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  1. L'avatar di costanet costanetcostanet è offline #46
    21-10-09 14:34

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    A parte il fatto che il Mezzogiorno non riceve più soldi a pioggia da parecchi anni (e ora col federalismo fiscale non ne riceverà in ogni caso, forse), comuqnue il taglio dei fondi (che sarebbero quelli europei) non avrebbe nessuna conseguenza sulla società meridionale perchè in ogni caso i cittadini meridionali questi soldi non li hanno mai visti, perciò per loro averli o non averli è assolutamente irrilevante.
    Un'osservazione sui post che sono ben argomentati ma di diffile lettura, sarebbe meglio divederli in paragrafi.

    Non metto in dubbio che al sud vi siano persone operose e oneste e non faccio certo una questione di DNA. Semplicemente osservo che l'attuale stato di cose è una sintesi di un substrato che storicamente ha portato a questi equilibri, laddove tutti hanno avuto qualcosa da guadagnare.

    In cambio di una limitazione di libertà e iniziativa anche personale si è avuta la possibilità di entrare a far parte di clientele dei potentati di turno e i vantaggi sono nella vita di tutti i giorni, impercettibili magari ma non meno presenti, chesso' un impiego statale, una pensione di invalidità, un lavoro socialmente utile, una borsa di studio, mancati controlli su lavoro nero, la cultura del paghero' (in quanti negozi del sud ci sono i libretti con i conti in sospeso) cose ,si badi, presenti anche al centro-nord ma che qui diventano cemento della coesione sociale.

    Si calcola che la disoccupazione al sud arrivi a punte del 25%, ma ci rendiamo conto che è un tasso piu' elevato di quello delle crisi degli anni 30 o dei paesi del dopoguerra e che in quasiasi paese ci fosse davvero ci sarebbe una rivoluzione con i morti? E' chiaro che la struttura sociale di "protezione" locale, la clientela in senso lato, ha costutito un forte elemento di attenuazione delle tensioni e delle crisi.

    Per cambiare quella metalità occorrerebbe davvero un'esportazione della democrazia ma credo che si finirebbe per trovare che "Il canto dei Sanfedisti" è purtroppo di estrema attualità anche oggi.
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  2. L'avatar di Scudrera ScudreraScudrera è offline #47
    21-10-09 15:01

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    Un'osservazione sui post che sono ben argomentati ma di diffile lettura, sarebbe meglio divederli in paragrafi.

    Non metto in dubbio che al sud vi siano persone operose e oneste e non faccio certo una questione di DNA. Semplicemente osservo che l'attuale stato di cose è una sintesi di un substrato che storicamente ha portato a questi equilibri, laddove tutti hanno avuto qualcosa da guadagnare.

    In cambio di una limitazione di libertà e iniziativa anche personale si è avuta la possibilità di entrare a far parte di clientele dei potentati di turno e i vantaggi sono nella vita di tutti i giorni, impercettibili magari ma non meno presenti, chesso' un impiego statale, una pensione di invalidità, un lavoro socialmente utile, una borsa di studio, mancati controlli su lavoro nero, la cultura del paghero' (in quanti negozi del sud ci sono i libretti con i conti in sospeso) cose ,si badi, presenti anche al centro-nord ma che qui diventano cemento della coesione sociale.

    Si calcola che la disoccupazione al sud arrivi a punte del 25%, ma ci rendiamo conto che è un tasso piu' elevato di quello delle crisi degli anni 30 o dei paesi del dopoguerra e che in quasiasi paese ci fosse davvero ci sarebbe una rivoluzione con i morti? E' chiaro che la struttura sociale di "protezione" locale, la clientela in senso lato, ha costutito un forte elemento di attenuazione delle tensioni e delle crisi.

    Per cambiare quella metalità occorrerebbe davvero un'esportazione della democrazia ma credo che si finirebbe per trovare che "Il canto dei Sanfedisti" è purtroppo di estrema attualità anche oggi.
    Magari lo fosse!

    Scusatemi se scrivo in modo poco chiaro, ma ho troppe cose da dire e i pensieri mi si accavallano.

