Sono favorevole all'ergastolo, e senza girarci troppo intorno, per me lo scopo deve essere quello di isolare il reo rispetto alla società.
In generale:
1)non applicherei riduzione di pena in nessun caso, la PUNIZIONE (perchè questo per me è il carcere, con buona pace del Beccaria) deve essere scontata per intero a prescindere dalla condotta del prigioniero. Al massimo si possono concedere alcuni privilegi, come più tempo all'esterno, più visite dei parenti etc...
2) in caso di reati molto violenti, come omicidi, stupri ed altro, per me si è valicato un confine che nessuna società può perdonare. Quindi si rifiuta il reingresso di quella persona nella società. Non importa se poi sia cambiata, la vittima rimane comunque ormai morta o traumatizzata, ed è per le vittime che, secondo me ovviamente, esiste la giustizia. Assumere le difese di Caino non può essere una posizione valida, li si possono riconoscere i diritti umani, forse, ma non quelli da cittadino.
3)a chi stupra, violenta, io applicherei la castrazione chimica. Sarà disumano, ma è meglio non fidarsi.
4)Il motivo per cui sono contrario alla pena di morte non è la sua irrimediabilità, quanto piuttosto che non voglio macchiare altre mani di sangue (quelle del boia). Per quanto riguarda i lavori forzati, sarebbero utili ma non dietro retribuzione, devono pagare non guadagnare.