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#151
29-05-08 11:52
Thomas[HsDL] ![]()
#157
29-05-08 13:42
il thread l'ho letto tuttoPerchè le mie argomentazioni bastano ed avanzano per presentare la mia posizione. Tu, piuttosto, perchè non cominci a leggere per una volta i 3D?
I ladri, se così li vogliamo definire, sono molteplici: mi spiace farti notare che qui dentro non potrai dire solo "Berlusconi merda", però mi tocca farlo.
Inoltre, probabilmente Roy Batty non tiene conto dell'ipotetico pericolo di vita immediato. Mancanza criticabilissima, non trovi?e, appunto, non mi sembra che voi tanto difensori della legalità stiate facendo bella figura sfoggiando la vostra solita coerenza. Un ladro ti entra in casa, non ruba nulla, sta scappando, spari ed è legittima difesa. Elogiate il pistolero. Berlusconi occupa abusivamente le frequenza di Europa7 provocando danni immani e state lì lobotomizzati a dire "trasmette bei film" (quali, poi, vorrei capire...)
Attualmente Mediaset continua a detenere e utilizzare appieno tre reti nazionali su un totale di sette concessioni assegnate sulle undici assegnabili (comprese quelle Rai).
Il fatto che un soggetto, a cui e' stata data una concessione (in concessione si da' un bene pubblico, in questo caso le frequenze), non riceva poi materialmente il bene e' un avvenimento che non ha precedenti al mondo.
Nel luglio 1999 Centro Europa 7 aveva fatto richiesta di due concessioni, una (Europa 7) l'ha ottenuta, per l'altra (7 Plus) c'e' stato un diniego, in quanto non ritenuta idonea per la mancanza del requisito del capitale sociale.
Una sentenza del Consiglio di Stato ha riconosciuto esistente il requisito del capitale sociale, per cui siamo in attesa di una seconda concessione, anche se il Ministro Gasparri prende tempo.
Nel frattempo Centro Europa 7 per iniziare le trasmissioni, si e' dotata di una struttura di oltre 20.000 mq, di otto grandi studi di registrazione per le proprie eventuali produzioni, di una library di oltre 3000 ore di programmi e di tutto cio' che e' necessario per esercire una rete televisiva nazionale che prevede circa 700 dipendenti.
Questa preparazione e' stata necessaria poiche' la legge stabilisce che, entro sei mesi dall'ottenimento della concessione, la neo-emittente ha l'obbligo di iniziare le trasmissioni.
Attualmente Centro Europa 7, e' una societa' praticamente ferma, non ha alcun introito, poiche' non e' stata messa in condizione di operare, ma ha avuto, e continua ad avere, pesanti oneri per la gestione della struttura, l'adeguamento della library, l'adeguamento tecnologico, le ingenti spese legali, i costi dei dipendenti, ecc, pur avendo nel frattempo chiuso gli uffici di Milano ed altre infrastrutture per cercare di ridurre i costi.
La cosa bella è che sei troppo occupato a dare la colpa alla sinistra per ammettere che il problema È Berlusconi. In Spagna tentò anche lì di avviare un monopolio dell'informazione e subito venne fermato e processato. In Italia lo eleggiamo presidente del consiglio. Qualcosa non torna.
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Adam_rei ![]()
#158
29-05-08 13:46
vorrei comunque ricordarvi che quando la corte costituzionale ha confermato il diritto di assegnazione delle frequenze a europa 7 c'era il cavaliere mascarato al governo.
idem per la corte europea.
comunque il fatto che il centro sinistra abbia fatto le sue vaccate è risaputo,ma ciò non giustificano le ignobili mosse politiche del padrone della rete incriminata stessa,che per anni si è visto aiutare da tutte le classi politiche(ricordiamo che craxi prorogò la chiusura della fininvest e fece una legge che permette tutt'ora ad una persona di possedere più del 20% dei canali televisivi...non contando che berlusconi controlla pure la rai da quando hanno scelto di mettere come direttori papponi leccascarpe e come dirigenti ex parlamentari)e che tutt'ora non mostra alcun segno di redenzione cercando di pararsi il didietro per l'ennesima volta.
la mia stima verso l'odierna classe politica rasente lo zero,l'unica opposizione al governo viene dal centro(udc e idv)mentre gli altri sono tutti lacchè del cavaliere.
Sephiroth1984 #159
29-05-08 14:04
Ma cosa dovrei rileggere?
Dai prima un senso ai tuoi posto e poi, casomai, li si rilegge...
