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  1. L'avatar di dragonfabri dragonfabridragonfabri è offline #166
    02-10-10 21:06



    Questa è la storia di un vecchio toro, il sottoscritto, che dinnanzi agli orrori di quella sera non potè che guardare, inerme.
    Era una sera del 1934, il rispettabile Commendator Equi Cavallinis mi aveva invitato ad un ricevimento; era da anni che non avevo sue notizie.
    Un tempo ci frequentavamo a Madrid, della qual città mi consideravo un emblema, e ci fu un periodo in cui lavorammo insieme.
    Su cosa lavorammo? Lavorammo per la guerra. Lavorammo per trovare nuovi modi per uccidere, per sterminare, per distruggere.
    Quante città rademmo al suolo, quante urla straziate sentimmo con i nostri timpani pelosi.
    I pochi sopravvissuti non facevano in tempo a giurar vendetta che venivano travolti dalla nostra carica.
    Che cavallo fiero, quel Cavallinis; l'onore in battaglia era l'unica cosa che gli interssava.
    Il fatto che si schierasse sempre in prima fila gli faceva onore, senza dubbio. La sua successiva ritirata dietro le sue milizie invece erano "Un inutile dettaglio", secondo il suo fiero giudizio.
    Persi notizie di Equi 5 anni fa, poco dopo la sua dichiarazione shockante "La guerra è un inferno".
    Un cavallo fiero come lui, a sostenere tale tesi? Pensai che ormai la sua carriera fosse tramontata, che il suo spirito guerresco si fosse esaurito, dissolto.
    Amareggiato dalla debolezza di quell'animale lo lasciai al suo destino.
    Ed ecco che dopo 5 anni mi contatta, invitandomi ad un "ricevimento".
    Mi presentai puntuale, sebbene con le corna disordinate, e fui accolto da una donna umana menomata, che mi fece strada in un palazzo stranissimo.
    Che forme disordinate! Che camere opprimenti!
    Ma non era niente in confronto a "quella" stanza.
    Aperta la porta, vidi l'orrore.
    Una donna piangeva con un bimbo morto in grembo, dalla torre affianco (c'era una torre vicino al palazzo) un uomo disperatamente tentava di buttarsi giù per salvarsi, ignaro di essere comunque destinato a morte certa, un uomo giaceva morto con un pugnale in mano, e lui, Equi, nell'ultimo momento di calma che ebbe nella sua vita, mi disse, con tono cupo e sconsolato: "Onore, conquista, potere... non sono queste cose che fanno la guerra, ma... QUESTE! NIHIIIIIIIIIHIIII! TUTTO IL TERRORE PROVOCATO DALLE NOSTRE GESTA SI RIVERSA IN QUESTA STANZA!!! ECCO COSA PORTAMMO, PAURA! ED ORA CAPIREMO ANCHE NOI COSA VUOL DIRE LA PAROLA terrore..."
    Terrore, l'ultima parola che pronunciò, dopodichè cadde a terra morto, ma con uno sguardo colmo di follia e di paura.
    Cosa feci dopo? Rimasi immobile, in trance.
    Fissai una colomba, che era riuscita ad entrare, ma non ad uscire da quel covo di orrori.
    Ancora oggi tento in goni modo di far uscire quella colomba, ma credo non ci riuscirò mai...
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  2. L'avatar di Lord Skop's Lord Skop'sLord Skop's è offline #167
    30-06-11 00:47