    Queste che tu mi citi sono comunque tutte conseguenze della difficile situazione economica generata dall'operato della criminalità organizzata e della mala politica che strozzano, come si è detto precedentemente, il decollo dell'economia.
    Anche qui si possono fare degli esempi concreti: prendiamo due zone diverse della periferia di Napoli: Bagnoli e Scampia.
    Bagnoli è stata storicamente sede di grossi impianti industriali, lì il popolo ha sviluppato quella cultura del lavoro che rende il quartire tranquillo e la gente politicamente consapevole.
    Scampia invece è nata dall'esigenza di alcuni politici di fare delle residenze popolari senza dare nessuna prospettiva poi alle popolazioni che sarebbero dovute andare ad abitare nella zona.
    Qui come si intuisce ci troviamo di fronte a due tipi di politica e a due tipi di risultati contrapposti. Lì dove è stato creato del lavoro la popolazione è generalmente disciplinata e matura. Al contrario nelle zone in cui si è data la precedenza agli interessi politico-criminali e non a quelli della popolazione si è venuta a creare una situazione di estremo degrado e pericolosità, il tutto accentuato dal fatto che queste zone continuano ad essere abbandonate a se stesse.
    In entrambi i casi parliamo di napoletani di periferia, eppure abbiamo due realtà perfettamente contrapposte, segno che la buona politica può effettivamente generare benessere e quindi buoni cittadini, mentre quella collusa con la criminalità va a creare situazioni di estremo degrado e incivilità, indipendentemente dalla storia e dalla cultura dei cittadini (che in questo esempio sono identiche).
    Perciò dico che il giusto operato delle istituzioni può effettivamente cambiare le cose in modo drastico e positivo in tutto il sud (e in tutta Italia), il nostro problema è che questo non avviene! E i sintomi di questo malgoverno si manifestano col clientelismo, l'assistenzialismo, il lavoro nero, il basso senso civico che oggi sono edemici lì dove spadroneggiano le mafie.
    Basterebbe semplicemente che il territorio venisse amministrato normalmente per cambiare la situazione completamente: questo processo dalle mie parti è già avvenuto in alcune zone che in passato erano molto difficili, e oggi se ne raccolgono i risultati positivi.
    La mafia è una questione politica ed economica, non storica o culturale. Si può definire storica in quanto affonda le sue radici negli intrallazzi che avvennero dopo lìunità d'Italia, ma quegli intrallazzi avvenivano perchè lo stato era ormai assente al sud e i più furbi ne approfittarono per prendere il potere e arricchirsi. Purtroppo questo andazzo è continuato fino ad oggi come possiamo ben vedere qui...
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  3. Shub Niggurath #48
    21-10-09 15:40

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    Si calcola che la disoccupazione al sud arrivi a punte del 25%, ma ci rendiamo conto che è un tasso piu' elevato di quello delle crisi degli anni 30 o dei paesi del dopoguerra e che in quasiasi paese ci fosse davvero ci sarebbe una rivoluzione con i morti?
    Guarda che in spagna sono al 20% di disoccupazione, contando sempre i filtri con le maglie più strette, e non vedo scene di lotta armata. Nel michigan mi pare siano al 22%...
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  4. L'avatar di Scudrera ScudreraScudrera è offline #49
    21-10-09 16:26

    Ecco un'altra interessantissima inchiesta dell'Espresso sull'argomento (non l'ho letta tutta perchè non ho tempo):
    Brusca rivela: Riina disse che il nostro referente nella trattativa era il ministro Mancino. Ma dopo l'arresto del padrino, i boss puntarono su Forza Italia e Silvio Berlusconi
    http://espresso.repubblica.it/dettag...stato/2112777/
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  5. L'avatar di costanet costanetcostanet è offline #50
    21-10-09 21:51

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    Magari lo fosse!