Comunque seguendo il discorso a me sembra quasi di capire che qui nessuno abbia ben chiaro il fatto che il nostro problema PRINCIPALE, oltre al conflitto di interessi, oltre all'ingiustizia verso Europa 7, e oltre al fatto che in 15 anni nessuno è stato capace di regolarizzare il nostro mercato televisivo, è la multa che nascerà dal continuo non rispetto delle leggi antitrust europee che gestiscono il mercato televisivo...
Ci sono delle regole, e vanno rispettate se si vuol stare sulla stessa barca...
E qui nessuno ha citato il fatto che la Maccanico prima e la Gasparri poi, non le rispettavano...
Quindi con quale diritto l'Italia dovrebbe imporre le proprie leggi "ad personam" se vanno contro le direttive comunitarie?
Ripeto: il "diritto nazionale" andrebbe adeguato al "diritto comunitario", e non viceversa...
Riripeto: se non ci sta bene allora usciamocene dall'UE...tanto non rispettiamo mai un cazzo di quello che ci contestano...
Intanto, giusto per far chiarezza, sarebbe cosa buona e giusta leggersi un pò cosa è avvenuto dal 1994 ad oggi riguardo al caso "Rete 4"...
Prima Parte
Seconda Parte
Ultima Parte
E' curioso notare come la superficialità dell'Agcom (con a capo Chieli - nominato da D'Alema) abbia permesso alla Mediaset di poter partecipare al famoso bando per le concessioni, nonostante sia stato accertato, anni dopo, che la soglia massima di pubblicità per poter partecipare (che era fissata al 30%) non fosse rispettata dall'azienda berlusconiana (che eccedeva del 6% all'epoca)...
Tipico caso in cui la politica "mette le pezze" e nessuno dice nulla (tranne il povero "agnello sacrificale" di turno: Di Stefano)...
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cerberus ![]()
#160
29-05-08 14:11
Negli anni '80 i tempi erano maturi perchè il monopolio fosse soppiantato da un duopolio, o da un multipolio. Le leggi dello stato non erano altrettanto mature. Il primo che è riuscito ad aggirarle si è preso tutta la torta.Mah, negli anni '80 il duopolio era praticamente un dato di fatto, l'epoca dei pionieri era finita. Ad ogni modo, la cosa è interessante perchè costituisce l'ennessimo esempio di come la fortuna berlusconiana sia stata costruita sul filo dell'illegalità, beneficiando della protezione di politici compiacenti. Una tradizione dura a morire, a quanto pare.
Le protezioni politiche chiramente hanno avuto il loro peso; senza di esse lo statalismo lo avrebbe triturato.
Fortunatamente in Spagna non esiste il reato di tentato monopolio.'Thomas[HsDL
]
La cosa bella è che sei troppo occupato a dare la colpa alla sinistra per ammettere che il problema È Berlusconi. In Spagna tentò anche lì di avviare un monopolio dell'informazione e subito venne fermato e processato. In Italia lo eleggiamo presidente del consiglio. Qualcosa non torna.
E' stato processato per una presunta irregolarità nella gestione dell'emittente Telecinco; in particolare si ritiene ( il processo onestamente non ricordo a che punto sia ) possedesse una quota azionaria superiore al 20%, che è il tetto massimo concesso dalla legge spagnola.
