Sono sempre più convinto del fatto che, prima addirittura del divertimento, il compito del videogioco in generale sia far provare emozioni. Per me, un gioco, per essere "bello", deve emozionarmi. Ovviamente, essendoci diversi generi di videogioco, ne seguono diversi tipi di emozioni: felicità, allegria, spensieratezza, ma anche malinconia, pietà, tristezza.
Ora, come si può inserire il concetto di "gioco morale" in tutto questo? Semplicemente, mi ritengo contrario alla moralità inserita nei videogiochi in modo totalmente "esterno", che viene vissuto come qualcosa di separato. Al contrario, se le decisioni morali sono "interne" al gioco, e io stesso posso immedesimarmi nelle scelte dei personaggi, allora sì, essa costituisce un valore aggiunto al fattore "emotività" presente nel titolo stesso.