vi riporto direttamente dal sito dell'Inter le dichiarazioni di Mourinho nella conferenza stampa.
APPIANO GENTILE - Il tecnico nerazzurro José Mourinho ha incontrato i giornalisti in conferenza stampa dopo la presentazione del ghanese Sulley Muntari. Ha fatto il punto del lavoro al termine del ritiro estivo 2008 e prima del Trofeo Tim di domani sera a Torino.
Inter.it vi propone la versione integrale di quanto dichiarato dal portoghese:
Mourinho: ci può fare un bilancio dei primi dieci giorni di lavoro? Che cosa le è piaciuto e che cosa no?
"Non mi è piaciuto iniziare il lavoro senza quattro giocatori importanti, tre dei quali giocano nella stessa posizione. Parlo, ovviamente, di Cordoba, Samuel e Chivu che sono tre difensori centrali. Avrei preferito iniziare il mio lavoro, ora volto a spiegare al gruppo la mia filosofia di gioco, con anche loro a disposizione. Questo non tanto per disputare le amichevoli, anzi in questo periodo mi va anche bene conoscere i giovani come, ad esempio, Mei, Santon e Bolzoni. Iniziare il lavoro senza loro tre è un po' più difficile. Per quanto riguarda 'Ibra', che è un giocatore super-speciale, è un discorso diverso perchè ho tanti attaccanti a disposizione e in questo periodo mi va bene farli giocare perchè ho modo di conoscerli. 'Ibra' lavora qualche volta con la squadra per 30 minuti, è un lavoro concordato, ma il vero problema è non avere i tre difensori. Ora abbiamo a disposizione Materazzi, Rivas e Burdisso, con quest'ultimo squalificato per la prima gara di Champions League. Con loro non posso rischiare assolutamente nulla, se uno di loro mi dice di avere un piccolo problema devo proteggerlo e preservarlo. Tutto il resto è positivo, a partire dall'organizzazione fantastica del ritiro per la quale, come ho già detto l'altro giorno a Inter Channel, devo ringraziare Roberto Samaden e il mio collaboratore Andre Villas, che hanno collaborato per preparare tutto applicando le mie idee. È stato tutto perfetto, senza nessuno sbaglio. Dal punto di vista calcistico, non conosco nessun giocatore che possa giocare un calcio di super-qualità senza glicogeno nei muscoli. In questo momento le gambe dei miei giocatori sono assolutamente stanche. In ogni caso sono contento di come giocano, per me è importante vedere come tengono le posizioni in campo, le idee di gioco, la cooperazione tra i reparti e l'occupazione degli spazi. Non dobbiamo dimenticare che dovremo giocare la prima vera partita tra un mese, per quel giorno la situazione sarà completamente diversa".
In un'intervista apparsa oggi su 'Il Corriere della Sera', Carlo Ancelotti ha dichiarato che desidererebbe assistere a qualche suo allenamento ad Appiano Gentile per osservare i suoi metodi di lavoro. È una richiesta che potrebbe esaudire?
"Prima di tutto devo dire che Ancelotti la pensa come me perchè, come me, non crede di sapere tutto. Questo è un problema che esiste da sempre per gli allenatori dei grandi club. Come possiamo imparare? È facile farlo quando sei un tecnico a inizio carriera, per noi lo è un po' meno perchè arriviamo ad un alto livello di esperienza e conoscenza. Potremmo progredire solo parlando tra di noi e confrontandoci. Se lui volesse venire ad Appiano ad assistere ad una giornata di allenamenti e a parlare con me, non ci sarebbero problemi, così come se io volessi andare a Milanello. Ma se lui volesse restare da noi una settimana, o se io volessi mandare Andre Villa una settimana da loro, questo non si potrebbe fare. Comunque noi tecnici dovremmo trovare un momento veramente solo per noi, magari a fine stagione, per confrontarci qualche ora insieme. Questo perchè nessuno è l'Einstein del calcio. Nessuno possiede i metodi migliori, il metodo migliore è sempre quello di chi vince più volte. Siccome tutti abbiamo vinto qualche volta, e vinceremo ancora, non si può dire qual è il metodo migliore. Ma dobbiamo comunicare tra di noi per il bene del calcio e per migliorare la nostra esperienza".
Sembra che Frank Lampard abbia rinnovato per il Chelsea. È deluso?
"Per me è importante che un giocatore faccia quello che lo rende più felice, se la sua decisione è di restare al Chelsea è perchè lui è felice. Se lui è felice al Chelsea, per me è tutto a posto".
Il fatto che non arrivi Lampard e che non sia ancora arrivato Quaresma, complica i suoi piani rispetto alle previsioni?