    Invention Collective, Renè Magritte

    Francesca e la sirena
    Anche quel giorno, nonostante la pioggia, Francesca era andata alla spiaggia con gli avanzi della giornata. La sirena, come sempre, la stava aspettando. Da lontano Francesca la vedeva ferma nell’acqua, silenziosa e triste, grigia come il cielo che le faceva da sfondo.
    Avvicinatasi, Francesca vuotò il secchio degli avanzi nell’acqua bassa, a un metro dalla riva. La sirena iniziò a mangiare avida, con gli occhi vitrei e inespressivi. Francesca tornò sulla riva perché l’acqua era fredda e si rannicchiò, piegando le ginocchia; aveva una mano appoggiata sulla guancia e un braccio abbandonato sulla sottana. Guardava la sirena con un’espressione assorta, lievemente malinconica. Diventava triste tutte le volte che la vedeva mangiare.
    Quel povero essere non era come tutte le altre sirene, quelle che ogni tanto venivano avvistate dai pescatori. Fate dell’acqua, stupendi e terribili angeli che rispondono solo a regole proprie, bellissime e giovani ragazze con coda di pesce, che talvolta aiutano i marinai e altre volte provocavano naufragi solo per divertimento. Lei no, la sua sirena era un pesce gelatinoso nella parte superiore, munita di esili e abbronzate gambe di donna nella parte inferiore. Inoltre aveva un braccialetto di madreperla sulla caviglia del piede sinistro. La parte umana iniziava all’ombelico, in modo uguale e contrario delle sirene propriamente dette.
    Francesca non si spiegava cosa fosse accaduto di sbagliato o a quale strano disegno rispondesse quella creatura tanto strana e brutta. Era sicura solo del fatto che dentro quel corpo sgraziato, gonfio e maleodorante pulsasse un cuore e un’anima di sirena; per questo motivo se ne prendeva cura. Tutti i giorni scendeva alla spiaggia e trovava la sirena in un’insenatura della baia. Naturalmente, quel pesce non poteva ringraziarla: apriva la bocca in modo veemente e inghiottiva ogni cosa, mantenendo la stessa espressione idiota causata dagli occhi fissi. Quando gli avanzi erano finiti – non si sa se sazia o meno – si girava e mulinava le bellissime gambe e il culo sodo. Alzando spruzzi di acqua, arrancava verso il mare aperto, sempre in silenzio, sempre senza alcuna umanità.
    Francesca talvolta si metteva a piangere; in quei momenti le sue certezze venivano meno. “Non è altro che un pesce deforme”, pensava negli attimi più neri di sconforto. Ma stoicamente si prendeva cura di lei, perché pensava che fosse giusto, perché sapeva che lo era.
    Non parlò mai a nessuno di quella sirena. Aveva una moderata paura di essere presa per pazza, ma la sua paura peggiore era che prelevassero la creatura per studiarla o per usarla come attrazione, finendo per ucciderla. Atteggiamento usuale degli esseri umani quando devono esorcizzare la loro paura del diverso.
    Un giorno di luglio Francesca scese alla spiaggia, ma non trovò più la sirena. Ritornò per tutta la settimana, ma niente. Smise quindi di scendere.
    Ogni tanto Francesca pensa ancora a quella sirena. Quando è felice spera che sia diventata come le altre sirene, o che magari tutte le sirene sono così nel periodo iniziale della loro vita, ma poi fanno come i bruchi, che si trasformano in splendide e leggere farfalle (ma sì, magari solcano le onde fiere come le farfalle sferzano l’aria indomite). Quando è triste, cerca inutilmente di evitare di pensare che sia finita arenata da qualche parte, boccheggiante e morente, che sia stata predata da qualche pesce vorace o che sia stata avvistata da umani. L’ultima opzione è quella che angoscia di più la ragazza: una morte dolorosa e orribile ma naturale è meglio di una morte crudele e odiosa, nel disprezzo e nello scherno. Ma magari non è nemmeno andata così; forse la sirena ha deciso di ritirarsi nell’oscurità dell’abisso e vive come un pesce, non felice ma neanche triste. Diciamo “inconsapevolmente libera”.
    Ad ogni modo, Francesca non può sapere la verità; e nemmeno io posso saperla, in quanto riporto i fatti in modo impersonale e quasi del tutto distaccato. Io non sono certo Francesca.
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  3. L'avatar di kalel84 kalel84kalel84 è offline #168
    30-06-11 03:18

    questa discussione si alimenta di up, ma io la terrei aperta
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  4. L'avatar di gfonseca gfonsecagfonseca è offline #169
    30-06-11 03:20



    In questo dipinto sono ritratto durante la mia giornata-tipo. Scena di vita quotidiana, dove cerco di soddisfare qualche mia curiosità a costo di restare sveglio fino all'alba.
    Notare la finezza dei dettagli.
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  5. L'avatar di Cosodelirante CosodeliranteCosodelirante è offline #170
    30-06-11 12:10

    Citazione kalel84 Visualizza Messaggio
    questa discussione si alimenta di up
    Ho pensato la stessa cosa!

    però è bello!
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  6. Red-toraRed-tora è offline #171
    30-06-11 12:42

    Mi sono sempre domandato cosa significhi essere uno Skop's...
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  7. The uzzotaker #172
    30-06-11 21:15




    Skop's, i’ vorrei che tu e GfSan ed io
    fossimo messi per incantamento
    a bordo d'aeroplan, ch’ad ogni vento
    per cielo andasse al voler vostro e mio;

    sì che carburante od anche tempo rio
    non ci potesser dare impedimento,
    anzi, vivendo sempre in un talento,
    di stare insieme crescesse ’l disio.

