Gli affaristi del dolore
di UMBERTO VERONESI
Dal punto di vista giudiziario la vicenda della clinica Santa Rita, che ferisce i medici onesti e ancora di più i malati e le loro famiglie, ha ancora aspetti da chiarire e forse altri responsabili da identificare, ma dal punto di vista sanitario e sociale il suo significato è evidente.
È una segnalazione del rischio che si annida nelle crepe del sistema dei Drg, introdotto circa 15 anni fa come metodo di rimborso delle prestazioni ospedaliere: ogni ospedale viene remunerato sulla base del valore della prestazione (esame diagnostico, intervento, terapia) per tipo di patologia, invece che per i giorni di ricovero. È dunque in sé un ottimo strumento, perché ha azzerato i tempi di ricovero inutile e ha messo fine al concetto dell'ospedale come "parcheggio" per quei malati (soprattutto quelli più anziani) che necessitano più di assistenza amorevole che di terapie. Tuttavia c'è un rovescio della medaglia.
Innanzi tutto, poiché esistono tabelle di riferimento ben precise per i rimborsi, può accadere che gli ospedali decidano i trattamenti per il paziente più sulla base di ciò che conviene economicamente che su quello che conviene alla guarigione del malato.
L'aggravante è che qualche chirurgo può sentirsi tentato a eseguire interventi non strettamente necessari per includere la prestazione nelle fatidiche tabelle. Ad esempio, nel campo del tumore al seno, succede che vengono operati noduli benigni che non hanno necessità di essere asportati; lo stesso succede per molte formazioni di natura benigna dell'utero o di altri organi.
Va detto che in medicina esistono casi-limite, vale a dire situazioni in cui la decisione se operare o non operare non ha parametri certi. L'aiuto al medico in questi casi dovrebbe venire dalle linee guida, che sono indicazioni a procedere universalmente riconosciute e condivise dalla medicina e che da qualche anno hanno sostituito i "protocolli" (che davano istruzioni chiare ma rigide su ogni caso). Nelle linee guida è molto difficile essere perentori, quindi il medico si trova di fronte a orientamenti più che a regole precise e molto spazio viene lasciato alla sua discrezionalità e alla sua etica. Nella clinica Santa Rita i medici, per quello che si capisce dalle prime notizie, hanno scelto l'operabilità dimenticando il rispetto dei pazienti.
Tre raccomandazioni sono a questo punto indispensabili: prima, la revisione periodica e sistematica delle tabelle dei Drg, perché siano effettivamente allineate agli ultimi progressi della medicina e della chirurgia. La seconda, l'aggiornamento delle linee guida, in modo che obblighino moralmente il chirurgo a osservare i limiti all'intervento medico imposti dal rispetto della dignità e della globalità della persona malata. La terza, la formazione medica continua: quando ero ministro della Sanità mi sono battuto e ho ottenuto l'obbligatorietà dell'aggiornamento dei medici, sapendo che ogni conoscenza medica diventa obsoleta dopo cinque-sette anni.
Ora bisogna fare in modo che all'interno dell'insegnamento medico continuo vengano inseriti gli aspetti etici, morali e comportamentali. Solo intervenendo alla radice della cultura generale del medico, soprattutto delle nuove generazioni, potremo evitare altri casi come quello di Milano e scongiurare l'affarismo del dolore.
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Chi parla del Metodo Lombardo come esempo da imitare forse non cosceva la Clinica degli Orrori.
Vabbè si sà, questo succede solo al nord...
Business is Business
Ma con la vita delle persone non si scherza.
Le interecettazioni parlano chiaro.
Per il bene della Repubblica, questo Dottore deve essere dichiarato colpevole.
Da questa intercettazione si capisce che dovrebbe essere RADIATO e REVOCATA LA PENSIONE
Scarponi: Sì ma il discorso è... .
L'interlocutore (un nome che non risulta nella lista degli arrestati, ndr): c'è il figlio che...
Scarponi: E...?
L'interlocutore: Il figlio è incazzato come una bestia! Perché praticamente ha visto l'evoluzione della cosa e per quale motivo sembra che sia cosciente per quale motivo il padre se ne è andato in arresto. Va bene...
Scarponi: E va bene e quanti anni ha?
L'interlocutore: E' anziano sugli 80 anni, 80 e passa ha fatto la campagna di Russia quest'uomo...
Scarponi: Ho capito ma secondo te, tutti devono vivere 120 anni?
L'interlocutore: No assolutamente no...
Scarponi: E allora...
L'interlocutore: Assolutamente no...
L'intelocutore: Dottor Scarponi lei...
Scarponi: Se ha avuto un... se ha avuto un decorso... L'interlocutore: Lei sa benissimo che io non ho... Scarponi: Se ha avuto delle complicanze le sono state curate o no?
L'interlocutore: Le complicanze? Si andava anche in terapia intensiva ha avuto un arresto...
Scarponi: Sì è stato soccorso o no?
L'interlocutore: Sì dai colleghi che erano in reparto in quel momento...
Scarponi: E allora è stato soccorso e quindi non è che è stato abbandonato a se stesso, adesso parlerò anche con i chirurghi... intanto chiederemo al figlio perché si rifiuta di farlo operare...
L'interlocutore: Perché gli è stato prospettato che il risultato dell'intervento sarebbe stato quasi nullo... Scarponi: Allora prendiamo la decisione di portarlo in un altro ospedale, ci sono tante soluzioni se non si è contenti...