#31
27-05-08 22:18
mOsH_PitTeR91 ![]()
#31
27-05-08 22:18
M aa meno che non abbia letto male, il fenomeno è stato ricreato in laboratorio, vuoi che abbiano fatto a caso e per un colpo di fortuna ci siano riusciti? In ogni caso sono riusciti a far avvenire la fusione, direi che si tratta di un passo avanti, no?No, non è stato risolto nessuno dei problemi critici che hanno sempre afflitto questa singolare trasmutazione nucleare a bassa temperatura:
- costi
- replicabilità con altre metodologie
Si conosce solo il presunto fenomeno per osservazione diretta, il meccanismo e la legge che segue sono ancora oscuri, servirà ben più di nuove sperimentazioni più approfondite, urge un cambiamento di rotta sistematico.
- portabilità su larga scala impossibile
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|Rubino| ![]()
#32
27-05-08 22:25
Hanno replicato un avvenimento fortuito, senza una spiegazione rigorosa, flessibile e falsificabile alle spalle.
Non si sa nè come replicarla in altri modi (possibilmente meno costosi), nè come portarla su larga scala.
Si sfruttano matrici nell'ordine dei nanometri per simulare un fenomeno che non sempre avviene, occorre tanta pazienza, non esiste alcun "formulario" esatto che ne spieghi il meccanismo. La stessa fisica nucleare è restìa ad integrarlo perchè mancano gli strumenti cognitivi.
Inoltre sono per caso uscite pubblicazioni scientifiche in merito all'esperimento che trattino della questione in maniera approfondita?![]()
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Drizzt ![]()
#33
27-05-08 22:33
La parte in grassetto non l'ho capita, sono solo un quasi-ingegnere chimico (di primo livello [e la baggianata sulle dimensioni atomiche l'ho detta, ma perchè da me si fa chimica solo il primo semestre del primo annoMagari fossi già ingegnere
Si parte da 36 mesi in tempi tecnici, poi bisogna aggiungere rilevamenti, valutazioni ecc.
Con la strumentazione in possesso non dovrebbe essere un problema, burocrazia permettendo (e tengo a precisare che il lavoro verrebbe identico)
Esattamente, un bel toro di magneti e vai di confinamento magnetico
Appunto dicevo, le radiazioni si limitano al materiale che circonda il toro di magneti e al rivestimento refrattario interno, che diventa radioattivo per "induzione" ovvero viene bombardato di neutorni e gli atomi diventano isotopi più pesanti e quindi leggermente radioattivi
Poi ci sarebbe la fusione protostellare, ovvero quella idrogeno-boro, che non necessita teoricamente di Tokamak esagerati come in Jet e ITER.
Infine il plasma focus è una bella chimera anche solo da replicare fedelmente, almeno per altri 30 anni.
I motivi sono molteplici: consumo di elettrodi, velocità interruttori, condensatori sufficientemente grossi e veloci e via di questo passo]).
Una domanda: sarebbe comunque energeticamente vantaggioso mantenere quei campi magnetici attivi? Immagino costino un sacco di corrente.
E poi, che temperature si raggiungerebbero? Ci sarebbero materiali capaci di resistere a tanto calore? A quanto ne so, la fusione "calda" produce temperature di milioni di K...
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|Rubino| ![]()
#34
27-05-08 23:00
Conveniente lo sarà in futuro quando la ricerca sulla nanotecnologia applicata ai materiali avrà raggiunto livelli ora solo immaginabiliUna domanda: sarebbe comunque energeticamente vantaggioso mantenere quei campi magnetici attivi? Immagino costino un sacco di corrente.
E poi, che temperature si raggiungerebbero? Ci sarebbero materiali capaci di resistere a tanto calore? A quanto ne so, la fusione "calda" produce temperature di milioni di K...
Solo allora il plasma potrà essere gestito con uno scarto di errore minimo e senza rischio di incrinazione dei magneti che spegnerebbero inutilmente la macchina.
I robot deputati alla sostituzione periodica dei pannelli danneggiati saranno, negli sviluppi futuri, in grado di "aggiustarli" in real time e di avviare il riciclaggio all'interno del reattore stesso.
Per le temprature sì, si parla di non meno di 150 milioni di gradi kelvin (per la fusione protostellare ne servono più di 1 miliardo ed è teoricamente fattibile, ripeto è solo questione di ricerca dei materiali)
Tieni presente che la resistività di un plasma decresce al salire della temperatura, ergo oltre un tetto massimo (quello superconduttivo), a prescindere dalla corrente che ci scorre, la temperatura non si sposterà di un miliardesino di grado, resterà identica.
E' un limite del riscaldamento per effetto joule (sfruttando la corrente che fluisce nel plasma inteso come conduttore si procede ohmicamente al suo riscaldamento).