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  1. L'avatar di IlBorgo IlBorgoIlBorgo è offline #1
    09-06-08 21:35

    MILANO - La Guardia di Finanza di Milano ha arrestato 13 medici e il titolare della casa di cura milanese Santa Rita, struttura privata ma convenzionata con il Servizio sanitario nazionale. Le 14 ordinanze di custodia cautelare, delle quali due in carcere e le altre ai domiciliari, sono state firmate dal gip Micaela Curami su richiesta dei pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano, titolari delle inchieste sulla nuova «sanitopoli» milanese che riguarda presunti rimborsi gonfiati per un totale di circa 2 milioni e mezzo di euro, denaro sequestrato insieme a circa 4mila cartelle cliniche. Destinatari 13 medici, tra cui l'ex direttore sanitario della Santa Rita, e il rappresentante legale nonché socio di maggioranza della struttura, il notaio Francesco Paolo Pipitone. Anche la clinica in qualità di ente giuridico è indagata in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti.
    PRIMARIO E AIUTO IN CARCERE - È il primario della Chirurgia Toracica della clinca Santa Rita, il dottor Pierpaolo Brega Massone, una delle due persone destinatarie dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano sui rimborsi gonfiati nella struttura sanitaria milanese. L'altra persona per il quale il gip Micaela Curami ha disposto il carcere è uno dei più stretti collaboratori del primario, il dottor Pietro Fabio Presicci.
    TUTTI GLI ALTRI ARRESTATI - Oltre a Pier Paolo Brega Massone e Pietro Fabio Presicci che sono finiti in carcere, sono stati disposti gli arresti domiciliari per le seguenti persone: Paolo Francesco Pipitone, socio unico e legale rappresentante della casa di cura; Sampietro Maurizio, direttore sanitario fino al maggio 2007; Renato Scarponi, capo equipe presso l'Unità Operativa di Ortopedia; Merlano Gianluca, vice direttore sanitario dal 2 novembre 2005 fino al maggio 2007; Mario Baldini e Paolo Regolo responsabili d'equipe presso l'Unità Operativa di Neurochirurgia; Maria Pia Pedesini, responsabile d'equipe dell'Unità Operativa di Urologia; Augusto Vercesi, responsabile dell'Unità Operativa di Urologia; Giuseppe Sala, responsabile dell'Unità Operativa di Anestesia; Giorgio Raponi, responsabile d'equipe presso l'Unità Operativa di Otorinolaringoiatria e la sua assistente Eleonora Bassanino e Marco Pansera componente dell'equipe di chirurgia toracica.
    OMICIDIO AGGRAVATO - C'è anche l'omicidio aggravato dalla crudeltà tra le 90 accuse totali contestate a un paio di medici destinatari delle ordinanze delle custodie cautelari. A vario titolo le altre accuse vanno dalle lesioni gravissime alla truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale fino al falso. L'accusa di omicidio aggravato si riferisce a cinque pazienti, anziani in condizioni di forte debilitazione, operati nonostante non fosse necessario. Secondo le indagini, in conseguenza dell'intervento i cinque sono morti. Il reato di lesioni gravissime si riferisce invece a operazioni ritenute dagli inquirenti inutili, su malati terminali o comunque con prognosi infausta.
    IL PM AVEVA CHIESTO IL CARCERE PER TUTTI GLI INDAGATI - La procura di Milano, pm Tiziana Siciliano e Grazia Pradella, aveva chiesto la misura della custodia cautelare in carcere per 14 indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla clinica Santa Rita, dove insieme alla truffa al servizio sanitario nazionale sono contestati anche cinque omicidi di pazienti. Ma il gip Micaela Serena Curami ha attenuato la richiesta di misura per 12 degli indagati concedendo il beneficio degli arresti domiciliari.
    MAMMELLE ASPORTATE - Tra gli episodi contestati anche una decina di casi di pazienti con tubercolosi curati con l'asportazione del polmone. Proprio per far luce su questi episodi lo scorso anno l'Asl di Milano aveva creato una commissione d'inchiesta e sospeso l'accreditamento col Ssn per il reparto di chirurgia toracica della clinica. In altri casi sarebbero state asportate mammelle a donne in giovane età, compresa una ragazza di 18 anni, senza motivo, quando sarebbe bastata la semplice asportazione di un nodulo. Una donna di 88 anni affetta da tumore, sarebbe stata operata 3 volte in tre mesi (con un rimborso di 12 mila euro a intervento), quando sarebbe bastato un solo intervento. In molti casi il consenso all'intervento non sarebbe stato firmato dai pazienti e l'operazione eseguita anche contro il parere del medico curante. Complessivamente gli indagati sono 18.
    INTERCETTAZIONI - «L'utilizzo delle intercettazioni è stato fondamentale per l'inchiesta perché gli indagati parlano in modo esplicito della necessità di operare per guadagnare» spiegano i pm Pradella e Siciliano, sottolineando che per quanto riguarda l'aspetto economico sono state intercettate numerose conversazioni che «colpiscono in quanto l'interesse remunerativo è subordinato all'interesse per il paziente». Dello stesso avviso il colonnello della Guardia di Finanza Cesare Marangoni che ha condotto le indagini, secondo il quale senza le intercettazioni «non si sarebbero individuati anche i casi di omicidio volontario». In alcuni casi presi in esame lo stipendio dei medici, che era di meno di 2mila euro, grazie al sistema architettato per gonfiare i rimborsi, arrivava anche a 27mila euro mensili.
    INCHIESTA AVVIATA NEL 2007 - L'inchiesta, che riguarda la clinica situata in via Jommelli, è cominciata nella primavera del 2007. Le Fiamme gialle avevano sequestrato migliaia di cartelle cliniche su richiesta dei pm, ritenute non veritiere o comunque alterate in modo tale da permettere rimborsi maggiori rispetto a quelli dovuti.
    Fonte: Corriere.it