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Ghost85 ![]()
#161
29-05-08 14:15
Rete4, Canale5 e Italia1 nei primi anni 80 trasmettevano in maniera palesemente illegale. Sebbene fossero televisioni private, esse trasmettevano a livello nazionale, pratica vietata dalla legge.Berlusconi è stato un pioniere, e i boiardi di stato lo volevano punire. Craxi fece tante cose buone, peccato che sia ricordato solo per le tangenti, almeno era uno statista. Tra le cose fatte non va dimenticato il decreto che liberalizzò il mercato. Un socialista che liberalizza il mercato e toglie allo stato una prerogativa da stato socialista: il controllo delle frequenze pubbliche. Con la legge vigente negli anni 80, era praticamente impossibile fare concorrenza alla rai a livello nazionale. I pretori bloccarono berlusconi, i boiardi di stato contro il mercato, craxi sbloccò la situazione e dette il via al mercato, una vetrina importante per le aziende, il cui compito è soddisfare i consumatori. Secondo il principio dell'homesteading, chi prima arriva primo alloggia. E' una legge di natura che nessun pretore o giudice potrà mai cambiare. Chi si appropria di una risorsa, mescola il suo lavoro, e la trasforma in un bene o in un servizio, ne diventa il legittimo proprietario. Non si capisce per quale motivo berlusconi dovrebbe rinunciare alle frequenze, in pratica la sentenza del 1999 era un atto espropriativo inderogabile, berlusconi fu costretto a participare all'asta, ma lui era il proprietario della frequenza. Lo stato è solo un parassita che vive delle tasse altrui, e vuole decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato, quando si dovrebbe limitare a rispettare l'assioma di non aggressione. Se rispettasse questo principio, non ci sarebbero problemi e nessuno potrebbe mettere in discussione la legge. I problemi nascono quando vuole regolamentare ogni cosa, decidere della vita altrui e dei beni altrui. Infine ci ha messo lo zampino pure la cassazione, con una sentenza che mette un limite alla proprietà delle televisioni. Una legge contro personam. La corte europea ha dato ragione ad europa7, la quale vorrebbe espropriare una frequenza che naturalmente appartiene a chi l'ha utilizzata per primo. Altrimenti tramite lo stato vado in un terreno altrui, obbligo il proprietario a metterlo all'asta e poi lo butto fuori. E' normale che egli non sia tanto daccordo, e che faccia resistenza grazie alla politica. Se tentano di espropriarti qualcosa, e hai il potere di opporti (facendo politica) puoi decidere di reagire o di cedere. Qualche frate francescano sicuramente avrebbe ceduto per far posto a Di Stefano, berlusconi ha deciso di lottare e di utilizzare il manichino gasparri per fare una legge escamotage che aggirasse il problema, liberalizzando ancora di piu il mercato tra l'altro, e il centrosinistra non ha mai fatto piu di tanto per espropriare la rete a berlusconi. Anzi, a parte le parole è stato "complice" di berlusconi. In conclusione, berlusconi è il proprietario delle frequenze che utilizza, solamente con un atto espropriativo da stato sovietico comunista si possono oscurare, mi auguro che la vicenda si risolva con un nulla di fatto.
Ma anche se vietata, Berlusconi ignora la cosa e continua a trasmettere in tutta Italia, tramite il metodo del "pizzone". Ovvero registravano il programma, e poi mandavano il nastro (appunto il "pizzone") alle varie emittenti che lo trasmettevano alla stessa ora nello stesso giorno. Pratica illegale, ma abusatissima. Il 16 ottobre del 1984 in tre regioni italiane quali Piemonte, Lazio e Abruzzo, sulle reti Fininvest appare la scritta "Per ordine del pretore è vietata la trasmissione in questa città dei programmi di Canale5, Rete4 e Italia1, regolarmente in onda nel resto d'Italia". E poi il buio.
Questo blackout mediatico viene fatto da tre pretori, ovvero Giuseppe Casalbore di Torino, Eugenio Bettiol di Roma e Nicola Trifuoggi di Pescara. Il motivo è appunto l'illegalità delle trasmissioni Fininvest.
Berlusconi è preoccupato, perché questo gesto potrebbe essere emulato da altri pretori, e la Fininvest ha appena comprato Rete4, spendendo moltissimo. Rischia il tracollo finanziario. Per questo motivo si reca da Craxi, per trovare una soluzione. Craxo promette che il 20 ottobre si terrà un consiglio dei ministri straordinario, proprio per il problema delle emittenti televisive. Esordì con queste parole: "Mi ha dato un certo fastidio, come utente televisivo, vedere quegli spazi neri". Veltroni stesso, già all'epoca grande inciuciaro, disse: "Ci sono poi anche le abitudini degli utenti, consolidate in anni di utenza televisiva, che non possono essere ignorate. Non è con il black-out che si risolvono i problemi del mondo televisivo".
Il 20 ottobre ecco il miracolo, il governo vara il "decreto Berlusconi" che non fa altro che legalizzare il metodo del "pizzone". Insomma una cosa illegale che diventa legale (ora si spiega Berlusconi da chi ha preso il vizio di far diventare legale tutte le cose illegali che compie. Come dice Luttazzi "speriamo che prima o poi si faccia una canna"). Il decreto però deve essere approvato dal Parlamento entro 60 giorni, o cadrà nel vuoto. Ma al primo ostacolo (l'esame di costituzionalità alla Camera del 28 novembre '84) ecco subito il problema. Il provvedimento inciampa, colpa della sinistra democristiana. De Mita e i suoi uomini fanno bocciare il decreto.
