Crazy Scientist
Sarà che è tardi e sono stanco, ma non è che abbia ottenuto un risultato dal tuo discorso...Dici quindi che comunque la chiesa ha annullato in passato alcuni passi non applicabili al nostro tempo ?
Non è questione di ciò che dico io, ma di dati fondamentali della storia della Chiesa e della teologia cristiana fondamentale.
L'avvento di Cristo, la Sua predicazione e la Sua morte rappresentano per la teologia cristiana la Nuova Alleanza, in cui Dio si sacrifica per l'uomo, rinnegando il sacrificio dell'Agnello pasquale, facendosi anzi Egli stesso agnello sacrificale. Quest'atto modifica alle fondamenta la totalità della Legge ebraica (che per altro aveva già abolito numerosi precetti, innovandone altri e creandone di nuovi nel corpus orale di tradizioni rabbiniche), e fin dal primo secolo il nuovo Popolo di Dio, l'umanità intera, Nuovo Israele, abbandonò per intero le restrizioni e gli obblighi che avevano connotato il rapporto dell'Israele storico con Dio.
I cristiani abbandonarono (quelli ebrei, visto che i membri di altre etnie non li avevano mai adottati), quindi, non solo la macellazione rituale, ma anche tutti i precetti dell'halakhah e la stessa consumazione dell'agnello a Pasqua, che per un cristiano diventava blasfema perché ignorava che l'unico vero Agnello era Cristo (la consumazione dell'agnello è poi tornata abituale molti secoli dopo).
Ergo, come ti dicevo nel post precedente, quando nel 325 i Padri conciliari di Nicea decisero quali testi fossero Sacra Scrittura e quali no (perché ricordiamolo, la Bibbia cristiana come canone stabile nasce DOPO la teologia e da essa viene legittimata, non il contrario come molti credono) inclusero senza problemi dei testi che contenevano dei precetti ormai abrogati ed invalidi, ma fondamentali per mostrare l'evoluzione della dogmatica cristiana dall'ebraismo con le sue molte leggi, il conseguente abbandono del rapporto legalistico dell'halakhah e la Nuova Alleanza basata sul comandamento dell'amore.
Ripeto: ovviamente è del tutto legittimo il non aver fede, ma per criticare od analizzare un sistema teologico si devono almeno conoscere le basi minime del Catechismo e della teologia.
Archaon UnBornUnDyng
può darsi che il discorso che ho sentito pronunciare dal papa Benedetto XVI mi abbia tratto in inganno,magari la tesi di Feyerabend ( La Chiesa dell'epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione ) che ha difeso può essere variamente interpretata.
Per quanto riguarda la diatriba sul creazionismo e/o intelligent design e neo-darwinismo...la posizione del "disegno intelligente" è una trovata veramente geniale,non sono ironico,è una posizone estremamente interessante anche dal punto di vista dialettico...accetto la posizone del mio avversario ( trovando ormai impossibile attaccarla ) e la svuoto completamente del suo senso profondo.
Accetto semmai la tua critica sommaria se ho trinciato,da questa posizione dialettica tanto raffinata,il giudizio:la chiesa ripudia l'evoluzionismo...ho agito in modo intemperante,è vero e dunque riformulo:la chiesa non lo ripudia,ne accetta gli abiti e ne cambia il corpo.
Il problema è che l'evoluzionismo,inteso con le sue reali implicazioni profonde,darebbe un colpo di spada alla provvidenza,sommariamente intesa dal credo medio...ne uscirebbe fuori un Dio molto più aristotelico ( passami quest'approssimazione,per ora,e se non mi hai colto sarò più prolisso )e pertanto pochissimo cattolico.
Non "essere pre-logico" nel senso di creatura,sub-strato...pre-livello ontologico,sto pensando ad Heidegger,che risponderebbe alla domanda,puntigliosa ma incontestabile,come è possibile l'essere ? ovvero...qualcosa...per essere non può essere dal nulla o nel nulla,ma deve essere in qualcosa o su qualcosa etc...
Attenzione, la citazione da Feyerabend dell'allora Cardinal Ratzinger (si parla di un convegno di oltre dieci anni fa) fu tirata in ballo in occasione delle polemiche sulla visita alla Sapienza e, comunque la si pensi su Benedetto XVI, chiunque abbia letto il testo ha potuto vedere che si è trattato di una falsificazione.
Va detta una cosa, però: se è vero che la citazione è stata manipolata per far dire a Ratzinger l'esatto contrario (egli citava Feyerabend per distanziarsene), è vero anche che l'abitudine dell'attuale Pontefice ad utilizzare citazioni "dirompenti" (la più recente a Regensburg, con la semplificazione del noto dibattito del basileus Manuele II col giurista islamico) per poi ritirarsi subito è come minimo bizzarra e poco efficace, visto che si presta a fraintendimenti facili, e nel peggiore dei casi ipocrita, visto che si lancia la pietra della provocazione salvo poi sconfessarla.
Sull'evoluzionismo mi limito a sottolineare come l'intelligent design sia solo l'ultimo di una lunga serie di teorie sul rapporto Dio-evoluzione, tema ampiamente dibattuto in ambito gesuitico (Teilhard de Chardin) e poi approdato negli ambienti a preparazione mista scientifico-teologica delle commissioni pontificie e delle università a gestione ecclesiastica, con risultati molto altalenanti ma sempre e comunque distanti dal creazionismo. Se gli evangelici e alcuni ortodossi raccolgono prove per "smontare la cospirazione darwinistica", cattolici e luterani accettano pacificamente l'evoluzionismo, cercando se mai di integrare gli esiti dell'autonoma ricerca scientifica all'interno dell'elaborazione teologica, che non può prescindere dal dato fenomenico e proporre un modello di "doppia verità" (o almeno non in questa fase, per quanto questo modello possa presentare degli interessanti esiti).
L'intelligent design (ma bisognerebbe usare il plurale, visto che ve ne sono molti, da quello filosofico-panteista a quello teologico-cattolico arrivando a quello, contestabilissimo e fuori da questa trattazione, con ambizioni para-scientifiche) non mi pare possa esser considerato uno snaturamento per il semplice fatto che non mira a modificare il dato scientifico ma la sua interpretazione teologica (rimanendo quindi in un ambito dichiaratamente fideistico, in cui la "razionalità" utilizzata è intesa in senso intra-sistemico), cosa legittima visto che la teoria evoluzionista non si basa su presupposti teologici o anti-teologici, ma sull'osservazione di dati fenomenici integrati in un sistema attraverso il metodo scientifico, sistema per cui l'esistenza di un presunto "Disegno", provvidenziale o meno, è semplicemente indifferente (anche se la cosa non è così scontata, visto il rovente dibattito in materia).
Lo stesso fatto che i teologi cattolici sostenitori della teologia del disegno intelligente parlino di "sistematizzazione teologica in fieri" e non cerchino né di renderlo parte integrante del dibattito scientifico (con che argomenti e con quale legittimità potrebbero farlo?) né di imporlo come nuova architrave dogmatica del rapporto Dio-materia è indicativo dell'umiltà del teologo contemporaneo di fronte a temi esterni alle sue competenze, temi che può limitarsi ad osservare proponendo "ipotesi di lavoro" da ridefinire in base agli input della comunità scientifica (un caso simile è la bizzarra "pastorale della vita extraterrestre" postulata dagli astronomi vaticani a più riprese, o l'ancor più problematico emergere di quel filone sperimentale di "teologia quantistica" che cerca di ricondurre ad una prospettiva di fede le moderne scoperte della meccanica quantistica).