    Io ho un solo commento:
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  2. L'avatar di Melchior MelchiorMelchior è offline #2
    09-06-08 21:36

    Il mio consiglio è: evitate di farvi operare nelle cliniche private. Non è meglio.
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  3. L'avatar di Wawwowo WawwowoWawwowo è offline #3
    09-06-08 21:37

    Da notare che senza le intercettazioni non si sarebbe mai giunti alla soluzione del caso.
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  4. L'avatar di Simon Le Bon Simon Le BonSimon Le Bon è offline #4
    09-06-08 21:37

    Citazione IlBorgo Visualizza Messaggio
    Io ho un solo commento:
    E io quoto alla grande, questa se mai ce ne fosse bisogno è la prova che il salvare vite umane è stabilmente all'ultimo posto tra le motivazioni che spingono uno a diventare medico, almeno in Italia, ma non credo all'estero vada meglio, un flim come "Patch Adams" (basato tra l'altro su una storia vera...) la dice lunga al riguardo...
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  5. L'avatar di Melchior MelchiorMelchior è offline #5
    09-06-08 21:44

    Citazione Simon Le Bon Visualizza Messaggio
    E io quoto alla grande, questa se mai ce ne fosse bisogno è la prova che il salvare vite umane è stabilmente all'ultimo posto tra le motivazioni che spingono uno a diventare medico, almeno in Italia, ma non credo all'estero vada meglio, un flim come "Patch Adams" (basato tra l'altro su una storia vera...) la dice lunga al riguardo...
    Certo, ovviamente questo è un campione statistico rilevante. Vergognati.
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  6. L'avatar di Simon Le Bon Simon Le BonSimon Le Bon è offline #6
    09-06-08 21:53

    Citazione Melchior Visualizza Messaggio
    Certo, ovviamente questo è un campione statistico rilevante. Vergognati.
    Ma non prendiamoci in giro Melchior, sappiamo entrambi che in Italia i casi di malasanità sono molto numerosi, l'anno scorso c'è stato un periodo in cui non passava un giorno senza che si sentisse un nuovo caso ed alcuni avevano davvero dell'assurdo, non sminuisco il lavoro di chi si impegna, dico semplicemente che la maggioranza non diventa medico per quello, sappiamo benissimo che è una carriera prestigiosa e ben rimunerata, e molti la scelgono per quello, se i motivi di una persona sono quelli è ovvio che la salute dei pazienti scenda in secondo piano
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  7. L'avatar di Melchior MelchiorMelchior è offline #7
    10-06-08 00:06

