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#61
22-05-08 19:42
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*Vincent Vega* ![]()
#61
22-05-08 19:42
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DarkAngel89 ![]()
#62
22-05-08 19:46
Gargoyle ![]()
#63
22-05-08 22:22
Il lavoro fa paura: a lavoro ti costruisci la tua vita.
L'università, invece, è l'ovvia prosecuzione della bambagia delle superiori: party, feste, viaggi all'estero, si rimorchiano le fighe di psicologia e roba così...
E così ogni impegno serio viene rimandato ed affogato nella routine degli esami.
Sì, e ci sarà anche una quota di persone che si fanno il culo perché sono interessate ad imparare un certo argomento.
Ma quanti sono?
Perché con "farsi il culo" intendo proprio questo: intendo che non ci sono uscite la sera, che non ci sono feste, che c'è solo lo studio e l'approfondimento di quello che si studia.
Quanta gente vedi studiare in questo modo? Io quasi nessuna (ed io sono il primo a bighellonare e cazzeggiare, lo ammetto).
Forse è esattamente questo il problema
Come puoi pensare di lavorare in un ambito che odi? Sarei io il primo a non assumere un perito elettronico che odia lavorare come perito elettronico.
Veramente... no.
In media non è così: in media le aziende vogliono gente che sappia fare un lavoro (e quindi neolaureati out) e che abbia esperienze pregresse che testimonino le loro capacità.
Che il dipendente abbia o non abbia il titolo conta il giusto.
In realtà, conosco una persona che l'ha fatto, ed ha finito in corso col massimo dei voti e lode.
Per cui è perlomeno possibile.
Ma perché, esiste una laurea che ti possa assicurare questo?
Sopra i trent'anni, se non si hanno esperienze lavorative, si è out.
Le aziende sono restie ad assumere trentenni (non ci sono gli sgravi fiscali) e lo fanno solo se sanno di stare assumendo uno bravo.
Dipende.
Io ho fatto una scelta sbagliata sotto insistenti pressioni famigliari, e se le cose non vanno a puttane all'improvviso entro i 25 anni una laurea specialistica me la prendo... ad un certo punto è una questione di rimboccarsi le maniche.
Certo, perché andare all'università è fashion!
Non è mica il posto dove studiare, no no, sembra la passerella di una sfilata di moda.
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Zehar87 ![]()
#64
22-05-08 22:36
Però Gargoyle, "farsi il culo" non necessariamente implica il doversi dedicare 24 ore su 24 allo studio.
O meglio, si possono fare benissimo entrambe le cose senza dover fare troppe rinunce, nè da una parte nè dall'altra. Siamo esseri umani, dopotutto, senza un pò di svago poi si esce di testa... e d'altra parte non mi pare che chi lavori non esca mai la sera o rovi del tempo da dedicare a se stesso (parlo sempre di ccciovani).
GianG_88 ![]()
#65
22-05-08 22:37
In generale il mio consiglio è di non andarci, all'Università.
Le ragioni per cui la penso così sono svariate.
- Uno è davvero desideroso di studiare una materia che gli piace? Bene, se la può studiare anche da solo, non è necessario versare migliaia di €uro nelle tasche dei nostri atenei. Ormai anche il materiale didattico è sempre di più disponibile in rete, sia agli iscrtitti che ai non iscritti.
- Con la laurea si rimanda di almeno 5 anni l'ingresso nel mondo del lavoro... ne vale la pena? Secondo me, no. Certo, se uno esce da un liceo classico forse tante opportunità di lavoro col solo diploma non le trova, ma se uno è geometra o perito ne trova eccome!
- Con la laurea che genere di lavoro vi aspettate di fare? A parte le eccezioni, l'architetto si troverà a lavorare come geometra, il laureato in economia come ragioniere, il laureato in farmacia come perito chimico, eccetera...
- Certo, ci sono lauree particolari che sbocchi ne offrono: un medico, per dire, non si troverà a fare l'impiegato. Però un medico si deve anche fare 10 anni di studio fra università e praticantato, e non tutti se lo possono permettere. Quanto all'ingegnere, be'... guardate in giro quanti neoingegneri iniziano con stipendi sotto i 1000€ e fatevi i vostri conti se meriti davvero...