    Scusatemi se scrivo in modo poco chiaro, ma ho troppe cose da dire e i pensieri mi si accavallano.
    No assolutamente scrivi piu' che chiaramente e fluentemente solo che dovresti dividere in paragrafi i periodi rendendo piu' facile la lettura che a video risulta come un blocco unico che spaventa

    Poni spunti interessanti nel post e certamente carichi di ottimismo, ma , quando si parla di intervento dello stato che dovrebbe regolarizzare le cose, a chi pensiamo quando si parla di stato se non ai rappresentanti eletti democraticamente?

    La classe politica locale è stato a tutti gli effetti, gestisce in loco un potere delegato dallo stato centralizzato, ma stato è. E questi non è che si autoeleggono, insomma se nelle elezioni in Sicilia abbiamo un famoso 61-0 per il centrodestra qualcosa vorrà pur dire.
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  6. L'avatar di costanet costanetcostanet è offline #51
    21-10-09 21:58

    Citazione Shub Niggurath Visualizza Messaggio
    Guarda che in spagna sono al 20% di disoccupazione, contando sempre i filtri con le maglie più strette, e non vedo scene di lotta armata. Nel michigan mi pare siano al 22%...
    La Spagna viene da un boom economico che aveva alzato la normale occupazione di molti punti e il rimbalzo è anche dovuto a questo non solo alla crisi.

    Inoltre mentre il tasso dell' Italia del sud è cronico in Spagna non è mai stato cosi' alto, mi riferisco a tassi "cronici" di disoccupazione, di lungo periodo che darebbero luogo a crisi sociali se non vi fossere calmieri di altro tipo.

    In USA il concetto di disoccupazione non ha mai spaventato, il concetto di posto fisso è quasi un'offesa negli Usa.

    Oggi sono in crisi, ma lascia che quei tassi si mantengano per una decina di anni e vedi anche li che succede.
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  7. L'avatar di Scudrera ScudreraScudrera è offline #52
    21-10-09 22:15

    Citazione costanet Visualizza Messaggio
    No assolutamente scrivi piu' che chiaramente e fluentemente solo che dovresti dividere in paragrafi i periodi rendendo piu' facile la lettura che a video risulta come un blocco unico che spaventa

    Poni spunti interessanti nel post e certamente carichi di ottimismo, ma , quando si parla di intervento dello stato che dovrebbe regolarizzare le cose, a chi pensiamo quando si parla di stato se non ai rappresentanti eletti democraticamente?

    La classe politica locale è stato a tutti gli effetti, gestisce in loco un potere delegato dallo stato centralizzato, ma stato è. E questi non è che si autoeleggono, insomma se nelle elezioni in Sicilia abbiamo un famoso 61-0 per il centrodestra qualcosa vorrà pur dire.
    Non ho mai detto il contrario, però solamente io non considerei come espressione sincera della popolazione l'attuale classe politica meridionale.
    Infatti molti politici vengono eletti e rieletti grazie alle proprie clientele che vengono mantenute costantemente in un limbo che rende necessario ai cittadini-clienti l'affidamento al politico, perchè il povero disgraziato troppo spesso non ha altri modi per vivere se non quello di sperare in un posto di lavoro ad hoc proveniente dall'eventuale eletto. L'alternativa a questo sarebbe sicuramente qualcosa di illegale. Perciò l'elevata disoccupazione rende succubi dei potenti larghe fette della popolazione che vengono usate dai politici a loro piacimento, illudendole o passandosele a vicenda.
    Come ho già detto precedentemente i politici sono gli unici a disporre di un potere tale che possa far si che le cose cambino positivamente, però capisci meglio di me che per molti di loro eliminare le clientele rappresenterebbe la propria fine, quindi perchè mai dovrebbero farlo? Loro d'altronde non entrano certamente in politica con l'intenzione di fare il bene comune (in genere promettono solamente ma raramente mantengono la propria parola), mi sembra chiaro che la politica nei punti chiave del sud si basi essenzialmente sulla collaborazione con le mafie.

