Gothic Dragon
Io mento in continuazione.
Non lo faccio per malizia, non lo faccio per dei fini a meno che questi non siano inconsci, e in caso, ovviamente, non me ne rendo conto. Mento senza accorgermene, e mento perché mi viene spontaneo. Paradossalmente, le "grandi" bugie mi risultano difficili da concepire, e non sarei in grado di inventarmene di buone, di quantomeno credibili. Non mi limito a storpiare a a gonfiare le storie, né ad aggiungere dettagli inesistenti, enfatizzandone altri, togliendo qualcosa, pompando altro. No, io creo anche. Anzi, forse è pure l'attività principale della mia esistenza. Alla gente non viene mai il sospetto che menta: lo faccio da una vita, e proprio perché spesso non mi rendo conto di stare mentendo, queste falsità risultano spontanee, nella loro palpabile consistenza. Mento alle persone più importanti della mia vita, a me stesso con lucidità, e questo solitamente non mi causa problemi, soltanto uno spiacevole sovrapporsi di personalità e ricordi, che forse potrebbero essere veri perché io li ho evocati, ma almeno finché durerà il ricordo "reale", avranno sempre l'aspro sapore della menzogna. Ogni cosa che esce dalle mie labbra contiene qualcosa di inesatto, qualche innesto. Ho creato una vita che non è esattamente quella che invece è, e continuo a farlo, però senza rendermene conto, anche solo per il mero piacere del raccontare storie, considerato che una vita nuda e cruda, la maggior parte delle volte, è insipida, e io detesto le cose insipide.
Ho mentito a scuola, a diversi colloqui di lavoro, e ho capito che, se non sei consapevole di stare mentendo, e non menti in maniera da comprometterti, con una certa coerenza, alle persone non verrà nemmeno la voglia, di controllare la veridicità di queste affermazioni, e tu sei "salvo", di conseguenza.
Ma solo esteriormente, perché ogni tanto (come ora) capita di sentirsi persone spregevoli. E questo perché alla falsità associamo d'istinto la consistenza viscida di un verme, persone disgustose, laide, un po' come ai grassi associamo la simpatia, o ai molto magri la perenne malattia, la sensazione di insano. Certo, stereotipi, ma socialmente accettati e impossibili da sradicare. E i dubbi nascono da questo. Io mi ritengo una buona persona. Ma mento. E chi mente difficilmente è una buona persona? Se io dicessi ai miei amici che mento anche a loro, in continuazione, questi avrebbero ragione di piantarmi in mezzo alla strada, ma se c'è qualcosa su cui non mento, è che con loro mi trovo, a loro voglio bene. Ma non potrebbero capire. Ed è naturale. Ma se dovessero scoprirmi per quello che sono? Un grande mentitore? Come reagirebbe la gente che mi prende in considerazione come una persona onesta e affidabile? Che succederebbe? Come potrei spiegare il motivo per cui lo faccio? Al momento in cui nemmeno io lo so con esattezza? Come posso vivere con questi dubbi che mi rodono? Non sono mai sincero, mai. Rendersene conto è sempre brutto. Mi impongo di non pensarci, solitamente. Però la società smetterebbe di prendermi in considerazione se lo sapesse?
Le miei bugie sono dei tipi più disparati. Sembra quasi che la verità non mi piaccia. Nemmeno c'è uno schema logico. Se sono stato al supermercato, e dico che, invece, ho passato la giornata a casa, dove starebbe la spinta per mentire? L'ho fatto senza pensarci due volte, punto.
Non posso smettere, non saprei nemmeno da dove cominciare.
Voi come considerereste una persona come me, se ve la trovaste davanti? Se foste amici di una persona del genere, e scopriste la "verità", come la prendereste? Accettereste delle spiegazioni?