Ogni tanto spunta un thread sul jazz e dura più o meno una settimana prima di sparire nell'oblio...
Comunque a grandi linee (ma molto grandi) c'è da sapere che il jazz è un "genere" decisamente vasto, che racchiude al suo interno (un po' come il rock e tutte le altre categorie) diversi stili e correnti. Ciò che riveste un'importanza basilare nel jazz è l'improvvisazione, la libertà di costruire assolo e variazioni su una struttura semplice (semplice solo sullo spartito, perchè poi viene stravolta come meglio si crede, molti brani e standards jazz si basano su pochi accordi semplici e da lì i musicisti sviluppano il tutto in mille modi diversi, tanti quanto lo permette una conoscenza approfondita delle regole armoniche). Checchè se ne dica, il jazz, per quanto libero, dipende comunque dalle regole tonali, cioè dalle stesse regole musicali presenti nel pop, nella musica leggera, nella musica classica e via dicendo. Quando si sfocia nella dodecafonia, nella libertà assoluta per così dire, la gente di solito si rompe i coglioni perchè non capisce niente.
Come disco per partire ti consiglio
Kind of blue di Miles Davis, pietra miliare del jazz d'ogni tempo. In quel disco sono presenti alcuni dei migliori jazzisti, lo stesso Miles Davis, di cui puoi ascoltarti liberamente qualsiasi cosa perchè è tutto importante e nella sua carriera ha toccato praticamente tutti i generi e sottogeneri del jazz, il pianista Bill Evans, John Coltrane al sax (consiglio vivamente
Giant Steps), Julian Adderley.
Altri artisti che consiglio sono Keith Jarrett (
Koln concert è da ascoltare senza indugio), Joe Pass per la chitarra. Più recenti, andando verso terreni jazz-fusion, Pat Metheny e Weather report.