    E monna Vanna e monna Lagia poi
    con quella ch’è più squallida di tutte,
    con noi ponesse il buono incantatore:

    e quivi ragionar sempre del male,
    e ciascuna di lor fosse perversa,
    sì come i’ credo che saremmo noi.
    Rispondi con Citazione 

  8. L'avatar di Lord Skop's Lord Skop'sLord Skop's è offline #173
    08-07-11 20:06

    Citazione kalel84 Visualizza Messaggio
    questa discussione si alimenta di up, ma io la terrei aperta
    No, in realtà la regola è che i topiz di racconti o artistici non hanno la regola dell'up, se il messaggio "che alza la discussione" è un aggiornamento o una creazione. Quindi, se io metto un racconto non è up, se io invece scrivo "Bello questo topiz, non l'avevo mai notato" è up.
    Citazione Red-tora Visualizza Messaggio
    Mi sono sempre domandato cosa significhi essere uno Skop's...
    Cose brutte, la camorra e un lungo, lungo coltello (cit).
    Citazione The uzzotaker Visualizza Messaggio
    [e quivi ragionar sempre del male,
    e ciascuna di lor fosse perversa,
    sì come i’ credo che saremmo noi.
    Quel sonetto l'ho sempre amato, il dipinto poi è bellissimo.

    Astrot appena torna dall'Estonia interverrà, così mi ha rivelato.
    Rispondi con Citazione 

  9. L'avatar di Astrot il Moabita Astrot il MoabitaAstrot il Moabita è offline #174
    22-07-11 23:22


    Il risveglio della coscienza, William Hunt

    Tornato da un viaggio estremo in Estonia (all'estero), trovai una sorpresa insperata!
    Il mio parentame aveva organizzato un matrimonio, a mia insaputa, tra me medesmo e mia sorella!
    Ciò fu fonte di gioia e felicità. Dopo il ricevimento e la cerimonia, mi sedetti a suonare al piano musiche di Bach, di Mozart, di Corelli e di Venditti. Chiamai mia sorella e la obbligai a sedersi sul mio pene. A questo punto nacque in me una sete di follia e mi lanciai in un delirio, in pieno deliquo, bestemmiando e sbavando.
    A questo punto, come si evince nel quadro di Hunt, la sorella rimase perplessa e si alzò, ma io la trattenni con la forza, ridendo e dicendo che trattansi di ischerzo.
    Bea! Si mise a ridere e lì, davanti a tutto il parentame, mi fece un pompino con ingoio. Fra l'altro io con una mano tenevo ferma la sua testa, mentre con l'altra suonavo motivetti ragtime.
    Ah ah ah, c'era il prozio Arthur, duca dello Yorkshire, che ballava come un avvinazzato comunista, nonostante l'artrite.
    Amo la mia famiglia, ma anche gli amici che non sanno tenere segreti e FnewcastleC perché è un millantatore.
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  10. L'avatar di Astrot il Moabita Astrot il MoabitaAstrot il Moabita è offline #175
    13-11-11 15:55


    (Miniatura anonima raffigurante Carlo V di Francia, XIV secolo)

    Da molti mesi pensavo di diventare un importante personaggio politico, magari un dittatore o un imperatore. L'occasione mi si presentò nel 2011 d.C., nella Repubblica d'Italia. Terra vessata da tasse, tassata da vezzi, si divincolava come una balena arenata sulla spiaggia, molto malcoltento, nubi fosche per il futuro.
    Allora mi imbattei in un intervento di Roberto Benigni, un comico devenuto importante figura pubblica in Italia, che all'europarlamento tenne un discorso estremamente retorico, conseguenza della mentalità tipicamente italiana dell'usare il glorioso passato come scudo per le incapacità del presente.
    Decisi quindi che la follia degli italiani sarebbe divenuta trampolino di lancio verso la mia consacrazione quale magno regnante. Celermente mi candidai alle elezioni politiche. Che vittoria! Gli italiani, entusiasti della mia retorica e dei messaggi demagogici quali "Secondo Risorgimento! Secondo Rinascimento!" mi votarono in massa ed io scalzai persino il Presidente della Repubblica, una salma rappresentante metaforicamente la gerontocrazia italiana.
    Fin dai primi giorni, iniziai a rendere con i fatti ciò che Benigni aveva reso con le parole, ovvero rappresentai l'Italia "ricca" del passato. Esclusi naturalmente l'Impero Romano, citato dal Benigni impropriamente, dacché gli italiani non sono certo discendenti degli antichi Romani, o almeno non quanto siano discendenti dei Congolesi o degli Inuit.
    Quindi il mio operato politico fu di creare corti nelle grandi città d'italia e puntare ad un federalismo più bieco e all'annessione del contado al Comune cittadino. Iniziai a tenere grandi feste e banchetti, quale buon regnante, e promuovere l'arte e le opere degli uomini savi italiani.
    In questa miniatura, ad esempio, mi si raffigura mentre alcuni ambasciatori dei maggiori Stati europei mi portano doni e primizie. Essi sono ora miei vassalli, di cui mi fido molto. Ammetto di avere riserve su Sarkozy e sui tedeschi in generale, maledetti barbari che Carlo Magno avrebbe dovuto passare a fil di spada come ordinava il Dio veterotestamentario, ma l'eloquenza, tipica degli italiani, riesce a tenerli a freno.
    L'Italia in breve tempo riottenne tutte le opere che Benigni denunciò come rubate, e anzi assorbimmo altre opere prodotte in questo millennio dagli stranieri come... ... in realtà non ne trovammo e la Tour Eiffel ci fece tanto schifo -quell'ammasso di lamiera simile ai pali della Enel- che la lasciammo volentieri a quel popolo di cattivo gusto che decise di tenerla quale simbolo del loro triste Stato.
    Fu così che l'Italia ebbe nuova gloria, tanto che recuperammo territori irredenti e ricchissimi come l'aspra Corsica, la desertica Eritrea e un ghiacciaio in Antartide.
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  11. L'avatar di Lord Skop's Lord Skop'sLord Skop's è offline #176
    15-02-14 23:21

