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#46
22-02-10 15:51
nessuno ?
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Rockandrollman ![]()
#46
22-02-10 15:51
nessuno ?
albidemezzox ![]()
#47
25-02-10 15:48
Resuscito il topic per segnalare un avvenimento incredibile, accaduto nell'arco di tempo di una decina di minuti: osservate qui il grafico Inteday di Allianz: è passata da 82 basso ad 86, per poi tornare ad 82. Qualcuno sa a cosa è legato questo incredibile (e momentaneo) aumento?
Murray Rothbard ![]()
#48
17-03-10 12:53
Unicredit a bomba (+6%) dopo il bilancio 2009, con ottimo utile netto sopra le attese, alla faccia della crisi.
Murray Rothbard ![]()
#50
29-03-10 02:02
Murray e la sua scuola austriaca ti suggeriscono che a breve saranno alzati per drenare la liquidità di denaro a buon mercato immessa nel sistema.
E questo provocherà una depressione molto severa, anche se necessaria.
Posso dire di essere d'accordo.
Alienation ![]()
#51
29-03-10 02:09
Murray Rothbard ![]()
#53
29-03-10 02:33
Sì, non so a voi, ma qui la spiegano con un'impronta Keynesiana/neoclassica. E' vero che negli ambienti universitari, o nei salotti radical chic, gli austriaci sono visti come il male assoluto, però diamine, von Mises, Hayek e soci hanno dannatamente ragione.
Sino a qualche mese fa credevo che la crisi fosse finita e che i catastrofisti fossero degli stregoni che ciarlavano. Ora posso dirlo con certezza: mi sbagliavo, avevano ragione.
In breve, ci sono delle evidenti analogie con la crisi del 1929, la matrice è uguale: i tassi troppo bassi, il denaro creato dal nulla a buon mercato per anni, gli stimoli governativi continui, l'inflazionamento monetario, che hanno distorto il mercato, provocando una serie di errori imprenditoriali inevitabili, dai beni capitali, ai beni di consumo. Nella crisi attuale i governi hanno addirittura peggiorato le cose aumentando in modo inverosimile la spesa pubblica, a cui faranno seguito inevitabili aumenti della pressione fiscale che daranno il colpo di grazia all'economia.
Per me la vera crisi depressiva arriverà una volta che alzeranno i tassi al livello naturale per ritirare l'enorme massa monetaria, e verranno meno gli stimoli.
Sull'argomento - nonostante sia un volumaccio - un libro è la bibbia: La Grande Depressione, di Rothbard. Inquietante.
Murray Rothbard ![]()
#56
29-03-10 15:00
Per quanto riguarda i mercati azionari, essi risentono naturalmente di questi effetti. Al momento ritengo che i prezzi siano sovrastimati, in quanto una buona parte del denaro a buon mercato è stato riversato in azioni. Conta che il DJ è "solo" un 25-30% sotto i massimi del 2007, anno in cui i nodi cominciarono a venire al pettine.La fase depressiva inizia con la fine dell'inflazione del credito e può proseguire senza alcun ulteriore cambiamento della quantità di moneta.
La deflazione si manifesta però quasi sempre. Anzitutto l'inflazione ha luogo come espansione del credito bancario; ebbene, le difficoltà finanziarie e i fallimenti dei debitori fanno si che le banche si contengano e contraggano il credito. (NOTA: Si sostiene spesso che, siccome le imprese possono trovare poche opportunità di profitto durante una depresisone, la loro domanda di crediti cade, per cui prestiti e offerta di moneta si contraggono. Ma quest'argomento trascura il fatto che le banche, se lo desiderano, possono acquistare titoli e quindi sostenere l'offerta di moneta incrementando i loro investimenti; viene così compensata la diminuzione dei presiti. La spinta verso la contrazione proviene percò sempre dalle banche e non dalle imprese che si indebitano).