Bisogna trovare un accordo quindi, ed ecco che il 6 dicembre viene varato il "Berlusconi-Bis" conosciuto anche come "decreto Berlusconi-Agnes". Infatti oltre alle regole sul "pizzone" vengono aumentati i poteri del direttore generale della Rai, ovvero il signor Agnes, amico d'infanzia di De Mita.
Ora però devono far contenti i comunisti, ed ecco che Agnes propone di dividere in quattro Rai3: ai repubblicani il dipartimento scuola ed educazione; alla Dc l'informazione regionale, che dispone di un esercito di giornalisti; al Pci il telegiornale nazionale e la direzione di rete. Tutti felici e contenti, i coministi rinunciano all'ostruzionismo anche se sapendo che in questo modo grazie al decreto, Berlusconi ottiene il monopolio della Tv privata.
Gli unici che decidono di continuare a votare contro appartengono alla sinistra indipendente, fra i cui esponenti ci sono diversi ex giornalisti Rai: Peppino Fiori, Raniero La Valle, Ettore Masina e Andrea Barbato.
Il "decreto Berlusconi-Agnes" diventa legge il 4 febbraio. Ma il provvedimento è valido "sino all'approvazione della legge generale sul sistema radiotelevisivo, e comunque non oltre sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto" (art. 3 comma1). A giugno, scadenza del decreto, non c'è nessuna legge generale. Ecco quindi che viene fatta una proroga, fino a dicembre dell'85. A fine anno idem, altra proroga. Solo che modificano un termine della legge. Invece di essere "provvisorio" il decreto BerlusconiBis diventa "transitorio". Ovvero non ha più alcuna scadenza. Il 3 gennaio del 1986 Giuliano Amato conferma che rimane in vigore il decreto senza alcun bisogno di proroghe.
Ma i problemi non sono finiti qui. Nell'88 la Consulta boccia il decreto legge, in quanto per la Suprema Corte il decreto nega il pluralismo. Quindi viene partorità la legge Mammì, nella quale si stabilisce che un singolo individuo non può superare il 25 per cento del numero di reti nazionali previste dal piano di assegnazione e comunque il numero di tre. Berlusconi tira un sospiro di sollievo.
Su 12 frequenze, di cui 9 disponibili (3 sono della Rai), lui ne ottiene in un sol colpo tre. Peccato che nel 94 una sentenza della Corte Costituzionale dichiara incostituzionale proprio quel comma, che regolava le frequenze che potevano essere assegnate a un singolo privato. Anzi, una posizione dominante come quella del Cavaliere va a danneggiare pesantemente il mercato dell'informazione. Entro agosto del 1996 bisogna trovare una soluzione, o per una delle reti di Fininvest sarà un problema. In questo caso per Rete4, che è la terza rete, e quindi quella di troppo. Berlusconi è costretto ad averne solo due.
Nel 1997 il governo Prodi vara la legge Maccanico. Rete4 già dovrebbe essere sul satellite, e invece niente. Questa legge serve proprio a dare più tempo a Rete4 per andare sul satellite.
Infatti la legge Maccanico impone di non avere più del 20% delle frequenze, e quindi Rete4 deve andar via, ma si scorda di dire "entro quanto tempo". Rete4 andrà su satellite solo quando l'Agcom (l'autorità garante delle comunicazioni) avrà accertato un "congruo sviluppo" della TV satellitare. A capo dell'Agicom c'è Enzo Cheli, nominato da D'Alema.
Sempre la legge Maccanico, bandisce una gara per le frequenze nazionali. La gara è aperta a tutti. Di Stefano sogna questo momento da una vita, è pronto a fare il salto di qualità con le sue due reti, Europa7 e 7Plus.
Il 12 dicembre del 1998 Agcom annuncia il regolamento. Tra i requisiti "il rispetto delle disposizioni sul divieto di posizioni dominanti" (art. 7). La Maccanico impone il tetto del 30% alla raccolta pubblicitaria. Alla vigilia della gara Mediaset ha il 36% delle reclame. Agcom se ne accorge solo a giugno del 2000. Quindi Mediaset per legge non avrebbe dovuto partecipare, tutte e tre le reti sono illegali in quanto non soddisfavano i requisiti per la gara.
Il regolamento annuncia anche che le reti eccedenti: "Se collocate utilmente in graduatoria possono proseguire in via transitoria nell'esercizio delle trasmissioni". Ovvero se Rete4 vince continua a trasmettere. Il regolamento annuncia quindi che "le concessioni determinano altresì le frequenze".
