Scusate se vi ho fatto aspettare tutto questo tempo, eccovi il capitolo
CAPITOLO 16
Garet e Dylan tornarono al palazzo municipale per riferire al Maestro ed agli altri ciò che era successo. Dylan, grazie al ruolo decisivo che aveva avuto nello scontro appena concluso, acquistò maggiore sicurezza e consapevolezza nelle proprie potenzialità.
"Finalmente, eccovi, ma dove vi eravate cacciati? Stavo quasi partendo per venirvi a cercare... e cos'è quel... coso che hai sulla schiena, Garet?"
"Abbiamo avuto un piccolo contrattempo, Last..." rispose garet ponendo con molta attenzione quel flaccido corpo su un logoro divanetto verde pieno di strappi.
"Quattro mostri simili a quello che hai davanti ci hanno attaccato... non sappiamo perchè, non ce l'hanno detto, e non sappiamo nemmeno da dove vengano... l'unica cosa che uno di loro si è lasciata sfuggire è che sono stati creati da qualcuno, non sappiamo nient'altro."
Last si avvicinò al cadavere e, dopo averlo fissato con attenzione, lo toccòp: la sua mano penetrò attraverso il suo corpo. Subito, orripilato, last la ritrasse e la agitò per scacciare una strana sostanza gelatinosa che gli era rimasta appiccicata.
"Ma di cosa è fatto questo coso?!" - urlò - "ma che schifo!!! Dovevate proprio portarlo qui!?"
"Volevamo farlo vedere al Maestro, forse lui nella sua infinita conoscenza ne potrebbe sapere di più... a proposito, sai dov'è? E dove sono gli altri?"
"Il Maestro si è ritirato in una stanza a meditare... non credo che sia il caso di disturbarlo. Gli altri sono in giro, qui da qualche parte, questo edificio è grandissimo, e possiamo starci sicuramente comodi tutti quanti, anche se la qualità è quello che è... sporcizia, polvere e insetti dappertutto, crepe nei muri e mobili mezzi andati. Ma va bene lo stesso, è già tanto che abbiamo trovato un posto, visto quello che passa in convento..."
Detto questo, Last uscì per fare due passi e prendere una boccata d'aria, con la speranza di trovare qualcosa da fare per mantenersi in allenamento.
Dylan e Garet, invece, andarono in cerca di qualche altro compagno, per riferire anche a loro la notizia, in attesa che il Maestro fosse disponibile. Non osavano interromperlo nella sua meditazione.
Rambo aprì lentamente gli occhi. Una forte emicrania, dovuta al durissimo colpo che aveva ricevuto, lo affliggeva. Il dolore, che lo intontiva non permettendogli di ragionare con lucidità, e il buio pesto in cui era immerso, non gli permettevano di capire dove si trovasse. Capì, però, di essere bloccato ad una sedia: le sue mani erano legate dietro lo schienale, ed anche le gambe lo erano a quelle della sedia. Le corde erano talmente strette e resistenti da non permettergli di muoversi. Provò ad usare la sua forza muscolare per spezzarle o, al limite, allentarle, ma non c'era nulla da fare, erano troppo resistenti persino per lui. Una voce interruppe il silenzio di quella scena, procurando in Rambo, per la prima volta nella sua vita, paura e timore, che però seppe non lasciar trasparire.
"Finalmente ti sei svegliato, era anche ora."
Rambo, nonostante il cerchio alla testa che lo opprimeva e la paura, rispose:
"Fatti vedere, dove sei?!! Dove ci troviamo, cosa volete da me?!! rispondi!!!!"
"Calmino, qui gli ordini li do io, se permetti. E ti conviene abbassare la cresta, se non vuoi una morte lenta e dolorosa."
L'interlocutore di Rambo accese una lampada ad olio che si trovava appesa al soffitto. La stanza venne inondata di luce e l'interlocutore di Rambo divenne visibile. era uno dei mostri che l'avevano rapito.