    Io penso che la classe dirigente di un territorio debba esprimere il meglio della società di un territorio. Ora i politici meridionali sono il meglio della società meridionale? La risposa è NO, perchè il sud sforna da sempre la maggior parte dei migliori intelletti d'Italia. Allora perchè continuaiamo ad essere governati da degli stupidi delinquenti?
    Il problema non è nemmeno tanto di natura elettorale perchè in fin dei conti al sud sia la destra che la sinistra hanno abbondantemente le mani in pasta in affari illecitim (tu hai citato la Sicilia, ma io posso citarti tranquillamente Abruzzo, Campania, Calabria, Puglia per il PD), le clientele sono solo una misura di sicurezza per alcuni politici ma spesso non ce n'è nemmeno bisogno perchè il sistema di malaffare in gran parte dei casi si estende all'intero arco costituzionale.
    Come al solito mi domando: ma allora chi è che dovrebbe controllare? Perchè questa gentaglia che ci governa non viene allontana/arrestata/incarcerata? Perchè non fare luce sui tanti misteri che collegano mafia e politica? Perchè ancora viene concesso a tanti (tutti) politici e ammnistratori di dubbissima fama di detenere posti di grande potere?
    Lo stato sa o non sa che questo andazzo crea all'economia della metà inferiore del proprio territorio delle difficoltà insormontabili? Lo stato è conscio che queste difficoltà insormontabili condizionano tutta l'Italia? E se lo sa perchè non vengono prese le adeguate contromisure? Eppure basterebbe poco: qualche magistrato e un buon dispiegamento di forze dell'ordine. Guardacaso però i magistrati vengono messi in condizione di non potere svolgere efficientemente il proprio lavoro (a volte vanno addirittura incontro a strane morti) e la polizia viene intralciata dalla carenza di mezzi adeguati. A questo punto è chiaro che il problema viene creato dallo scarso controllo, per non dire la compiacenza, che lo stato ha sempre usato nei confronti del sistema di malaffari che caratterizza la politica meridionale.
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  8. matto999 #53
    21-10-09 22:46

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    La morte di Borsellino, a detta di alcuni pentiti, non era in programma...
    Bisogna vedere se si è dovuto tagliar fuori quest'uomo perchè era a conoscienza delle trattative imminenti e ne era disgustato o se è per via dell'intervista rilasciata in cui accusava un imprenditore di avere contatti con la mafia e di ammettere di star indagando su di lui...
    di che imprenditore stiamo parlando?
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  9. Shub Niggurath #54
    22-10-09 19:48

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    Si, va bene, però considera sempre che per fare quegli interventi sono bastate giusto le briciole dei fondi europei, perchè noi qui stiamo parlando di cifre altissime. Con tutti i soldi che sono arrivati ci potevamo trasformare nel Lussemburgo, nella Silicon Valley. Però non è stato così. Dov'è andato a finire il grosso del malloppo?
    I fondi europeri servono, però diamine bisogna controllare a cosa sono destinati, bisogna destinarli a progetti ben precisi che creino sviluppo. Ma se come al solito finiscono nei rivoli delle amministrazioni che li affidano ai soliti amici degli amici allora a che servono? Fanno solo danni così, bisogna controllare sempre almeno a livello europeo.
    Ma è logico, io ti sto parlando di una sola provincia e di qualche comune all'interno della provincia...ovviamente da lì passano pochi soldi rispetto al totale (gestito dalle regioni, nel nostro caso prima Chiaravalloti e poi Loiero - uomo dei servizi segreti secondo voci attendibili -). E nonostante il buon governo si tratta comunque di convivere con delinquenti vari, paesi interi in mano ai mafiosi e vari giochi di potere all'interno del partito (siamo provincia rossa ). Insomma, è per dirti che, anche quando non ci sono grandi statisti ma comunque politici decenti, qualche risultato si vede e vengono anche votati dalla popolazione.
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  10. L'avatar di Scudrera ScudreraScudrera è offline #55
    22-10-09 19:53

    Citazione Shub Niggurath Visualizza Messaggio
    Insomma, è per dirti che, anche quando non ci sono grandi statisti ma comunque politici decenti, qualche risultato si vede e vengono anche votati dalla popolazione.
    Su questo sono perfettamente d'accordo, mi sa che stiamo dicendo le stesse cose.
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