- La laurea prepara davvero a qualche cosa? Perché le aziende prima di assumere un neo-laureato gli fanno sempre fare uno stàge non retribuito? Semplice, perché in media i neolaureati non sanno quasi nulla (poiché prendere una laurea generalmente non richiede nessuno sforzo particolare ed è un "traguardo" alla portata di tutti, anche di chi non fa nulla) ed inoltre i neolaureatiin media non sanno fare nulla di ciò che dovrebbe attenere alle loro mansioni.
- Anche il "mito" che all'università si vada per apprendere una disciplina che interessa è infondato: il 99% degli universitari è lì perché preferisce cazzeggiare piuttosto che lavorare, ed il restante 1% di gente che si dà da fare avrebbe potuto studiare anche per conto proprio.
- Nell'ipotesi che l'attuale governo abolisca il valore legale dei titoli di studio (un provvedimento che dovrebbe essere all'ordine del giorno per ogni governo autenticamente liberale e liberista), la differenza tra un laureato ed un non laureato che ha studiato da autodidatta si annulla.
- se a uno piace una materia forse gli piacerebbe anke avere una laurea in quella materia che è un titolo riconosciuto. o no?
- con la laurea rimandi di 5 anni l'entrata nel mondo del lavoro. ma se inizi a lavorare da dipendente a 18 anni a, poniamo, 1200 € al mese, finirai a 58 anni a 1200 € al mese(o di più adeguati al costo della vita, che quindi sarebbero come i 1200€ di adesso), a meno che non ti metti in proprio, ma qst è un'altra storia
- i neoingegneri iniziano con stipendi sui 1000€. ma dopo qlc anno? avranno lo stesso stipendio? non penso proprio.
- cmq ci sono università e Università. se uno studia gastronomia all'università di gallipoli(senza offesa per nessuno) è un conto, se uno studia econonomia alla Bocconi o ingegneria al Politecnico di Milano è un'altro e le aziende che assumono lo sanno bene.
Gargoyle ![]()
#66
22-05-08 22:57
Secondo me sì.
Essere uno "studente vero" per me significa alzarsi la mattina alle 6, andare in facoltà, studiare fino alle 20 e nel dopocena ricominciare.
L'unica persona che ho visto laurearsi in corso da me faceva così, ed ha una cultura che io mi sogno di avere.
Per questo per me lei era una "studentessa" ed io solo un cazzone nullafacente.
- se a uno piace una materia forse gli piacerebbe anke avere una laurea in quella materia che è un titolo riconosciuto. o no?
- con la laurea rimandi di 5 anni l'entrata nel mondo del lavoro. ma se inizi a lavorare da dipendente a 18 anni a, poniamo, 1200 € al mese, finirai a 58 anni a 1200 € al mese(o di più adeguati al costo della vita, che quindi sarebbero come i 1200€ di adesso), a meno che non ti metti in proprio, ma qst è un'altra storia
- i neoingegneri iniziano con stipendi sui 1000€. ma dopo qlc anno? avranno lo stesso stipendio? non penso proprio.
- cmq ci sono università e Università. se uno studia gastronomia all'università di gallipoli(senza offesa per nessuno) è un conto, se uno studia econonomia alla Bocconi o ingegneria al Politecnico di Milano è un'altro e le aziende che assumono lo sanno bene.
- E perché? Se a me interessa la filosofia, devo sentire il bisogno di laurearmici? Il pezzo di carta fine a se stesso non mi interessa.
- Non sono d'accordo: un diplomato ha ampie possibilità di carriera, solo che la sua carriera inizia con almeno 5 anni di anticipo sul laureato.
- Ci sono neoingegneri che non iniziano proprio ... ora, non voglio fare pubblicità ad altri forum, ma basta cercare un po' in rete per sentire storie di neoingegneri che da anni vanno "avanti" (si fa per dire) con stàge a 300€ il mese.
- Lo sanno ma non si basano solo su quello: un laureato nell'università della fuffa se si "vende bene" al colloquio può fare il culo al normalista impacciato. Questo perché? Perché in Italia c'è ancora il valore legale del titolo di studio, ahimè...
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gambs ![]()
#67
22-05-08 23:03
Ma più che altro poi viene da chiedersi, ne vale la pena?Secondo me sì.
Essere uno "studente vero" per me significa alzarsi la mattina alle 6, andare in facoltà, studiare fino alle 20 e nel dopocena ricominciare.
L'unica persona che ho visto laurearsi in corso da me faceva così, ed ha una cultura che io mi sogno di avere.