"Fate ciò che volete, non mi importa nulla di morire!!"
"sta tranquillo, non morirai, per ora. Il nostro capo ci ha espressamente detto che vuole essere lui ad avere questo onore. Ci ha però concesso di poterci divertire con te, a patto di non ucciderti. E di là ci sono altri mostri come me che non aspettano altro che di sfogare su di te la loro malvagità. Preparati, pregherai che il nostro capo giunga presto per porre fine al tuo supplizio."
detto ciò, il mostro utilizzò i suoi poteri per endere solido e duro come l'acciaio il suo pugno destro, col quale colpì rambo in pieno stomaco. Costui strinse i denti per non urlare di dolore: il suo onore non glielo permetteva. Doveva resistere, pensava tra sè e sè, doveva vendicare Paul e sconfiggere i Docnik prima di morire.
"No, mai visto nulla del genere, questa volta mi cogliete impreparato..."
Il Maestro stava osservando il corpo disteso sul divano, di cui non sapeva dire nulla.
"Sicuramente non è un Docnik, non ne ha minimamente l'aspetto..."
"E allora cosa diamine è?" intervenne Nowe.
"Piacerebbe saperlo anche a me, ma di una cosa possiamo stare certi: d'ora in poi la nostra battaglia sarà ancora più difficile,se, oltre che con i Docnik, dobbiamo vedercelo anche con questi cosi..."
"Beh, non vedo tutto questo problema, se in quattro non sono riusciti a procurare grossi problemi a due soli di noi, vuol dire che dopotutto non sono così pericolosi." disse Last.
"Io non li sottovaluterei, Last, potresti incappare in un grave errore di valutazione." gli rispose Raziel.
"Non li sto sottovalutando, quello che ho detto è semplicemente la verità"
"Ad ogni modo bisogna scoprire al più presto qualcosa su di loro, bisogna fare qualcosa" intervenne Bob.
"Non preoccuparti bob" - gli rispose il Maestro - "se tra i loro scopi c'è anche la nostra eliminazione, non tarderanno a fasri nuovamente vivi, magari in maggior numero. Allora cercheremo di carpir loro qualche informazione, prima di eliminarli".
Rambo era esausto. Sentiva che le forze piano piano stavano per abbandonarlo. Era pieno di lividi ed ematomi in ogni parte del corpo. Lacrime gli uscivano dagli occhi e gli rigavano il volto. Era la prima volta che piangeva in vita sua.
"Ah, il grande Rambo che piange come una ragazzina, che scena patetica!"
Ma il suo aguzzino si sbagliava di grosso. Quelle non erano lacrime di dolore fisico. Quello era l'ultimo dei suoi pensieri. Le sue lacrime erano dovute al suo amico Paul, che sarebbe rimasto senza vendetta.
"Perdonami Paul, è finita" - sussorrò Rambo tra sè e sè - "non riuscirò a vendicarti, perdonami. Un uomo, per forte che sia, non può competere contro mostri del genere. Perdonami."
Il mostro che gli si parava davanti ebbe una grandiosa idea. Chissà quale sarebbe stata la reazione di Rambo a quello che stava per dirgli? Sarebbe stato estremamente divertente.
"Senti Rambo, prima di morire, ti piacerebbe sapere tutta la verità su chi siamo noi e su chi è il nostro capo?"
Rambo alzò la testa e lo fissò negli occhi con sguardo fisso ed orgoglioso.
"Bah, sappi che prima di tutto noi non siamo Docnik. Siamo mutanti creati in laboratorio e dotati, come hai potuto vedere, di poteri immensi. il nostro scopo è la conquista del pianeta ed instaurare una nuova dittatura che vada a sostituire quella dei Docnik. Il nostro scopo è dunque eliminare chiunque possa meterci i bastoni tra le ruore, come te e i Docnik stessi."
