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  1. L'avatar di Serathel SerathelSerathel è offline #46
    07-07-08 15:17

    dipende:io sono stata da una psicanalista dell'asl che faceva parte del gruppo di sostegno per i parenti dei malati terminali di cancro,nonostante tutto mi è servita poco e niente,io aprlavo per ore e lei sembrava non ascoltarmi.
    Piccolo appunto,ho sofferto di depressione a seguito del suicidio di mio padre e alla morte di mia mamma per un cancro.
    Dopo la more di mio padre,avvenuta 4 anni fa, sono stata per 2 anni dietro a mia mamma che entrava ed usciva dall'ospedale,fra sprazzi di speranza e notizie terribili si è spenta il 25 agosto di 2 anni fa.
    Nei 2 anni tra la morte di mio padre e quella di mia mamma non ho fatto ricorso a nessuno psicologo,ne a farmaci,non avevo tempo,e credevo di poter accollarmi tutto,ho fatto la figlia,la mamma,il marito e l'infermiera per mia madre.
    Quando è morta anche lei sono finalmente crollata,ansia continua,paranoia,ipocondria,vari malesseri psicosomatici:gastrite,colite
    attacchi di panico,crisi di nervi improvvise,pressione sotto i piedi e battiti sopra i 120 di norma,mi sono detta che qualcosa non andava.
    Ho trovato questa psicanalista,molto brava mi ha consigliato una neurologa dopo una lunga visita e un importante colloquio mi ha prescritto un'antidepressivo e un ansiolitico.
    ora è un'anno e mezzo che li assumo e che integro con la psicoterapia,la mia vita è migliorata,sicuramente non grazie alla psicologa,ma grazie a me,lei mi ha solo mostrato la direzione
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  2. L'avatar di bioman biomanbioman è offline #47
    07-07-08 15:26

    Citazione Serathel Visualizza Messaggio
    ora è un'anno e mezzo che li assumo e che integro con la psicoterapia,la mia vita è migliorata,sicuramente non grazie alla psicologa,ma grazie a me,lei mi ha solo mostrato la direzione
    Concordo su questa frase di Serathel, che considero molto importante.
    Un bravo psicologo si mette nei panni di uno "spettatore" in un processo di cambiamento: presta la propria preparazione e l'obiettività al paziente, indicandogli dei punti di vista che non è portato a considerare per la sua sensibilità e per la storia pregressa.
    Talvolta ci sentiamo in colpa, responsabili, falliti, mancanti quando non c'è assolutamente motivo per pensarlo, magari a causa dell'educazione che abbiamo ricevuto o di quel che ci è capitato. Questi pensieri col tempo si autoalimentano fino a diventare invalidanti.
    Il merito del cambiamento è della persona che lo fa, al 100%. Tuttavia può accadere che senza una persona che indichi la strada, un paziente non operi mai questo cambiamento, anche se ne avrebbe la facoltà, passando il resto della sua vita in uno stato di disperazione.
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  3. Oppsynsmann #48
    07-07-08 15:27

    Citazione bioman Visualizza Messaggio
    2. Depressione: è una malattia, è grave e purtroppo il termine viene usato a sproposito. Sembra ci sia una inflazione di depressi.
    Semplicemente perchè la maggiorparte delle volte sono disturbi passeggeri, che vengono indentificati come depressione: poi esistono situazioni in cui il vissuto è più cronico (in cui i momenti di tranquillità sono più eccezione).
    Fortunatamente non sono in uno stato particolare quanto lo era il tuo (infatti mi sono un po' sollevato sapendo che ci stanno casi più serii, ma che possono essere curati).
    Il disagio purtroppo esiste, ma la prospettiva di una risoluzione mi fa già stare meglio (infatti la cosa che più mi fa star male è il pensiero di non riuscire a tornare tranquillo).
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  4. L'avatar di †٢٩ٱ٩ †٢٩ٱ٩†٢٩ٱ٩ è offline #49
    07-07-08 15:43