Per questo per me lei era una "studentessa" ed io solo un cazzone nullafacente.
GianG_88 ![]()
#69
22-05-08 23:18
"farsi il culo" all'università non vuol dire dedicare ogni ora del proprio tempo allo studio. c'è qualche "automa" che fa cosi (perchè un comportamento di questo tipo è da automa). "farsi il culo" vuol dire cercare di seguire con attenzione tutte le lezioni, dedicare due ore di studio al giorno qnd si torna a casa (ho detto 2... non tutto il giorno, poi se uno ha l'intelligenza di un capra è un'altra storia), alzarsi il sabato mattina alle 8.00 per studiare invece che dormire fino a mezzogiorno. poi il tempo per svagarsi o per praticare un pò di sport c'è sempre. facendo cosi puoi avere una buona media e non sacrificarti troppo.Secondo me sì.
Essere uno "studente vero" per me significa alzarsi la mattina alle 6, andare in facoltà, studiare fino alle 20 e nel dopocena ricominciare.
L'unica persona che ho visto laurearsi in corso da me faceva così, ed ha una cultura che io mi sogno di avere.
Per questo per me lei era una "studentessa" ed io solo un cazzone nullafacente.
- E perché? Se a me interessa la filosofia, devo sentire il bisogno di laurearmici? Il pezzo di carta fine a se stesso non mi interessa.
- Non sono d'accordo: un diplomato ha ampie possibilità di carriera, solo che la sua carriera inizia con almeno 5 anni di anticipo sul laureato.
- Ci sono neoingegneri che non iniziano proprio ... ora, non voglio fare pubblicità ad altri forum, ma basta cercare un po' in rete per sentire storie di neoingegneri che da anni vanno "avanti" (si fa per dire) con stàge a 300€ il mese.
- Lo sanno ma non si basano solo su quello: un laureato nell'università della fuffa se si "vende bene" al colloquio può fare il culo al normalista impacciato. Questo perché? Perché in Italia c'è ancora il valore legale del titolo di studio, ahimè...
- se a te interessa veramente la filosofia non vorresti laurearti in tale materia?
- qlc anno fa era cosi ma ora se vuoi carriera devi avere la laurea.
- si, ci sono casi del genere, ma sono casi sporadici. mi sorge tuttavia una domanda: la laurea in qnt anni l'hanno presa? e con che voto? poi se non trovi lavoro a 5 minuti da casa tua ti puoi anke spostare. o no? alla fine se uno ha una laurea in ingegneria e ha voglia di lavorare e di mettersi in gioco il lavoro lo trova.
- se uno si "vende bene" può anche fare il culo ad uno di un'università più prestigiosa, oppure anke se uno è raccomandato. il fatto è che se due si "sanno vendere" allo stesso modo l'università che hanno frequentato conta.
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Zehar87 ![]()
#70
23-05-08 00:58
Mah, sono perplesso.Secondo me sì.
Essere uno "studente vero" per me significa alzarsi la mattina alle 6, andare in facoltà, studiare fino alle 20 e nel dopocena ricominciare.
L'unica persona che ho visto laurearsi in corso da me faceva così, ed ha una cultura che io mi sogno di avere.
Per questo per me lei era una "studentessa" ed io solo un cazzone nullafacente.
Più che altro, seguendo questo ragionamento gli "studenti veri" sono davvero pochi. Ma non solo in Italia, a questo punto in tutto il mondo occidentale.
Anch'io conosco una persona così, ex-compagno del liceo estremamente capace che si sta persino laureando in anticipo di quasi un anno. Eppure lui per primo dice che, al di là del successo lavorativo che forse un giorno potrebbe ottenere, rimpiangerà questi anni in cui si è praticamente chiuso al mondo.
Tiamat88 ![]()
#71
23-05-08 11:52
ma cosa dici gargoyle...io penso che il tipo che si ammazza di studio non ha molto valore dal punto di vista lavorativo (ma a dire il vero da qualsiasi punto di vista) se si limita a fare lo studente modello...il modello al quale ti riferisci tu è vecchio stampo...io prendo il mio caso come esempio e mi ritengo pionieredi una nuova generazione di studente modello:
- studio fisica al primo anno, per adesso non ho preso un voto che sia inferiore a 30, sono in corso (nel senso che non ho alcuna intenzione di fare un esame dopo luglio e ci riesco punto stop) e adoro tutto quanto io stia facendo. la passione e l'ambizione ci stanno (pure troppo)!