Queste frequenze dovrebbero essere nella delibera dell'Agcom del 30 ottobre 1998. Il titolo e': "Piano nazionale di assegnazione delle frequenze per la radiodiffusione televisiva". Ma Antonio Micciarelli, direttore generale del Ministero delle Cominicazioni a un mese dalla gara scopre che nella delibera non sono presenti le frequenze, e lo fa presente a Cheli, dicendo appunto che devono essere fatte pervenire. Cheli a 24 ore dalla gara ammette che il Piano non è pronto, ma che non c'è problema. Intanto rilasceranno le concessioni e solo successivamente le frequenze.
Dare concessioni senza licenze è assurdo, è una cosa totalmente inutile. Il problema non si pone solo per chi già ha le frequenze, in quanto se vincono manterranno le proprie. Ma Di Stefano non le ha.
il 24 luglio finisce la gara. 13 concorrenti, 8 frequenze disponibili. Vincono Canale5, Italia1, TMC1 e TMC2, Europa 7, Tele + chiaro e Telemarket Elefante. Sette in totale. Rete4 e Tele+nero sono eccedenti, mentre ReteCapri e 7 Plus non hanno i bilanci apposto. Rete A e Rete Mia invece sono di proprietà di una extracomunitaria.
Il 28 ottobre 1999 però si scoprono gli altarini. Di Stefano riceve il decreto ministeriale, e scopre che non ci sono assegnate le frequenze. Ha la concessione, ma non la frequenza. Il Piano che deve dare le frequenze verrà varato, secondo il decreto ministeriale, entro 24 mesi, più 12 mesi in caso di impedimenti oggettivi. Il decreto arriva anche alle altre reti che hanno vinto l'appalto, ma loro le frequenze già le hanno. Solo Di Stefano non le ha.
A Rete4 invece viene rilasciata una "abilitazione speciale". Rete4 è si eccedente, ma in via transitoria si può tenere le frequenze.
Di Stefano contatta l'Agcom per avere spiegazioni, e dopo varie insistenze e un atto di messa in mora e diffida, si fa vivo Micciarelli. Dice che bisogna aspettare che Cheli vari il Piano, e che nel frattempo ognuno può trasmettere sulle frequenze che ha attualmente. Se poi Di Stefano non ne ha, sono problemi suoi. Di Stefano non molla e fa presente che le frequenze ci sono, basta toglierle a Rete4 che ha perso la gara. Cheli e Micciarelli ignorano Di Stefano.
Di Stefano insiste ancora, e dopo aver vinto il ricorso sull'esclusione di 7 Plus, fa presente che Mediaset per via del 36% di reclame non rientrava in gara. Non dovrebbe avere neanche UNA concessione. Altro silenzio di tomba da parte delle alte sfere. Solo nel 2001 Agcom decide di muoversi, e decide che Rete4 entro il 31 dicembre del 2003 dovrà andare sul satellite.
Di Stefano ricorre al Tar che interpella la Corte Costituzionale, la quale boccia senza vie di scampo la legge Maccanico. E stabilisce che entro il 31 dicembre Rete4 dovrà sloggiare, senza possibilità di proroga (fregando così Cheli). La Consulta fa anche notare che Mediaset è dall'84 che trasmette in "via transitoria", e che su Rete4 non tollererà nuove dilazioni.
Di Stefano ottiene vittorie su vittorie. Nel 2001 interpella l'UE. Interviene la Commissione Europea che sulle prime è in difficoltà. Cerca di capire il motivo di ricorso di Di Stefano, immaginando che ha perso la gara. Quando scoprono che ha vinto, ma non ha le licenze, rimangono allibiti (grande figura per l'Italia). Di Stefano ormai è pronto a trasmettere dal 2004.
Ma sorpresa delle sorprese, ecco che arriva la legge Gasparri, che rivoluziona tutto quanto. Infatti modifica alcune soglie dell'antitrust. Conferma il 20% di frequenze, ma aggiunge quelle del digitale terrestre. Viene imposto alla Rai di costruire due canali digitali. Ogni canale trasporta 5 reti televisive. Ma al Cavaliere basta una sola rete digitale. Infatti fra le 13 frequenze analogiche e i 5 canali della rete rai, si va oltre 15 frequenze in tutto. Ovvero ora si possono avere tre reti televisive, e Rete4 è salva. I costi di costruzione delle reti Rai vengono pagati da noi cittadini. Quindi Rete4 già ci è costata parecchi soldi in passato, solo per essere salvata.