    Citazione SNIPPOLO Visualizza Messaggio
    una volta l' ho pestato uno psicologo perche voleva insistere sul fatto che il wrestling era finto, cosi l'ho preso e l'ho ribaltato massacrandolo.
    ma speriamo che muori snippolo
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  5. L'avatar di Serathel SerathelSerathel è offline #50
    07-07-08 15:44

    Citazione †٢٩ٱ٩ Visualizza Messaggio
    ma speriamo che muori snippolo
    segnalato.
    Snippolo è già stato avvisato,voi evitate di rispondere se il vostro pensiero non è pertinente al thread
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  6. L'avatar di bioman biomanbioman è offline #51
    07-07-08 15:45

    Citazione Oppsynsmann Visualizza Messaggio
    Semplicemente perchè la maggiorparte delle volte sono disturbi passeggeri, che vengono indentificati come depressione: poi esistono situazioni in cui il vissuto è più cronico (in cui i momenti di tranquillità sono più eccezione).
    Fortunatamente non sono in uno stato particolare quanto lo era il tuo (infatti mi sono un po' sollevato sapendo che ci stanno casi più serii, ma che possono essere curati).
    Il disagio purtroppo esiste, ma la prospettiva di una risoluzione mi fa già stare meglio (infatti la cosa che più mi fa star male è il pensiero di non riuscire a tornare tranquillo).
    Di disturbi passeggeri soffriamo tutti: periodi difficili, giorni in cui le cose sembrano andare solo male, combinazioni di eventi assurde.
    Un problema si configura come tale (anche) quando va avanti per mesi, quando passi le tue giornate a letto, quando compromette le tue attività quotidiane (studio o lavoro), quando ci sono evidenze fisiche di uno stato ansioso come quelle riportate da Serathel, che dapprima si presentano in associazione a particolari eventi o pensieri e poi vanno fuori controllo, diventando pressochè permanenti.
    Non pensare però che "ci sono persone che stanno peggio". Purtroppo ci sono situazioni che sfuggono ad ogni logica, terribili, che non si possono comprendere. Ma è anche vero che ognuno ha una sua sensibilità e il diritto a chiedersi se sta male davvero per qualcosa.
    A me può sembrare assurdo che una persona di 40 chili si veda grassa e non mangi, ma quella persona la pensa davvero così!
    Siamo abituati a trascurare i nostri problemi. Ci capita qualcosa di brutto, poi all'ora di cena vediamo i TG e pensiamo che c'è chi sta peggio e dobbiamo stare contenti e poi vediamo la Chiabbotto nuda e siamo più rilassati.
    Questo è sbagliato: dobbiamo prenderci cura di noi.
    Un'altra cosa sbagliata è pensare che un momento di tristezza sia sintomo di un disagio e che se stessimo bene non dovremmo essere influenzati dalle cose che vanno male. Una persona va dallo psicologo e pensa di acquisire la capacità di essere immune ai risvolti emotivi di quel che le capita-
    No, non è così. Questo significa annullarsi. Occorre vivere pienamente le proprie emozioni.
    Un ultimo errore di ragionamento. Chi soffre di depressione è portato a giustificarsi col proprio disturbo: "lasciatemi stare, sono malato, ho un problema, voi non capite" e rinuncia a guardarsi dentro, attribuendo il proprio stato ad un demone, ad un'altra entità fuori dal suo controllo.
    Con i farmaci può capitare l'effetto contrario. Quando una persona sta bene e ha dei risultati, li attribuisce ai farmaci e si dilunga sul fatto che le sono necessari. Anche questo è sbagliato.
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  7. Oppsynsmann #52
    07-07-08 16:51

