Questa mattina è andato in onda un programma, appunto "Nati in Italia" che ha parlato di politica, si in chiave ironica, ma che ha rappresentato la cattiva qualità dell'informazione che c'è Italia. In particolare si è parlato di Bettino Craxi e del PSI, del nostro caro Silvio Berlusconi e di Bossi. Durante il programma, Fedele Confalonieri ribadisce che il processo "Mani pulite" condotto da Di Pietro, ha rappresentato una guerra tra magistrati politicizzati e "il signor Berlusconi". Quest'ultimo è stato rappresentato come colui che grazie al suo charme e capacità di coinvolgimento è riuscito a fare carriera nell'imprenditoria ed è entrato in politica "per volontà di cambiare l'Italia, e colmare il vuoto lasciato dal PSI, e chi lo avrebbe potuto fare se non lui?". E' colui che ha ascoltato con orecchio rispettoso le persone che gli dicevano (tra cui Pannella) che entrare in politica sarebbe stata "una coglionata" , ma forte d'animo e testardo nell'interesse di voler ridare voce al popolo italiano si è sacrificato, e ha formato un suo partito.
Ma questo cade in contraddizione con quello che lui stesso diceva: "Se non entro il politica, mi arrestano e fallisco per debiti".
Bossi è secondo questo programma, un uomo di forte carattere e a cui piacciono le donne. "Berlusconi è una persona intelligente", risponde ad una intervista, ma invece, durante i suoi comizi, gliene dice di tutti i colori
(tratti dal libro "Se li conosci li eviti"):
"È una persona incapace. Hanno cercato di fare un pò di mercato delle vacche. Berlusconi non nasconde la sua tendenza alla vaccaggine" (Corriere della Sera, 13 Gennaio 2005).
"Un piccolo tiranno, un dittatore" (20 Dicenbre 1994)
"Nazista, nazistoide, paranazistoide" ( Corriere della sera, 14 Gennaio 1995)
"Un fante, anzi un lesto-fante" (Corriere della Sera, 20 Aprile 1995)
"Quel cornuto" (Il Messaggero, 19 Aprile 1995)
e così per altre 2 pagine.
Ebbene, ho preso questo programma per esempio, come testimonianza dell'informazione che abbiamo in Italia, come testimonianza dello stretto collegamento tra politica e informazione, la quale viene inevitabilmente falsata secondo gli interessi di poche persone.