ROMA (21 agosto) - Goldman Sachs lancia l'allarme recessione. A un anno dallo scoppio della crisi dei mututi subprime, quelli ad alto rischio, la banca d'affari americana vede nero per le prospettive dell'economia globale.
Per l'istituto statunitense un gran numero di paesi, pari alla metà dell'economia mondiale, e in particolare gli Usa, il Giappone, Eurolandia e la Gran Bretagna sono «in recessione o rischiano significativamente la recessione nei mesi a venire», come scrive da Londra l'economista Binit Patel secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg.
Secondo Patel le probabilità di una recessione globale non superano però il 20%, dato che la Cina dovrebbe continuare a correre ad un ritmo di circa il 10% sia quest'anno che il prossimo. «L'espansione continua e robusta, anche se il rallentamento, della Cina e di altri paesi emergenti - secondo l'economista di Goldman - porterà la crescita globale al 3,9% quest'anno e al 3,6% il prossimo».
Brusco rimbalzo del petrolio. Il prezzo dei derivato sull'oro nero hanno toccato il livello di 122,02 dollari al barile, il più elevato delle ultime due settimane e mezzo su base intraday. A contribuire al rialzo i prezzi, spiegano i trader, le tensioni tra la Russia e la comunità occidentale ma in particolare modo le scommesse da parte dei fondi speculativi che il fondo dei prezzi possa essere stato toccato lo scorso venerdì a 111,34 dollari al barile.
Carburanti. Nei primi sei mesi del 2008 il prezzo al consumo del gasolio auto è cresciuto del 31,1% e quello della benzina del 12,5 per cento. Lo rende noto l'Unione Petrolifera.
VENEZIA (21 agosto) - Debiti raddoppiati in cinque anni per le famiglie italiane. L'esposizione media (comprendente mutui per l'acquisto della casa, prestiti per l'acquisto di beni mobili, credito al consumo, finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili) ha toccato nel dicembre del 2007 i 15.765 euro. Lo rileva un'analisi della Cgia di Mestre, sottolineando che in cinque anni, tra il primo gennaio 2002 e il 31 dicembre 2007, l'indebitamento delle famiglie è quasi raddoppiato: in questo periodo la crescita media è stata infatti del 93,28%.
Le "sofferenze" maggiori a carico dei nuclei familiari riguardano la provincia di Roma, dove si arriva ad una media di 21.949,94 euro. In cinque anni invece il record della crescita del debito è di Napoli, con un aumento del 116,36%.
In ogni caso sono moltissime le province che hanno in sostanza raddoppiato il loro indebitamento: in 20 hanno avuto una crescita superiore alla media e le poche province che si situano in coda alla classifica vedono comunque una crescita del 50% circa, con un minimo al 42,45%.
«Le città più indebitate - rileva Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - sono quelle che registrano anche i livelli di reddito più elevati. Non è da escludere che tra questi "indebitati" vi siano anche delle famiglie appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, appare evidente che la forte esposizione in queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente. Altra cosa è quando analizziamo la variazione di crescita registrata negli ultimi anni. Nei primi posti abbiamo molte città del Sud. Ciò sta a significare che questo aumento è probabilmente legato al perdurare della crisi economica che ha indotto molte famiglie a ricorrere a prestiti bancari per affrontare questa difficile situazione».
Secondo l'analisi della Cgia in coda alla classifica dell'ammontare del debito da onorare nei confronti degli istituti di credito o degli istituti finanziari a fine 2007 sono le famiglie del Sud. Quelle residenti nella provincia di Isernia sono indebitate per 7.119,83 euro, a Reggio Calabria per 7.099,05 euro, a Benevento per 6.951,66 euro e, infine, a Vibo Valentia per 6.769,92 euro.
Fonte : Il messaggero
E ovviamente L'italia fa la sua parte in un contesto in discesa , sembra che gli italiani non vogliano capire che come prima non si puo' piu' spendere, che la ricchezza non e' piu' quella degli anni 80-90 .
Sono stato in vacanza in Sardegna e ho visto gente senza sdraio, seduti per terra sulla spiagga a comprare una birra in 3 e mi sembra abbastanza esemplificativo di quello che sta succedendo.
Ma in realta' che cosa sta cambiando ? Perche' tutto aumenta e le tensioni tra gli stati si fanno difficili?C'e' che parla di bolla speculativa, di crisi simile al 29 , di terza guerra mondiale, di picco delle risorse energetiche , di decadenza dei costumi e degli effetti della globalizzazione. Dove stiamo andando secondo voi ?
Quello che mi sembra strano e' che in tv non se ne parla, la gente sembra non preoccuparsi in apparenza e tutto sembra tranquillo come al solito, poi pero' vediamo i discount pieni,la gente che preferisce un pranzo al bar, che non va in vacanza e.....alcune marche di spaghetti costano 5 euro al kg ...