"Ma allora ci siete voi dietro all'omicidio di Paul, non i Docnik! Ma come cazzo fate a sapere dell'esistenza della nostra organizzazione segreta, nemmeno i Docik ne sono a conoscenza!?
Il mutante sogghignò.
"povero stolto Sai chi sono i nostri due padroni? Il primo è il nostro creatore, un grandissimo scienziato. Il secondo è il suo più stretto collaboratore, un uomo che tu conosci molto bene. Ma che in realtà conosci ben poco, se non sospetti minimamente di lui."
"Di chi stai parlando? Chi è il vostro capo? Perchè dovrei conoscerlo? Rispondi cazzo, rispondi, testa di cazzo!!!!"
"Colui che ci ha ordinato di rapirti è... il tuo "amico" Soap McTavish!"
Rambo rimase di sasso. non sapeva cosa rispondere.
"Non è vero!! Lui non può aver fatto una cosa del genere!! E' un mio compagno!! Mi state solamente prendendo per il culo!! Volete torturarmi sia psicologicamente che fisicamente, è questa la verità!! Bugiardi!!!!"
Il mutante si stava divertendo come un pazzo.
"Libero di pensarla come vuoi. Ma sappi che è stato McTavish in persona ad eliminare Paul. E se non credi alle sue intenzioni malvagie, eccoti una prova..."
Il mutante orese da una scaffale un vecchio dvd impolverito e lo inserì in un lettore. Sullo schermo di una televisioncina apparvero due figure. Una era Soap, l'altra un uomo che Rambo non aveva mai visto. Le due figure si trovavano in una specie di laboratorio pieno di vasche con strani esseri dentro.
"Quando saranno pronti i tuoi mutanti, Uzzo?" disse Soap.
"Ci vorranno solamente più poche settimane, Soap, e poi saranno pronti."
"Bene, con questi mutanti dalla nostra parte diventare i nuovi padroni del mondo sarà un giochetto da ragazzi..."
"Esatto, ci sbarazzeremo facilmente sia dei Docnik, che di quella stupida organizzazione di cui fai finta di far parte. Il mondo tornerà in mano alla stirpe umana, anche se solo a noi due!"
Il video sarebbe continuato ancora per un bel pezzo, ma il mutante lo interruppe. La parte saliente era conclusa. quella era la prova che il mutante diceva il vero: Soap li aveva traditi.
"Voglio solo più chiederti una cosa: perchè hai voluto rivelarmi tutto? Non è una mossa stupida ed avventata?"
"Per divertirmi. E non è una mossa stupida, visto che non hai speranze di salvezza."
"Si, Uzzo, tutto a posto. i mutanti hanno ubbidito ai miei ordini ed hanno rapito Rambo. Ho ordinato loro di aspettare ad ucciderlo, voglio farlo io, per me sarebbe un gran piacere."
Soap chiuse il suo telefonino ed uscì dalla sua stanza. subito un uomo si precipitò verso Soap e, ansimando, disse:
"Buone notizie Soap! Grazie alla cimice di Leopold siamo riusciti ad individuare l'ubicazione di Rambo. Si trova in un vecchio capannone a sud-est di qui, molto lontano, e abbiamo scoperto che è possibile mettersi in contatto radio con quel posto: ciò vuol dire che forse potremmo scoprire cosa è successo a Rambo e se è ancora vivo!"
Per Soap non poteva arrivare una notizia peggiore. Ma doveva mostrarsi contento, aveva ancora bisogno dei suoi "compagni".
"Molto bene, benissimo, allora ci metteremo subito in contatto radio, aspetta solo un attimo."
Soap tornò nella propria stanza e chiuse a chiavei modo che nessuno potesse entrare Compose un numero sul cellulare e se lo pose all'orecchio. Rispose uno dei mutanti che si trovava al capannone dove era nascosto Rambo.