Un'altra caratteristica secondaria che spesso si accompagna alla depresisone è un incremento della domanda di moneta. Questa "lotta per la liquidità" è il risultato di diversi fattori: (1) gli attori economici si attendono che i prezzi cadano, a causa della depressione e della deflazione, tengono così più moneta e consumano di meno proprio in attesa di tale caduta; (2) i debitori cercano di pagare i loro debiti, che ora vengono messi a rientro dalle banche e dagli altri creditori, liquidando altri attivi in cambio di moneta; (3) l'emergere di perdite imprenditoriali e di fallimenti rende gli imprenditori cauti riguardo a nuovi investimenti, fino a che il processo di liquidazione non si sia concluso.
Con la caduta dell'offerta e l'aumento della domanda di moneta, la caduta generale dei prezzi è una conseguenza che segna la maggior parte delle depresisoni, anchese bisogna sottolineare che essa è causata dalla caratterisitiche secondarie della depressione, piuttosto che da quelle a essa propriamente inerenti.
Tuttavia, una caduta dei prezzi rapida e priva di ostacoli, sia generale (l'aggiustamento alla nuova relazione monetaria), sia in particolare nei beni di ordine superiore (gli aggiustamenti degli investimenti erronei avviati nella fase di espansione), porterà rapidamente a termine il processo di riallineamento ed eliminerà le attese di ulteriori diminuzioni dei prezzi. Pertanto, quanto prima avverranno i vari aggiustamenti, primari e secondari, tanto prima la domanda di moneta cadrà nuovamente. Il che naturalmente è solo una parte del ritorno generale del sistema economico alla "normalità".
La cotrazione deflattiva del credito aiuta a rendere più veloce il processo di aggiustamento, e di qui il completamento del processo di ripresa. L'aggiustamento, come sappiamo, consiste in un ritorno al rapporto desiderato tra consumo e risparmio.
In breve, ciò che può risultare di aiuto in una depressione non è un maggior consumo ma, al contrario, un maggiore risparmio (e, al tempo stesso, maggiori investimenti).
La contrazione del credito avrà un altro benefico effetto nel promuovere la ripresa.
Il primo effetto è quello di diminuire l'offerta di moneta nelle mani degli imprenditori, in particolare negli stadi di produzione a maggiore intensità di capitale. Ciò riduce la domanda di fattori della produzione in quelli stadi, riduce i prezzi di fattori e redditi e aumenta i differenziali di prezzi e il tasso di interesse.
In breve essa stimola lo spostamento dei fattori dagli stadi più intensivi verso quelli meno intensivi di capitale. Ma ciò significa che la contrazione del credito queando segue un'espansione credititzia, rende più veloce il processo di aggiustamento, consentendo al sistema economico di tornare alle proporzioni di libero mercato nel modo più rapido possibile.
Si potrebbe obbiettare che la contrazione del credito più che compensare gli errori che di producono durante l'espansione, causando essa stessa distorsioni che necessitano di una correzione.
In effetti, la contrazione del credito potrebbe compensare eccessivamente gli errori dell'espansione e, fintanto che la contrazione prosegue, può far si che il livello dei tassi di interesse sia più alto dei livelli prevalenti in un libero mercato; e può fare si che gli investimenti risultino inferiori a quelli che si avrebbero su un mercato libero. Poichè tuttavia la contraizone non causa alcun vero investimento erroneo, essa non condurrà al alcun penoso periodo di depressione e aggisutamento. Se gli imprenditori sono erroneamente indotti a credere che per gli investimentisia disponibile meno capitale di quanto servirebbe, non vi sarà alcun danno durevole sotto forma di investimenti rovinosi. Inoltre è nella natura stessa delle cose che la contraizone del credito sia strettamente limitata; essa non può proseguire oltre il limete segnato dalla precedente inflazione di credito. L'espansione del credito invece non ha tale limite.
La mia opinione? Non credo a questa ripresa.