    Citazione bioman Visualizza Messaggio
    Di disturbi passeggeri soffriamo tutti: periodi difficili, giorni in cui le cose sembrano andare solo male, combinazioni di eventi assurde.
    Un problema si configura come tale (anche) quando va avanti per mesi, quando passi le tue giornate a letto, quando compromette le tue attività quotidiane (studio o lavoro), quando ci sono evidenze fisiche di uno stato ansioso come quelle riportate da Serathel, che dapprima si presentano in associazione a particolari eventi o pensieri e poi vanno fuori controllo, diventando pressochè permanenti.
    Non pensare però che "ci sono persone che stanno peggio". Purtroppo ci sono situazioni che sfuggono ad ogni logica, terribili, che non si possono comprendere. Ma è anche vero che ognuno ha una sua sensibilità e il diritto a chiedersi se sta male davvero per qualcosa.
    A me può sembrare assurdo che una persona di 40 chili si veda grassa e non mangi, ma quella persona la pensa davvero così!
    Siamo abituati a trascurare i nostri problemi. Ci capita qualcosa di brutto, poi all'ora di cena vediamo i TG e pensiamo che c'è chi sta peggio e dobbiamo stare contenti e poi vediamo la Chiabbotto nuda e siamo più rilassati.
    Questo è sbagliato: dobbiamo prenderci cura di noi.
    Un'altra cosa sbagliata è pensare che un momento di tristezza sia sintomo di un disagio e che se stessimo bene non dovremmo essere influenzati dalle cose che vanno male. Una persona va dallo psicologo e pensa di acquisire la capacità di essere immune ai risvolti emotivi di quel che le capita-
    No, non è così. Questo significa annullarsi. Occorre vivere pienamente le proprie emozioni.
    Un ultimo errore di ragionamento. Chi soffre di depressione è portato a giustificarsi col proprio disturbo: "lasciatemi stare, sono malato, ho un problema, voi non capite" e rinuncia a guardarsi dentro, attribuendo il proprio stato ad un demone, ad un'altra entità fuori dal suo controllo.
    Con i farmaci può capitare l'effetto contrario. Quando una persona sta bene e ha dei risultati, li attribuisce ai farmaci e si dilunga sul fatto che le sono necessari. Anche questo è sbagliato.
    Non posso fare a meno di condividere; a differenza del passato ora penso di avere una personalità più integrata, ai tempi del liceo ero molto più borderline, non ero capace di introspezione nè tanto meno di apprendere dagli errori: all'epoca il suicidio era una alternativa che prendevo con molta serietà (proprio perchè avevo dei confini di me poco definiti, e di conseguenza un modo di ragionare più irresponsabile) e un giorno ero sul punto di fare il gesto più stupido che una persona possa fare.

    Ma anche se adesso riesco a gestirmi meglio, ciò non vuol dire che riesco a sciogliere i miei nodi, a vivere nella giusta intensità (e vivacità); certi pensieri tornano, spesso quando sono solo e in silenzio.
    Non mi lamento di essere un po' maturato, ma dall'altro ciò non ha portato allo sradicamento di questo modo di sentire e vivere: è una cosa che da solo non sono capace di fare, mi sento limitato.
    E la cosa più importante che mi sia capitata in questi mesi è stato leggere (anzi studiare) un libro sul narcisismo: mi ha aperto gli occhi, mi ha fatto rendere conto di quante difese narcisistiche ho messo su in questi anni per non prendere atto di questa situazione di malessere e incompletezza (nel senso di capacità di vivere sereno), insomm, di mascherarla.
    Il problema si è sollevato, mostrato a chiare lettere.
    Tuttavia un conto è percepire, l'altro è intervenire con risorse adeguate (che io non posseggo).
    Spoiler:
    mi sono discostato un po' dal senso logico del thread, ma necessitavo di sfogarmi
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  8. L'avatar di odino8555 odino8555odino8555 è offline #53
    07-07-08 23:29

    Secondo me è più utile parlare con un bambino
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  9. Bokassa #54
    08-07-08 00:32

    Citazione odino8555 Visualizza Messaggio
    Secondo me è più utile parlare con un bambino
    Quanto vuoi per una seduta?
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  10. L'avatar di Serathel SerathelSerathel è offline #55
    08-07-08 01:20

    Citazione odino8555 Visualizza Messaggio
    Secondo me è più utile parlare con un bambino
    motiva la tua risposta
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