Il mondo è rosso. Un mare di rosso. Anneghi nel rosso, lo bevi, ci vedi riflesso il sole. Ripercorri mentalmente la tua vita. Ti chiami Edgar Lascombe, sei un uomo di mezz'età, professione: semplice muratore. Hai una vita da
(e se questo rosso fosse sangue?)
uomo medio, piacevole, moglie rompipalle e tre figli adorabili, quando dormono.
Come sei finito nel rosso non lo sai. Non lo ricordi. Già, ricordi. L'ultima cosa che ti viene in mente è un parcheggio lucente, bruciante di luce bianca, e tante macchine, tutte in fila, parcheggiate. Ma non macchine normali. Macchine che sembrano vive, i parafanghi bocche, i fanali occhi. Cerchi di scacciare il frammento di memoria, e ci riesci. No, pensi. Le macchine non erano vive. Una macchina NON può essere viva, e lo sai. Lucidità. Cerca di essere lucido. Alzati dal rosso, alzati. Devi farlo. Non puoi starci dentro tutto il giorno. Devi capire. Dove sei, cosa fare ora.
Devi
(sanguesanguesangue)
alzarti!
Boccheggiando, sollevi le ginocchia, e subito un crampo le blocca. Cazzo! Male, fa male! Scuoti la gamba, la muovi, la sbatti per terra, la fletti, fa male, cazzo, fa MALE! Il dolore si trasforma presto in un semplice pulsare sordo. Ricadi nel rosso, a faccia in su, e ora, perlomeno, puoi vedere il cielo. Azzurro, privo di nuvole. Azzurro... cerchi di risollevarti di nuovo. Vicino a te scorgi un sasso.
Lo afferri, fai leva su di esso, e su, su, e via! In piedi! Ma non dura molto, la gioia. La visuale si riempie presto di puntini neri, che si moltiplicano a dismisura, e subito un vuoto ti fa stringere i denti... le mani cominciano a intorpidirsi, ma non PUOI permettertelo. Devi capire dove cazzo sei, e lo devi capire ora.
Il senso di vuoto è così intenso che per poco non cadi di nuovo. Poi tutto inizia a schiarirsi, fortunatamente. Ora puoi vedere.
Sei su... il niente.
Sotto di te ci sono le nuvole, grigie, probabilmente piene di pioggia. Ecco perché alzando gli occhi non le vedevi. Cazzo, sono sotto.
O cazzo... o Cristo... oh... NO!
Non puoi svenire ora! Sei sospeso sul niente, ma sarà un sogno. Già, ci deve essere una fottuta, ma logica, spiegazione.
Dove eri sdraiato, ora puoi vedere chiaramente
(e che cazzo, avevi RAGIONE!)
la pozza di sangue. Ti tasti, rapidamente. Ma non trovi ferite. Altro mistero, altra parte del sogno, ti dici. Fletti il collo alla tua sinistra. E vedi il sasso, solo che, in realtà, non è un sasso. E' un cilindro metallico.
Che fai, ora? Tutto quello che vuoi...