- non studio tanto anzi, sono una persona che non ha mai fatto le studiate di pomeriggi e sere senza sosta; al liceo scientifico avevo una media che oscillava tra il 9 e il 9,5 (mannaggia ginnastica e disegno) che non è malaccio, massimo una due ore al giorno; una mia amica aveva una media sul 9 (altissima!) però si uccideva con 7 ore al giorno tutti i giorni di studio; peccato che adesso non ha fatto ancora un esame perchè non riesce a sostenere i ritmi + pressanti dell'università...studiavo poco perchè ragionavo molto, assorbivo coscientemente, non tipo pianta grassa inconsapevole "automa" che non usa manco mezza centimetro cubo del cervello...
- sto facendo le selezioni per lavorare in una banca e sono arrivato al terzo step su 4 (e speriamo di arrivare al fatidico 4o) superando laureati in economia ultramasterizzati...perchè? perchè ho dimostrato che valgo non solo xkè studio e prendo i bei voti, ma perchè ragiono, razionalizzo, analizzo con il metodo scientifico le varie situazioni, e soprattutto ho la facoltà, la voglia di parlare di discutere di dibattere (capacità eminentemente collegata a una tra virgolette "intelligenza sociale")
in corso con me ci sono delle persone che si ammazzano di studio e che poi hanno vita sociale zero (e vabbè, io non li critico mica anzi sono dei miei cari amici) ma soprattutto facoltà sociali zero e sono SPESSO E VOLENTIERI quelle virtù in più, che fanno andare avanti nella vita (gioco di squadra, leadership, prontezza di parola ed efficacia comunicativa)...il "secchione" impacciato ha solo la sua grande cultura (che però non è sua prerogativa unica eh!)....
non sarò uno studente modello (ripeto, stampo vecchissimo), ma spero una persona di successo perchè oltre alle capacità, che non mancano, ho la voglia lo zelo la passione l'ambizione ma anche l' "intelligenza sociale e interrelazionale"...e un pizzico di astuzia che non guasta mai!
però se mi venite a dire che sono uno che cazzeggia vi strangolo. perchè non è vero, io mi dedico a tutto ciò che faccio, scuola vita famiglia persona che sia!
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stormtrooper ![]()
#72
23-05-08 12:10
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AkiraYuki83 ![]()
#73
23-05-08 12:18
Forse una volta la figura del laureato era valorizzata di più. Probabilmente ancora in alcuni rami è così, magari in quelli tecnologici.
Però a me sa tanto che in questi tempi "fa i soldi" chi ha capacità di adattamento ed improvvisazione, idee originali e capacità imprenditoriali.
Uno con solo il diploma può fare molto, basta che lo voglia.
Io sono geometra come te, collaboro con un geometra nel suo studio. Fra non molto facciamo lo studio associato. Ho 25 anni e ci ho messo 5 anni per capire cosa volevo fare, ho provato varie strade, senza mai demordere, e ora vedo un bel futuro.
Non devi cmq mai farti influenzare da quello che ti dicono gli altri, segui il tuo istinto e se sbaglierai qualcosa sarà solo per colpa tua e imparerai qualcosa di importante.
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Demon ![]()
#74
23-05-08 15:39
Per quanto riguarda me e l'ambito in cui sono laureato e mi sto specializzando (Turismo) penso che la laurea non sia necessaria, anzi sia molto meglio lavorare nel breve periodo..
Se però si sogna un domani di creare un qualcosa di importante o assumere un incarico di grande responsabilità il titolo di studio diventa necessario, e una volta iniziati a lavorare e raggiunta una certa età e difficile "tornare indietro" e mettersi a studiare secondo me..
Ovviamente il tutto va rapportato al fatto che è difficile a prescindere trovare lavoro se non si hanno le capacità (e le conoscenze, a volte) necessarie..il tutto senza dimenticare che le imprese oggigiorno invece che prendere un ragazzo e insegnargli il mestiere, in parole povere investire su di lui, preferiscono prenderne, pagargli un salario medio-basso per poi sbarazzarsene non appena non c'è più bisogno di lui, e se questi diventa necessario lo pagano una miseria e lo sfruttano come un animale (e su sto fatto ho un sacco di aneddoti da raccontare)