Ma la Gasparri va a modificare anche il tetto massimo della pubblicità. La riduce dal 30% al 20%, ma la estende al Sic (Sistema integrato delle comunicazioni) che mescola Tv, stampa, cinema, libri, musica, fino ai cartelloni stradali.
Con un colpo di genio il monopolio di Berlusconi diventa legale.
E non è finita qui. La Gasparri impone anche che solo chi ha una rete analogica, può costruirne una digitale.
Berlusconi però trema. Ciampi inizialmente boccia la riforma. Poi deciso al tutto per tutto, la maggioranza approva una legge praticamente identica alla Gasparri, a soli sette giorni dall'ultimatum della Corte.
Di Stefano ormai è sconfitto, si è visto mettere tutti contro. Ma per fortuna siamo in Europa, dove le leggi non vengono fatte per una singola persona. E il problema italiano arriva al commissario alla concorrenza Neelie Kroes, che boccia la Gasparri. L'antitrust di scaglia contro la legge, e si scaglia contro tutte le deroghe avute da Rete4. Secondo l'Europa, lo Stato ha rubato le frequenze a Europa7, dandole a Rete4.
La sinistra, che si era duramente scagliata contro la legge Gasparri, decide di mostrare quanto davvero è coerente, e manda Avvocato generale dello Stato italiano in Lussemburgo, a difendere la legge.
Attualmente l'UE ci ha dato una multa di 350.000€ al giorno da pagare con effetto retroattivo.
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Quindi Conte evita di dire che Berlusconi fu un pioniere. Berlusconi trasmetteva, come altri, in maniera illegale. Ma quando gli venne fatto notare, oscurando le reti in tre regioni, che appunto era illegale, andò piangendo da Craxi che fece varie leggi tutte per salvare Berlusconi. Il metodo del "chi prima arriva meglio alloggia" fa ridere, perché è contro il pluralismo che tanto sbandieri. Tre reti sono troppe per legge, sia italiana che europea. Solo ultimamente quella italiana è stata modificata per evitare questo "problema". Berlusconi non era proprietario di nessuna frequenza, ha solo ottenuto dei decreti per continuare a trasmettere, legalizzando una pratica illegale.
fumoffu
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Zio Gigietto ![]()
#162
29-05-08 14:26
Purtroppo il problema Europa 7 non è noto a molti per motivi che tutti possono comprendere senza problemi.
Ma ormia è inutile pronunciarsi, anche perchè neanche la sinistra ha mosso un dito nei due anni che c'è stata, non gliene facico uan colpa ma si sa che dietro ci sono interessi comuni e quindi mi dispiace molto epr DI Stefano, che probabilmente in un'altra naizone avrebbe trionfato davvero e non avrebbe ottenuto solo vittorie di Pirro.
Sephiroth1984 #163
29-05-08 14:27
Ecco un'altra cosa scandalosa della Gasparri...l'Europa è incazzata soprattutto per questa parte della legge, che va contro ogni libertà di mercato e, a conti fatti, taglia PER SEMPRE fuori dalla tv nazionale il povero Di Stefano che ha avuto solo la colpa di calpestare i piedi sbagliati, al momento sbagliato...E non è finita qui. La Gasparri impone anche che solo chi ha una rete analogica, può costruirne una digitale.
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thor82 ![]()
#164
29-05-08 16:25
guarda...
io ho fatto una domanda che richiede una risposta precisa:
si o no.
non ho chiesto "di chi è la colpa".
in italia si lascia SEMPRE passare, anche quando le risposte non sono quelle delle domande poste, e a me non sta bene.
io sono stronzo, testardo ,cagacazzo, tutto quello che volete, ma a me la risposta ancora NON è stata data.
è proprio perchè nelle risposte non si dicono le cose chiare che la gente pensa che berlusconi abbia il diritto di fare ciò che fa.
pensate che se i giornali titolassero "mediaset è abusiva" senza aggiungere altro la gente potrebbe fraintendere?
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Cozy ![]()
#165
29-05-08 17:54
La Camera ha approvato il decreto legge sull'assolvimento di obblighi comunitari nel quale erano inserire anche le norme su Rete4, poi stralciate dal governo. Il testo, che ora passa al Senato, è stato approvato a Montecitorio con 282 sì, 250 no e quattro astenuti.
Questo che significa? Finalmente si sono decisi a far rispettare la legge...io penso di no...non ho capito bene, me lo potreste spiegare?