La prima stagione è quella più interessante sotto il profilo psicologico dei personaggi e la loro storia, riguardo agli eventi dell'isola a dir la verità dice poco e niente. In compenso, è quella che fa partire tutto, e con i temi migliori secondo me (Crocodile Locke e Hollywood & Vines su tutti). Il finale però è troppo telefonato, anche se spettacolare. Di tutte è quella più claustrofobica, in certi frangenti provoca anche dei disagi.
La seconda stagione è quella con l'atmosfera migliore, il Cigno è sicuramente la miglior location di tutta la serie e la storia del pulsante da premere ogni 108 minuti è veramente geniale. Inoltre vengono introdotti e/o approfonditi degli ottimi personaggi, la contrapposizione finale John Locke - Mr. Eko si mangia tranquillamente quella tanto acclamata dello stesso Locke con Linus. Sul finale è veramente da capogiro. Inoltre Desmond si autoproclama giustamente miglior nuovo personaggio, combattendosela con Eko.
La terza stagione ha una partenza goffa, forse migliore di quella della seconda ma con i flashback più orridi della serie (Ulteriori Istruzioni worst Locke ever). Inoltre rende antipatici alcuni personaggi: Locke non è più quello di una volta, Jack è odioso, i nuovi non convincono... Buono l'approfondimento sugli altri, ma ancora devo capire perché abbiano inserito Juliet Burke. Buon personaggio, ok, ma che ha fatto fino ad ora? Niente. Ha comunque il finale migliore di tutte e quattro, ma troppo poco per consacrarla.
La quarta stagione è bella, ma totalmente vuota. I flashforward hanno praticamente ucciso l'approfondimento dei personaggi, sembra che sia incentrata solamente su Benjamin Linus, e i boaties da "cattivi" non convincono per nulla. Buone alcune nuove aggiunte come Miles o Daniel, ma il tutto è veramente troppo poco colorato, e il finale è prevedibilissimo. Troppa azione, che non lascia nulla. Inoltre si sta spaziando troppo verso la fantascienza, cosa che con il vero Lost c'entra ben poco.
In conclusione, direi che le migliori stagioni sono le prime due, a pari merito. Sono quelle che più riescono ad amalgamare più generi diversi senza sforare in uno o in un altro, e quelle che accendono di più l'interesse. Dalla terza il calo è solamente psicologico, ma davvero pesante, arrivando a togliere tutto quanto tolto il gusto della scoperta. L'isola che scompare alla fine della quarta stagione è un chiaro segno: Lost è rinato, ma dovremmo vedere come. Per quanto mi riguarda, ogni tanto mi rivedo alcune puntate vecchie (quelle cardine), mentre ieri ho fatto fatica a rigustarmi il finale della quarta stagione su Rai 2. Peccato.