intercettazioni si parla di calcio-scommesse, stando a quello che riportano, ma non solo.
    Rispondi con Citazione 

  11. Vegeth SsjVegeth Ssj è offline #161
    15-05-08 12:51

    Citazione X800pro Visualizza Messaggio
    Ma sì, non diamo visibilità a certe stupide notizie, cominciamo ad insabbiare...



    Nelle intercettazioni si parla di calcio-scommesse, stando a quello che riportano, ma non solo.
    E dove lo leggi?
    Con gli interisti, Brescia e Bizzozzero parlerebbero di un po’ di tutto. Di donne, di auto, di costosissimi orologi, di biglietti per lo stadio, di telefonini, di calciomercato, di formazione e di scudetto.
    In ogni caso anche per il calcioscommesse la responsabilità sarebbe dei soggetti interessati e non dell'Inter.
    Rispondi con Citazione 

  12. L'avatar di ivocco ivoccoivocco è offline #162
    15-05-08 12:53

    Citazione cervantes83 Visualizza Messaggio



    Non è questione di odio viscerale (che scusa se mi permetto c'è eccome).
    Ma non puoi scrivere una cosa così ("attieniti ai fatti emersi").
    Se fosse così allora l'Italia intera sarebbe un paese pulito.
    Troppe, troppe cose vengono infangate.
    Ma io questo non lo sto mettendo in dubbio. Però semplicemente prima di citare tronchetti provera come chissà quale perpetratore di un complotto pro inter che va addirittura ad estendere la propria influenza sulla magistratura,bisogna un attimino andarci piano e aspettare informazioni un pochino più sicure..

    Altrimenti è come se io dubitassi della buona fede della proprietà della Juventus perchè non ha mai ritenuto di agire nei confronti dei propri dirigenti coinvolti nello scandalo calciopoli oppure di adire gli organi giudiziali anche di carattere internazionale se è vero,come dite,che calciopoli è stata tutta una montatura.

    Si possono odiare persone e squadre,ma questo non giustifica affatto distorcere quello che si sa,dai..
    Rispondi con Citazione 

  13. L'avatar di ivocco ivoccoivocco è offline #163
    15-05-08 12:57

    Citazione fab24 Visualizza Messaggio
    Io prima di fare commenti aspetto notizie più precise...comunque da quello che è emerso fino ad ora, si tratta di reati per i quali l'Inter nn dovrebbe assolutamente pagare nulla a livello sportivo...droga, prostituzione, etc. etc...la responsabilità penale è personale, quindi in caso fosse tutto vero e accertato al relativo processo, le pene sarebbero inflitte solamente ai singoli responsabili dei comportamenti criminosi, diciamo (per quello che si è finora sentito) Mancini, Mihajlovic, Zanetti, Ibra...la società di calcio Inter nn rischia assolutamente nulla...
    Fortuna che un altro collega mi da man forte,quanto alla questione tronchetti provera/prodi,Berlusconi..Ai tempi avevo letto di uno sgarro ritortosi poi contro fatto da Galliani nei confronti di Moggi,quando insistenti voci volevano Big Luciano come in trattative con silvio per un ruolo dirigenziale nel Milan..
    Rispondi con Citazione 

  14. L'avatar di X800pro X800proX800pro è offline #164
    15-05-08 13:00

    Citazione fab24 Visualizza Messaggio
    Io prima di fare commenti aspetto notizie più precise...comunque da quello che è emerso fino ad ora, si tratta di reati per i quali l'Inter nn dovrebbe assolutamente pagare nulla a livello sportivo...droga, prostituzione, etc. etc...la responsabilità penale è personale, quindi in caso fosse tutto vero e accertato al relativo processo, le pene sarebbero inflitte solamente ai singoli responsabili dei comportamenti criminosi, diciamo (per quello che si è finora sentito) Mancini, Mihajlovic, Zanetti, Ibra...la società di calcio Inter nn rischia assolutamente nulla...

    questa l'analisi giuridica...se invece si vuole dare una connotazione politica a quanto accaduto, beh, concordo anche io con X800...parliamoci chiaro, calciopoli è uscita fuori con l'avvento del governo Prodi (e gli ottimi rapporti che con lui ha e aveva Tronchetti Provera), il fatto che queste notizie invece emergano proprio con la formazione del nuovo governo Berlusconi, beh, è indicativo...a questi livelli tutti hanno scheletri negli armadi, e guarda caso di solito escono fuori proprio quando al potere c'è la parte avversa...

    vabbè, in ogni caso, dal punto di vista sportivo nn c'è notizia per ora...vedremo in seguito...
    Ma infatti ora è troppo presto per parlare...
    Si parla di scommesse, droga, prostituzione, scambi, favori, insomma un bel calderone. Solo le scommesse sullo scudetto sarebbero punibili dal punto di vista sportivo, ma ripeto ora è presto.

