Alastor85
Gmc ormai sta attraversando un periodo davvero brutto, ormai la rivista ha perso troppi redattori storici e i nuovi arrivi non convincono affatto come i vecchi membri. Oltretutto le recensioni dei giochi (Parlo del numero di Agosto letto in vacanza in Irlanda) paiono davvero troppo entusiastiche. Insomma a me piu che altro sembra che Gmc stia cadendo nel baratro anche perche' Tgm a quanto pare si sta riscattando non poco come rivista (Io non l'ho piu comprata da parecchi mesi pero' in giro ne sento parlare bene)

A me non sembra minimamente. Poi io, che amo in particolar modo i giochi dove il mio ego si può ingrandire senza fare troppi danni (gestione politica, conquiste, diplomazia come Europa Universalis o Democracy) ho trovato molto interessante l'ultima recensione del cc84ars redazionale, all'anagrafe Claudio Chianese, di Geo-political Simulator.
A parte che l'ho riconosciuto ancor prima di aver letto il nome (ah, Claudio, prima o poi ti scrivo un MP per delle info perchè quel gioco mi ha provocato diverso sbavo e lo voglio provare) del recensore, ma mi è sembrata fatta bene.
Come tutti c'è da fare la gavetta con i giochi meno famosi, ma già vedo delle personalità particolari.
Leggi quanto è complicata, ma anche quanto è accurata la recensione di geopolitical simulator (che ho sottomano, e per la quale ancora sbavo). Quanti recensori avrebbero notato e saputo motivare la critica alla tipologia di governo dell'Iran? Solo persone di cultura. Sono piccole cose, ma che si fanno notare.
Che dire, poi, ricordo l'arrivo di Mozzanica. Anche lui sta facendo la sua gavetta, ma è molto obiettivo nelle sue recensioni (ora non ricordo l'ultima che ho letto, ma essendo appassionato delle piccole produzioni le leggevo con interesse) e mi piace come scrive.
Vedremo come gestiranno la cosa, e vabbè, il fatto che il "buco" lasciato da Kevorkian sia stato usato in questo modo è solo un fatto positivo: non era sempre motivo di critiche per la redazione che mancasse un contatto con il pubblico?
Eccolo.
Ancora scontenti?
E allora c'è qualcos'altro sotto, non è possibile essere sempre insoddisfatti.