    Citazione Simon Le Bon Visualizza Messaggio
    Ma non prendiamoci in giro Melchior, sappiamo entrambi che in Italia i casi di malasanità sono molto numerosi, l'anno scorso c'è stato un periodo in cui non passava un giorno senza che si sentisse un nuovo caso ed alcuni avevano davvero dell'assurdo, non sminuisco il lavoro di chi si impegna, dico semplicemente che la maggioranza non diventa medico per quello, sappiamo benissimo che è una carriera prestigiosa e ben rimunerata, e molti la scelgono per quello, se i motivi di una persona sono quelli è ovvio che la salute dei pazienti scenda in secondo piano
    I casi di malasanità conclamata sono talmente pochi da non avere sostanziale rilevanza statistica. Quello che magari una percentuale rilevante dei medici porta avanti è un certo "carrierismo" poco funzionale.
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  8. L'avatar di Makaveli MakaveliMakaveli è offline #8
    10-06-08 01:45

    MAMMELLE ASPORTATE - Tra gli episodi contestati anche una decina di casi di pazienti con tubercolosi curati con l'asportazione del polmone. Proprio per far luce su questi episodi lo scorso anno l'Asl di Milano aveva creato una commissione d'inchiesta e sospeso l'accreditamento col Ssn per il reparto di chirurgia toracica della clinica. In altri casi sarebbero state asportate mammelle a donne in giovane età, compresa una ragazza di 18 anni, senza motivo, quando sarebbe bastata la semplice asportazione di un nodulo.


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  9. L'avatar di IL CONTE IL CONTEIL CONTE è offline #9
    10-06-08 05:36

    Citazione Melchior Visualizza Messaggio
    I casi di malasanità conclamata sono talmente pochi da non avere sostanziale rilevanza statistica. Quello che magari una percentuale rilevante dei medici porta avanti è un certo "carrierismo" poco funzionale.
    1 morto è una tragedia, 90000 sono una statistica
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  10. L'avatar di moka mokamoka è offline #10
    10-06-08 19:05

    ma scusa ma se una clinica ha una certa fama un motivo ci sarà...
    e comunque queste cose si sanno, in molti posti privati tagliare = $$$ quindi anche se non hai nulla fanno finta di trovartelo, il mio consiglio è di andare negli ospedali pubblici.
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  11. L'avatar di Scudrera ScudreraScudrera è offline #11
    10-06-08 21:23

    Citazione Simon Le Bon Visualizza Messaggio
    E io quoto alla grande, questa se mai ce ne fosse bisogno è la prova che il salvare vite umane è stabilmente all'ultimo posto tra le motivazioni che spingono uno a diventare medico, almeno in Italia, ma non credo all'estero vada meglio, un flim come "Patch Adams" (basato tra l'altro su una storia vera...) la dice lunga al riguardo...
    Questa è una generalizazione bella e buona...credimi ci sono carrire molto più remunerative e rilassanti per i furbastri.
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  12. L'avatar di Simon Le Bon Simon Le BonSimon Le Bon è offline #12
    10-06-08 23:36

    Citazione Scudrera Visualizza Messaggio
    Questa è una generalizzazione bella e buona...credimi ci sono carrire molto più remunerative e rilassanti per i furbastri.
    Quello sarà anche vero, ma di certo guadagna di più ed è più rispettato un medico che un idraulico, poi se è vero che i medici sono un gruppo di persone altruiste mosse dai migliori sentimenti mi si dovrebbe spiegare perchè sono così numerosi i casi di medici che esercitano la professione con qualifiche false o inesistenti e perchè in alcune nazioni se non hai soldi il medico di turno ti sbatte a calci nel sedere fuori,.
    Se a questi fattori unisci il fatto che spesso evadono le tasse a tutti i livelli (tasse con cui si finanzia la sanità tra l'altro) e che per molti sei solo un numero (il paziente n° tot, alloggiato nella camera n° tot al letto n° tot) e capirai perchè sono diffidente nei loro riguardi, ovviamente non sono tutti uguali, però i casi di malasanità sono dovuti a questi fattori
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  13. L'avatar di Melchior MelchiorMelchior è offline #13
    10-06-08 23:54

    Citazione Simon Le Bon Visualizza Messaggio
    Quello sarà anche vero, ma di certo guadagna di più ed è più rispettato un medico che un idraulico
    Forse, dico forse, fare il medico è più difficile?
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  14. L'avatar di MIGLIOMAN MIGLIOMANMIGLIOMAN è offline #14
    11-06-08 01:48

    scusatemi, si sa che in italia, come in tutto il resto del mondo, purtroppo è il denaro che conta.
    Chi sceglie di fare il medico non lo fa per soldi (anche se qualcuno la pensa così ma finisce per non farlo), lo fa per salvare vite, per migliorare vite e per gratificazione personale.
    Quello che è successo in quella clinica è inaccettabile, ma associare quanto accaduto a milano con la malasanità provocata da sete di soldi mi sembra alquanto stupido, considerando che, negli ospedali pubblici non si opera certo per soldi come nella clinica dello scandalo...
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  15. Paulvee32Paulvee32 è offline #15
    11-06-08 09:04