    Certo è che sono coinvolti in molti, c'è pure Spillo...
    Stupendo il consiglio di bellicapelli ad un latitante poi arrestato: ''Glielo avevo detto di stare li' ad aspettare l'indulto..."


    CALCIO: INTERISTI INTERCETTATI; PM, VALUTERO' FUGA NOTIZIE (ANSA) - MILANO, 15 MAG -

    ''Valutero' se aprire un fascicolo per fuga di notizie''. Cosi' il pm di Milano Marcello Musso commenta la notizia di intercettazioni, in un'indagine del Ros dei Carabinieri da lui stesso coordinata, nell'ambito delle quali emergono contatti di diversi giocatori ed esponenti dell'Inter con un indagato per droga, il sarto di Rovello Porro (Como), Domenica Brescia. Dalle conversazioni intercettate emergono i nomi dell'allenatore dell'Inter, Roberto Mancini, del suo vice Sinisa Mihajlovic, di Marco Materazzi ma anche di un dipendente nerazzurro, Rocco Di Stasi, dell'ex calciatore Alessandro Altobelli, del direttore del centro coordinamento dei tifosi dell'Inter, Fausto Sala, e dell'allenatore in seconda e assistente tecnico, Fausto Salsano. Tra le altre conversazioni, come scrivono alcuni quotidiani, ci sarebbero chiamate tra Mancini e Brescia in cui si parla di un socio del sarto, Daniele Bizzozzero, latitante a Montecarlo e poi arrestato a Parigi: ''Glielo avevo detto di stare li' ad aspettare l'indulto...'', questa la frase attribuita all'allenatore dell'Inter nella conversazione con Brescia. Si tratta di conversazioni contenute in un'informativa del Ros, trasmessa nei giorni scorsi al pm della Dda Marcello Musso, e non ancora depositata alle parti.



    E casualmente escono fuori anche altre notizie...

    da quotidiano.net

    Maxi sequestro di cocaina, 15 arresti
    Tra gli acquirenti anche calciatori

    L'inchiesta della Dda su un traffico di droga che arrivava dall'Albania e dall'Olanda. In tre anni 45 narcotrafficanti in manette e oltre 100 chili di stupefacente sequestrato. Un indagato avrebbe fatto il nome di alcuni calciatori come possibili acquirenti della droga

    Milano, 15 maggio 2008 - I militari del Gico della Guardia di Finanza di Milano hanno eseguito la notte scorsa 15 ordinanze di custodia cautelare nell'ambito di un'operazione denominata 'Tsunami', che nel corso di tre anni ha portato in carcere 45 narcotrafficanti e ha fatto sequestrare 67 chili di cocaina e 35 di eroina. Le 15 persone arrestate sono di origine albanese.

    Nell'inchiesta della Dda di Milano, coordinata dal pm Giuseppe D'Amico, è emerso che i trafficanti importavano la droga dall'Albania e dall'Olanda, per rifornire il mercato lombardo del quale farebbero parte anche calciatori (non indagati). Le ordinanze di arresto sono state firmate dal gip Cristina Di Censo.

    L'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sul traffico di droga ha preso spunto dall'arresto, nei mesi scorsi, di un agente di Polizia penitenziaria che recapitava stupefacenti in carcere. Un indagato avrebbe fatto ilnome di alcuni calciatori come possibili acquirenti della droga.
    Rispondi con Citazione 

  15. L'avatar di Ronso Ancora Più Stronso Ronso Ancora Più StronsoRonso Ancora Più Stronso è offline #165
    15-05-08 13:03

    Ecco chi passava la roba a Cellino.
    Rispondi con Citazione 

 
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