
Mi fa piacere che ti sia deciso a farti un minimo di pub(b?)licità da queste parti.
Sono un amico dell autore, ed ho avuto il piacere di leggere il libro prima come bozza e poi come libro fatto e finito. Devo dire che avevo sempre spronato Davide a terminare il libro, e sono stato molto contento quando Arduino lo ha preso, parecchio tempo fa (per chi lo ha chiesto, dal momento in cui lo ha inviato agli editori, fino alla stampa, mi sembra di ricordare circa due anni, ma chiedete a lui per migliori riferimenti)
Come mi dovrei sentire dunque (ma soprattutto come si sentirà lui) per il fatto che ha gia pronti in cannna altri due libri da inviare agli editori? (mancano solo le revisioni finali). Un minimo di euforia è permessa a tutti e due credo.
I due libri in questione sono:
- Il secondo tomo della trilogia di Peter Loy
- Un Thriller-Horror, e non dico di più. (In questo terzo libro si nota un salto di qualità nello stile da far paura ragazzi!)
Desiderate una breve analisi del libro?
Un'avventura veramente graziosa, farcita dei tipici canoni della fantasy tradizionale. Quindi Elfi, nani, e goblin, si, ma tutti "rimasterizzati" in stile steam, una delle peculiarità del fantasy Cantoniano

. Le città sono caratterizzatissime, a partire da Glittermourne, Dagus Lyim e SteelTalon, la città Forgia. L'architettura urbana è uno dei punti forti del libro ragazzi!
Che altro dire... lo stile è ricchissimo dei vocaboli più disparati, che, sebbene siano molto specifici per il campo di cui si sta trattando (ad esempio vengono utilizzati molti tecnicismi per parlare di armi da fuoco o armi da taglio) talvolta impediscono alla narrazione di assumere quella fluidità che ci si aspetterebbe in quel frangente. Insomma, il vocabolario del mio amico, qui, non è proprio da mentecatto, anzi, a volte è anche troppo aulico!
Pros
- Una storia tradizionale ma non troppo.
- Ambientazione di carattere Steam, quindi diversa dal solito fantasy.
- Una particolare fantasia nella descrizione degli ambienti, veramente caratteristici
- Un vocabolario altamente tecnico e vasto.
- Nomi veramente evocativi.
- Grogleaf Quordiquercia
Cons
- Un vocabolario a volte sin troppo vasto, che occasionalmente appesantisce la narrazione
- Personaggi non troppo approfonditi psicologicamente e nei rapporti con gli altri
- Il carattere usato è troppo piccolo, e disturba la lettura. D'altronde l'impaginazione è stata davvero ardua, neanch'io pensavo che dalle duecento pagine circa di fogli A4 sarebbeo uscite 638 pagine in carattere minuscolo!
Ciao!