Luminux
Qualcuno mi racconta o mi linka la storia di vanni e pacciani?
http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_...ietro_Pacciani
A ventisei anni Pacciani sorprende la fidanzata (appena 15enne) in atteggiamenti intimi con un altro uomo, tal Severino Bonini e uccide a coltellate il rivale, costringendo la ragazza ad avere un rapporto sessuale, proprio accanto al cadavere
Ecco in breve il profilo ei compagni di merende
Pietro Pacciani (1925-1998) - contadino, ex
partigiano identificato come il "capo" dei "compagni di merende" è un uomo violento, quasi analfabeta ma furbo. Prima di essere accusato degli omicidi del "mostro" aveva già avuto seri problemi con la giustizia. Nel 1951 era stato condannato per l'
omicidio di un rivale in amore (sorpreso in intimità con la sua fidanzata) e negli anni Ottanta aveva di nuovo conosciuto la prigione con l'accusa di aver abusato sessualmente delle due figlie. I profili psicologici elaborati da vari esperti (compreso l'
FBI ) tenderebbero ad escluderlo dalla lista dei "sospettabili". Il "mostro" sarebbe infatti una persona colta e intelligente, abile nel tiro a segno e con ottime conoscenze anatomiche, di altezza superiore al metro e ottanta e con gravi problemi di
iposessualità (se non addirittura di
impotenza) in altre parole un soggetto completamente diverso da Pacciani. Condannato in primo grado ma assolto in Appello per i delitti del "mostro". È morto nel 1998 in circostanze mai chiarite. Si ipotizzò una morte per cause naturali, probabilmente dovuta ad un
infarto, evento possibile per un soggetto che ne aveva già avuti due, ma voci mai smentite insistono per un
omicidio.
Mario Vanni - ex postino di San Casciano, soprannominato
Torsolo,
alcolista e con problemi mentali, è l'unico ancora in vita dei "compagni di merende". Accusato dal "
pentito"
Lotti di aver partecipato agli omicidi delle coppiette, col ruolo di asportare dai poveri corpi i macabri
feticci. È tutt'ora recluso in carcere dove non ha mai ammesso alcuna responsabilità. Pare che recentemente abbia parlato di presunti complici, tra cui un "
omone nero" ma le sue precarie condizioni psico-fisiche rendono tali dichiarazioni decisamente inattendibili.
Giancarlo Lotti - operaio disoccupato, avrebbe confessato la partecipazione ad alcuni degli omicidi, sia pure il ruolo secondario di "palo". La sua credibilità come testimone "pentito" è dubbia, in quanto Lotti, per sua stessa ammissione
alcolista fin dall'adolescenza, aveva un
quoziente intellettivo assolutamente al di sotto della norma (pari a circa 50, vale a dire il livello di un bambino di circa 6 anni) e tendenze alla
mitomania. Condannato a 26 anni di reclusione non è mai stato incarcerato, perché beneficiario dello speciale regime di protezione per testimoni. È morto nel 2002 a causa di non meglio spiegati problemi epatici.
Fernando Pucci - disoccupato, amico di bevute di Lotti, da quest'ultimo tirato in ballo per gli ultimi due delitti (quello di
Vicchio e quello degli
Scopeti). Affetto da
oligofrenia e invalido al 100% non è mai stato processato per i delitti e non ha mai fatto ammissioni significative.