"Brutte notize, qui hanno soperto che si possono metterein contatto radio con voi. se mi rifiuto di farlo la mia copertra salterà. Dovete farmi parlare con Rambo, dirò che lo salveremo, poi dovete are così: lo uccidete e sgobrate il post. Così quando io e gli altri verremo lì per salvarlo, loro non sospetteranno di me."
Detto questo, Soap interruppe la chiamata e raggiunse gli altri.
Intanto nella stanza dove si trovava Rambo un secondo mutante fece irruzione e disse al primo:
"Aiutami a slegare rambo, devo sbito portarlo nell'altra stanza, non c'è tempo per le spiegazioni!"
I due mutani velocemente sciolsero le corde che opprimevano l'uomo. quello che fino a alloralo aveva torturato disse:
"Ma cosa c'è di cos importante da richiedere tutta questa fretta?"
"Soap ha teefonato ed ha detto che vuole assolutamente parlare con rambo, ti spiegherò tutto nei dettagli dopo, ora non c'è tempo."
Il secondo mutante prese con sè Rambo ed uscì dalla stanza. Il primo rimase di sasso, pensanso tra sè e sè:
"Forse era meglio non dirglielo di Soap, cazzo..."
Gli altri due raggiunsero un altra stanza debolmente illuminata, come la precedente, da una lampada ad olio che pendeva dal soffitto. Al centro della stanza v'era un grande e spazioso tavolo con poste sopra alcune apparecchiature per la comunicazione via radio, ed alcune sedie. Nella stanza erano presenti altri tre mutanti. Rambo fu posto di forza su una delle sedie. alle apparecchiature provenivano alcuni rumori ed alcune voci. Il mutante indicò a Rambo una specie di microfono e lo intimò di rispondere. Rambo ubbidì, e riconobbe subio la voce.
"Rambo, stai bene? Sono riuscito a convincere chi ti ha rapito a farmi parlare con te. Non preoccuparti, verremo a salvarti, verremo a prenderti..."
Rambo rinforzò la presa sul microfono, la stanza fu per un attimo illuminata dal chiarore di un fulmine, e, biascicando, disse:
"Soap... Soap... sono io che vengo a prenderti!!"
Rambo, raccogliendo le ultime gocce edi forza che gli erano rimaste, afferrò un machete che teneva appeso ai pantaloni e lo lanciò velocemente verso il collo del mutante che gli era più vicino, senza che questi avesse il tempo per accorgersene, decapitandolo. Gli altri, stupefatti dall'energia e dalla forza che Rambo stava dimostrando nonostante tutto quello che aveva subito, rimasero inizialmente basiti. Rambo ne approfittò per afferrare una lunga sbarra di ferro che era lì vicinò e decapitare un'altro mutante. Gli altri due mutanti rimasti cercarono di colpirlo, ma Rambo riuscì a schivare i loro colpi mostrando grande velocità. Doveva scappare prima che gli altri due mutanti riprendessero le loro sembianze, non poteva schivare i colpi di quattro avversari contemporaneamente. Rambo intravide con la coda dell'occhio una finestra. Correndo più veloce che poteva si diresse verso di essa e la ruppe con la sbarra, uscendo fuori dall'edificio con un balzo. Ora doveva assolutamente seminarli: per portarlo in quel posto i mutanti dovevano per forza aver utilizzato dei veicoli. Si guardò intorno, e le sue aspettative non vennero deluse: non lontano scorse alcun moto. Ne inforcò una e subito si allontanò da quel posto. Ora due cose occupavano la sua mente: capire dove si trovava, e andare a fare una visitina a Soap.
Nefarious si trovava in un grande laboratorio, dove molti scienziati Docnik stavano effettuando ricerche di vario tipo. In particolare quello di fianco a lui stava esaminando un piccolo campione dalla strana sostanza gelatinosa di cui erano composti quegli strani esseri che avevano cercato di eliminare Nefarious e Remilia Scarlet. Dopo alcuni minuti lo sienziato, senza girarsi e mantenendo la schiena ricurva e la testa sul campione, disse:
"Certamente non sono esseri naturali. Devono essere stati creati in laboratorio, questo senza ombra di dubbio."