"Ne parleremo quando arriverà il 31 agosto e il mercato sarà chiuso. In quel momento sarò concentrato solo sui miei giocatori e potrò dimenticarmi tutti gli altri. La situazione di Lampard è quella di un giocatore che ha lavorato con me tre anni e mezzo. Lui sa esattamente ciò che voglio, è molto facile per un tecnico far arrivare un suo uomo di fiducia che capisce già tutto e conosce il tuo pensiero calcistico. La differenza con Muntari è proprio questa, Muntari ha bisogno di una nuova educazione anche se ha avuto con Redknapp uno dei migliori allenatori della Premiership. Ho visto che lui ha avuto altri bravi allenatori come, ad esempio, Spalletti e Malesani, tecnici che sicuramente gli hanno insegnato molto. Lui ora ha bisogno di capire quello che voglio io. Una cosa che dico sempre perchè dà l'immagine del mio lavoro è questa: non devo insegnare a un calciatore a giocare calcio, devo insegnargli a giocare insieme il mio calcio. Muntari domani giocherà il Trofeo Tim insieme ai suoi nuovi compagni, ma non avrà ancora l'idea del mio gioco. È facile pensare alla posione nella quale lo schiererò. Ho parlato con lui poco fa, è abituato al calcio britannico nel quale si gioca quasi esclusivamente il 4-4-2, non il metodo migliore per lui. Infatti non è una ala vera quando gioca sulla sinistra e quando gioca centrale con un altro centrocampista il suo compagno deve tenere più la posizione. Un giocatore come Muntari, con un tiro potente dai venti-trenta metri, è un talento da sfruttare. Non è un giocatore con la posizione di Cambiasso o Dacourt, non è una via di mezzo e mi aspetto che migliori il suo score realizzativo".
Considera effettivamente chiuso il mercato? L'amministratore delegato e d.g. Ernesto Paolillo ha dichiarato che tutto può succedere sino al 31 agosto...
"Penso che il dottor Paolillo sia intelligente quando dice questa cosa, nel calcio tutto è possibile. Sono un uomo che ama l'equilibrio nella vita e nel lavoro. E per me l'equilibrio arriverà quando la mia rosa sarà di 25 giocatori. Mi piace dare la possibilità di scendere in campo a tutti giocatori, qualche giorno prima del 31 agosto sarebbe meglio avere una situazione definita così da non dare ai giocatori una sorpresa negativa. È importante essere sempre onesto con loro".
Mourinho parla singolarmente o con tutta la squadra?
"Parlo con tutti delle situazioni del gruppo. Singolarmente di quelle personali e specifiche".
Va dal singolo giocatore e, ad esempio, gli comunica che è la quarta scelta?
"Entro il 31 agosto dovrò farlo".
Domani affronterete una Juventus molto più avanti nella preparazione, non ha paura di una figuraccia?
"No, non ho paura. Sono loro che devono avere paura e vi spiego il perchè: è assolutamente normale se in questo momento della preparazione la Juventus battesse l'Inter, se accadesse il contrario invece sarebbe una cosa difficile da accettare. Non sarebbe una cosa normale, infatti, che una squadra che lavora da dieci giorni batta una squadra che lavora da un mese. Loro, in questo momento, hanno bisogno di fiducia e sarebbe più difficile per loro accettare una sconfitta".
In un gioco del quotidiano inglese 'Telegraph', ha scelto una squadra ideale del fantacalcio un 4-3-3 con certi giocatori...
"Non è vero, non è la mia squadra ideale bensì la migliore che ho potuto allestire con un budget di fantamilioni prestabilito. Questa è una cosa ben diversa dalla squadra ideale che sarebbe quella dei più bravi giocatori della Premiership e, nell'undici che ho scelto, non c'erano tutti i migliori".
In ogni caso i giocatori che ha scelto per l'attacco ricordano un po' Ibrahimovic, Balotelli e Mancini: il suo tridente ideale ha queste tre caratteristiche differenti?
"Sì, è vero. Mi piacciono tre attaccanti: uno che gioca largo, uno più forte fisicamente che occupa la zona dei difensori avversari, il terzo più tecnico che può giocare tra le linee. Mi piace una squadra mia. Vi faccio un esempio: dopo la mia partenza dal Chelsea, la squadra ha sempre tenuto il mio sistema. Capito? Io voglio la mia squadra. L'Inter di Mancini giocava in un modo, voglio ripartire da zero e avere una filosofia diversa che voglio costruire io".
Quando torneranno a disposizione i difensori infortunati?
"Sono situazioni difficili perchè riguardano ginocchia e crociati, e possibili complicazioni come quella di Samuel, che ha avuto una leggera infiammazione al tendine rotuleo. Non sono problemi da sottovalutare. È meglio aspettare ed averli completamente recuperati che rischiarli per l'inizio del campionato o della Champions e poi perderli magari per tutta la stagione".
Questo fatto la obbliga a modificare un po' la sua organizzazione di gioco?
"No. Ad esempio, Mei ieri ha giocato 90' e la squadra non si è accorta che in difesa giocava un ragazzo che la passata stagione era un Primavera. Questo ora non è un problema, quando inizieranno le gare ufficiali dovremmo tener conto che potremmo avere in campo un giocatore di poca esperienza. Dico veramente, vedendo questi ragazzi lavorare con noi, che non sarà una sorpresa se, ad esempio, Santon dovesse già giocare nella mia squadra. Per me un buon giocatore può avere 16 anni quanto 40. Lui è un bravo giocatore, questo ragazzo mi piace molto".
quest'ultima parte l'ho sottolineata perchè è molto interessante. fa capire, infatti, che lo special one ci farà crescere i nostri giovani. santon e mei saranno due di questi. basta ricordare cosa ha fatto con mikel al chelsea...