IL CONTE
tra l'altro i radicali si sono venduti al miglior offerente per 8 poltrone, ma capezzone era già stato cacciato per incomprensioni con pannella. Qui si vuol far passare i radicali come duri e puri, e capezzone il venduto.
Il problema è che qui si ragiona con la mentalità di un elettore dell'IdV o della SA, mentre la base radicale condivide in dosi minori l'antiberlusconismo militante, e fu prima perplessa per il connubio con Boselli, poi delusa dall'esperienza del governo Prodi per l'ininfluenza dei radicali e poi schifata dalla cooptazione nel PD che mostrò (vuoi anche solo per come Pannella si lasciò gabbare sul numero dei seggi, questione dove Veltroni e Franceschini avevano formalmente tutte le ragioni del mondo) i limiti della strategia pannelliana, senza contare le infinite baruffe che si ripropongono, spesso senza la copertura della stampa nazionale, ad ogni incontro della dirigenza.
Capezzone è sempre stato liberale e libertario, cosa che lo renderebbe indubbiamente più vicino al centro-destra, proprio come un altro ex radicale di valore, Della Vedova (che però era già migrato da qualche tempo), non fosse che per la decisa svolta impressa da Tremonti (ma anche dallo stesso Berlusconi) alle politiche economiche della coalizione al governo, svolta che di fatto rende difficile per gli ex radicali nel PdL fornire un qualche contributo di rilievo (sui temi etici non c'è nemmeno da aprire il discorso, loro stessi ne sono consapevoli, anche se questo valeva anche nell'ambito della coalizione di centro-sinistra).
Attualmente Capezzone deve accontentarsi di un ruolo minore, sperando di salire di grado o alle europee (ma non penso si butti via così, visto che il PE purtroppo ormai è ritenuto il luogo di villeggiatura delle personalità politiche scomode o senza incarichi nazionali) od al congresso del PdL. Furbo Berlusconi ad averlo cooptato e messo in un ruolo come questo.