    MILANO - "Ho sempre pensato al bene degli ammalati". Così Pier Paolo Brega Massone, l'ex primario della clinica Santa Rita di Milano, ha risposto al gip Micaela Curami, nel primo dei quattordici interrogatori di garanzia sullo scandalo delle operazioni fasulle nella clinica privata. Brega si difende, quindi,e giura di aver fatto tutto sempre esolo nell'interesse dei pazienti. Un fedele del giuramento di Ippocrate, quindi, almeno secondo le parole dell'avvocato Giuseppe Cannella: "Il mio assistito ha sempre operato secondo coscienza e contesta le conclusioni raggiunte dai, pur autorevoli, consulenti della Procura. Ha spiegato che le operazioni da lui eseguite erano necessarie e proporzionate alle patologie e ha gridato la sua innocenza".

    Brega è uno dei due camici bianchi detenuti a S.Vittore. Oltre al leader dell'equipe di chirurgia toracica, è in cella anche il suo collaboratore Fabio Pietro Presicci che però si è avvalso della facoltà di non rispondere.

    Tutti gli altri indagati sono agli arresti domiciliari. A cominciare dal notaio Francesco Pipitone, proprietario della clinica e - secondo l'accusa - l'ispiratore della truffa ai danno del servziio sanitario nazionale con l'aggravante della crudeltà. Pipitone ha affidato la sua difesa alle parole dell'avvocato Enzo Brienza. "Il mio assistito - afferma il legale - non c'entra nulla con gli eventuali illeciti dei medici; il suo compito era solo quello di sceglierli in base alle competenze professionali, non gli spettava scrivere le cartelle cliniche, nè occuparsi dei rimborsi...". Intanto il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha annunciato di aver sospeso "a tempo indeterminato" il contratto con la clinica.

    Alla fine del settembre scorso, quando l'inchiesta partì, il responsabile della chirurgia toracica Pier Paolo Brega Massone, mandò un sms ad una collega: "Ormai non dormo più. Sono disperato. Tra le cartelle chissà quante saranno pompate e mi arresteranno come truffatore". Firmato: "L'Arsenio Lupin della chirurgia".


    Più che una clinica, infatti, Santa Rita negli ultimi due anni sembra essere stato un vero e proprio laboratorio di mostruosità. Il comune obiettivo di tutti i reparti era quello di operare il più possibile, anche dove non c'era necessità, pur di raccattare soldi dal Servizio sanitario nazionale. Il nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano ha preso in esame due anni di cartelle cliniche, 4mila a campione, su un totale di 55mila. Avrebbero fruttato un profitto illecito di oltre 2,5 milioni di euro.

    Nei guai sono finiti anche l'ex direttore sanitario Maurizio Sampietro insieme al capo équipe di ortopedia Renato Scarponi; i responsabili di neurochirurgia, Mario Baldini e Paolo Regolo; la responsabile dell'unità di urologia, Maria Pia Pedesini, e quello di otorinolaringoiatria, Giorgio Raponi, nonché il capo degli anestesisti, Giuseppe Sala. Le accuse vanno dalla truffa al falso per finire alle lesioni e all'omicidio, aggravato dalla crudeltà.

    Secondo la convinzione dei pubblici ministeri Grazia Pradella e Tiziana Siciliano, 88 pazienti avrebbero subito un intervento inutile, lesioni gravissime, anche su malati terminali. Altri cinque sarebbero addirittura morti in seguito a un'operazione fatta esclusivamente per far lievitare i conti da presentare al Servizio sanitario nazionale.

    Ma l'inchiesta non è finita. Nel mirino della Guardia di Finanza altre dieci cliniche private di Milano e provincia, quella più in vista nella "classifica" dei rimborsi. "Accertamenti di tipo economico e non casi di malasanità" ha spiegato il colonnello delle Fiamme Gialle Cesare Maragoni.
    tratto da repubblica.it

    che schifo.
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