"E chi potrebbe possedere una tecnologia così avanzata, a parte noi? Sicuramente non quei guerrieri con cui abbiamo combattuto in quel villaggio, non avevano l'aria di essere grandi scienziati, e poi non avrebbero mai potuto tenere un laboratorio in un posto angusto come quello. E se anche fosse, credo che ce li avrebbero sguinzagliati già allora questi mostri..."
"Ma a parte loro, chi altri vuole eliminarci? Tutti gli altri esseri umani sono stati assogettati..."
"A questo non so proprio rispondere... ma se vogliono veramente eliminarci, non tarderanno ad attaccarci di nuovo: basterà catturarne uno e costringerlo a darci informazioni... voglio andare a fondo di questa questione. Ora riferirò tutto a Remilia e decideremo sul da farsi, ti chiedo solo più un ultima cosa: pensi che sia possibile scoprire il procedimento di creazione di questi esseri per poterli poi creare anche noi ed usarli nella lotta contro quei guerrieri dell'altra volta? Voglio vendicarmi per come mi hanno ridotto, e il loro aiuto, unito a quello delle truppe Gocnik sbarcate da Bryo con Remilia, potrebbe rivelarsi fondamentale..."
"Potrei provarci, in ogni caso non garantisco nulla... comunque ci proverò e le farò sapere, generale Nefarious"
"Ti ringrazio"
Nefarious uscì dal laboratorio e si diresse vesro la stanza di Remilia per riferirle tutto.
"Cosa!!!!???? Rambo è fuggito!!!!!????? Ma come avete fatto a farvelo sfuggire da sotto i nasi!!!!!????? Siete una manica di incompetenti, di esseri senza cervello!!! E ora chi glielo dice ad Uzzo!!!??? Ma non preoccupatevi, ve la farò pagare!!! Ma soprattutto, come cazzo faceva Rambo a sapere la verità su di me!!??"
"Mi dispiace, signor McTavish, ma sembra che uno di noi, per divertirsi, abbia pensato bene di rivelare a Rambo la verità e di divertirsi della sua reazione..."
"Ma come cazzo vi è venuto in mente di fare una cosa simile!!!??? Ma cosa avete nel cervello, le scimmie urlatrici, la segatura o tutto insieme!!!??? Come cazzo vi è venuto in mente di prendere iniziative senza nemmeno il mio consenso, senza nemmeno informarmi???!!! Tutto ciò che dovevate fare ve l'avevo spiegato per filo e per segno, non era nulla di difficile, ma siete riusciti a fallire lo stesso. La gente qui, nonstante la frase di Rambo, non sospetta ancora di me, ma, conoscendolo, Rambo si sarà subito messo in moto per cercarmi, e io non posso allontanarmi da qui! Se mi trova sono un uomo morto!! Dovete trovarlo prima che lui trovi me ed eliminarlo subito, è troppo pericoloso per lasciarlo ulteriormente in vita, chi se ne frega se non sarò io a dargli il colpo di grazia! Ma prima assicuratvi che quel cialtrone che ha rivelato tutto a Rambo venga eliminato!!"
"Sarà fatto, signore..."
Finalmente Rambo riconobbe dove si trovava. Dopo aver seminato i suoi aguzzini e dopo molte ore di corsa in moto senza una meta precisa, dalla cima di un'altura Rambo riconobbe un piccolo centro ubano, che conosceva molto bene. Era infatti il suo paese natio, dove era cresciuto ed aveva trascrso gran parte della giovinezza. Non poteva avvicinarsi oltre perchè ora quella città era gominata dai Docnik, avvicinarsi in quelle cndizioni sarebbe stato fole. Ma ora sapeva orientarsi e sapeva la strada per raggiungere il suo quartier generale: Soap aveva le ore contate.