Finalmente qualcuno che ne comincia a parlare un pò.!Finalmente.
Che l'uomo non derivi "direttamente" dalla scimmia, penso, sia oramai un dato incontrovertibile.Quel "direttamente", virgolettato, vuol far riferimento al fatto che, pur idealmente e geneticamente ( ci separa circa il 3% di differenza, se non ricordo male ) imparentato a questo mammifero, l'uomo moderno, come lo conosciamo, ovvero Homo sapiens sapiens, è apparso dal nulla, discendente del Cro-Magnon.I pochi millenni che lo separano dall'uomo di Neanderthal rappresentano il paradosso più evidente della teoria evoluzionista : il Cro-Magnon, e il Sapiens Sapiens rappresentano un passo evolutivo talmente marcato rispetto al Neanderthal, sia in termini di sviluppo fisico, sia, propriamente, dello sviluppo enorme della massa cerebrale, che non si è ancora riusciti a trovare una risposta, o meglio, una connessione che leghi questi due esseri.
Per pura puntualizzazione, poi, vorrei far notare che è inutile, oramai, tirare in ballo la Bibbia e la Creazione Divina.E' inutile perchè la Bibbia non è altro che un surrogato che ingloba miti,leggende,e fatti storici di popoli precedenti,per lo più i mesopotami.Eventi come il Diluvio Universale sono raccontati da popoli ancor prima che venissero menzionati nei vangeli.Addirittura i popoli del mesoamerica conoscevano il mito del "giudizio universale".
Il termine "Adamo", poi, più che indicare un individuo specifico, che nella Bibbia è identificato come il primo essere creato da Dio, è rilevato, dalla cultura mesopotamica come l' "Adamu", ovvero il "lavoratore primitivo";un curioso rimando con il compito biblico assegnatogli dal Signore, ovvero "prendersi cura" del giardino dell' E.DIN.
Gargoyle
Il "disegno intelligente" è l'ennesima versione del famoso "
dio dei vuoti": si cerca di far entrare la presunta azione di dio là dove ancora la scienza non è arrivata.
Nello specifico, il disegno intelligente non nega che le tappe dell'evoluzione umana sia diverse da quelle oggi accettate, ma sostiene che a spingere verso questo particolare tipo di evoluzione fosse la "mano invisibile" di dio.
Inutile dire che questi tentativi di inserire l'azione di dio nel mondo sono sempre infruttuosi, perché con l'avanzare delle consocenze scientifiche gli spazi che possono essere lasciati al "dio dei vuoti" sono sempre di meno: i "vuoti" si stanno riempiendo e dio a poco a poco sta facendo i bagagli

Le conoscenze scientifiche sono conoscenze sperimentali.Si elaborano modelli per spiegare l'Universo che vanno bene solo fintanto che reggono.Poi li si cambia.La storia del pensiero scientifico è piena di teorie prima accettate e poi accantonate perchè non più capaci,con il tempo, di dare esaurienti spiegazioni a determinati aspetti di un fenomeno.
Se da un lato questo mette in evidenza il progresso cognitivo umano, dall'altro evidenzia i limiti stessi di una conoscenza "circostanziale", valida per il tempo che basta.
Saverione
Ci va eccome, la scienza non si occupa di Dio e non ha bisogno di interventi sopranatturali per spiegare la realta' osservata; nell'attimo in cui metti in campo Dio o quant'altro non ti stai piu' occupando di scienza propriamente detta, stai colmando quello che non sai con un qualcosa che ti risolve magicamente la soluzione.
Non condivido.Ma prima devo fare una puntualizzazione.Togliamoci di bocca il concetto di Dio come professato dalla religione cristiana.Il paradosso rappresentato da discussioni del genere è costituito dal fatto che si bandisce il concetto di "Dio" da discussioni che vertono sull'ambito scientifico, ma tenendo in considerazione il concetto di Dio cristiano.Ovvero, si scaccia la religione dal campo scientifico,ma si usa la stessa religione per farlo : un controsenso.Il fatto che esista un Dio senziente che ha creato l'Universo conosciuto, e tutto ciò che esiste,così come l'uomo, non è detto che sia vero nel senso più proprio del termine.Ciò non lo esclude nemmeno.
Quello che voglio dire è che, nonostante il valore del progresso scientifico, i suoi limiti risiedono proprio nella presunzione di poter dare una spiegazione a tutto.Ciò è figlio anche di un "misunderstood" dei seguaci successivi di Galileo,e del metodo Galileano stesso, incapace di spiegare ciò che non risulta "ripetibile" sperimentalmente, e quindi ritenuto "non scientifico".Non ammettendo i limiti della scienza, si cade in un vortice di incongruenza in cui si finisce per dar ragione alla religione.
Postulare l'esistenza di un essere creatore dell'universo non è di per se "antiscientifico";anche perchè, giocando ad andare a ritroso, si deve pur ammettere un principio, o anche un postulato, sui quali, tra l'altro, è basata la nostra scienza,oltre il quale non è possibile andare.Ciò non significa parlare necessariamente di un Dio Demiurgo, cosciente e artefice del mondo.Significa solo accettare il fatto che i limiti strutturali e terrenamente "finiti" dell'uomo non sono capaci di trattare concetti "infiniti", allo stesso modo in cui è impossibile scrivere tutti i numeri in una vita.