    Il natale dei DaDaStronzi

    Il dipinto, eloquente e dall'ottimo uso del colore e delle ombre, descrive gli ultimi DaDaStronzi rimasti. Il primo che notiamo, tremante di freddo, è Cough Ferati, che non può nemmeno più scaldarsi con il whisky, in quanto terminato. Seguo io (Skop's), dormiente e in semicoma, nascosto dal cappellaccio. In fondo si nota Quellocheascolta, presenza fugace (nessuno si accorgerà della sua presenza). A capo chino e ciondolante viene Fanciullo Orsù, avvolto in una giuppa da stalinista. Conclude lo scenario Dome the Rocker, che bestemmia disperato perché non riesce ad aggiustare la caldaia. Alla fine scopriranno che non funzionava perché il comune li ha staccati dalla rete per reiterati mancati pagamenti.
    Questo è stato il natale dei rimasti di questo allegrissimo gruppo.

    [Angelo Morbelli, <i>Il Natale dei rimasti</i>, 1903]
    Citazione kalel84 Visualizza Messaggio
    questa discussione si alimenta di up
    Tu dici?
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  12. L'avatar di Ogogghe OgoggheOgogghe è offline #177
    16-02-14 01:55

    quasi quasi:




    “Egli vive una sorta di infinito dormiveglia, veste sdrucite vesti da camera, vagabonda in pantofole, passa la vita sdraiato, lascia i libri a mezzo, si prova in un amore, ma si conosce incapace di amare e impossibile oggetto d’amore. Eppure non è triste, non è lamentoso, ha per se stesso una sorta di pietà vergognosa, infantile; ma intorno a lui chi lo ha caro è colto da angoscia, da disperazione e vuole, vorrebbe, fantastica di «salvarlo». Salvarlo da che? A quale scopo?''

    visto che ormai trovo quasi pesante persino loggare quei 2 mmorpg che mi piacciono .
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  13. rabdomanterabdomante è offline #178
    16-02-14 09:14

    Ah ah,cosa hai riuppato Lord!!!
    uno dei migliori topic della fu daily.
    Stesera se mi ricordo posto un foto recente
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  14. L'avatar di Dottor Zero Messaggi Dottor Zero MessaggiDottor Zero Messaggi è offline #179
    16-02-14 10:40



    Un capolavoro. Io sono la scimmia. @Azathoth.@ è il tizio sotto.
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  15. L'avatar di Snake8701 Snake8701Snake8701 è offline #180
    17-02-14 01:30

    Ci provo xD



    Questo dipinto realizzato dal mio fraterno amico (S)Correggio mi ritrae il giorno di San Valentino del 1524, all'età di ventun anni. All'epoca ero felicemente fidanzato con Flavia, la donna sulla destra, che era tutto ciò che un uomo potesse desiderare in quanto ermafrodita, ma quel combinaguai di Cupido m'aveva malauguratamente infilzato con una delle sue famose freccie e, per non far brutta figura e benché privo di sesso, aveva deciso di far buon viso a cattivo gioco. Lo si vede infatti mentre mi vola incontro portando in dono un fiore. Francesco, però, che era segretamente innamorato di me, aveva preso a darmi vigorose vergate sull'usurasedie nella speranza che ritrovassi l'amore per il bastone. Frattanto quel drittone di Eutichio, che aveva assistito alla scena, pensò bene di infilzare la mia donna con una lama di venti centimetri che la mia donna, abituata a ben altre misure, aveva inizialmente scambiato per il suo dito mignolo e perciò lo osservava divertita, mentre quel feticista di Teofilo, sdraiato a terra, continuava a succhiargli avidamente l'alluce. Uno dei miei ricordi più belli.
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