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Wizard10 ![]()
#57
30-03-10 01:47
non credi alla ripresa, o alla ripresa *subito*?Per quanto riguarda i mercati azionari, essi risentono naturalmente di questi effetti. Al momento ritengo che i prezzi siano sovrastimati, in quanto una buona parte del denaro a buon mercato è stato riversato in azioni. Conta che il DJ è "solo" un 25-30% sotto i massimi del 2007, anno in cui i nodi cominciarono a venire al pettine.
La mia opinione? Non credo a questa ripresa.
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Wizard10 ![]()
#58
09-04-10 02:24
conoscete siti come www.fxtradermagazine.com che permettono di scaricare riviste online di finanza (e non solo di forex come per il link che ho scritto io)?
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Wizard10 ![]()
#59
11-04-10 23:28
upconoscete siti come www.fxtradermagazine.com che permettono di scaricare riviste online di finanza (e non solo di forex come per il link che ho scritto io)?
Murray Rothbard ![]()
#60
11-04-10 23:40
Qualche dato indicativo.
Nei grafici indicati: in basso gli anni; a destra il rapporto stimato Debito/pil in percentuale.
1) Nello scenario base è ipotizzato che le entrate totali governative, al netto degli interessi sul debito, rimangono costanti sui livelli stimati per il 2011
2) In questo scenario si ipotizza che ci sia una riduzione annua del deficit primario (deficit di bilancio al netto degli interessi sul debito pubblico) pari all'1% per il prossimo quinquennio
3) Nel terzo scenario si ipotizza che, oltre alla graduale riduzione del deficit di bilancio (5% in 5 anni), la spesa legata alla crescita dell'età demografica sia mantenuta al livello stiamato per il 2011.
La mediocrita' di tanti economisti, e' questo che e' sconcertante.
Professori universitari con il nome, premi nobel, giornali come il Financial Times che poi si scopre essere vicino a Goldman Sachs, l'Economist, agenzie di rating americane come Moodys che il suo principale azionista e' Warren Buffett, che non sanno oppure fanno finta di non sapere.
Ormai c'e' una enorme trattazione sull'argomento in rete, qui stiamo scoprendo l'acqua fresca.
Il PIL italiano e' stato basso confronto a USA e UK semplicemente per il debito. Gli italiani non si sono indebitati cosi' tanto come americani ed inglesi.
http://seekingalpha.com/article/1276...2008-by-sector
Ora il debito USA e' vicino al 400%, e' saturo.
E ogni debito aggiunto crea sempre meno PIL.
Quel grafico e' originariamente di Legg Mason (non ho indagato i dettagli, mi fido). Ad es. in questo pdf del 2003 lo trovi a pag 11
http://www.rcgai.com/articles/InflationPressures.pdf
Una giustificazione che mi viene in mente banalmente e':
1000$ di debito per beni strumentali aggiunge N*1000$ al PIL.
1000$ di debito per beni di consumo (come un TV, un auto, o un mutuo casa) quanto aggiunge ? esattamente 1000$ ? Correggetemi se sbaglio.
Se negli anni recenti il debito veniva usato sempre di piu' per i consumi, quel rapporto tende sempre di piu' a 1. La conseguenza e' che se non si crea PIL, i debitori non possono ripagare il debito, e vanno in default.
Ma il bello (!) viene ora, quel grafico si ferma al 2008.
Qualcuno sta proseguendo il grafico con la stessa metodologia, e.... rullo di tamburi... adesso e' negativo ! Sotto zero. Ogni dollaro di nuovo debito sta distruggendo PIL. Il nuovo debito non crea nulla, va a ripagare il vecchio.
Antal Fekete su safeheaven a marzo 2009 scriveva:
Negative marginal productivity
Why is a negative marginal productivity of debt a sign of an imminent economic catastrophe? Because it indicates that any further increase in indebtedness would necessarily cause economic contraction. Capital is gone;
Beh ora ci siamo, e' negativo.
Tra l'altro cio' e' compatibile anche con il Money Multiplier, che ora e' minore di 1: ogni dollaro creato dalla FED diventa 0,84$, finisce tutto nel buco nero dei subprime.
http://research.stlouisfed.org/fred2/series/MULT
Il motore USA non puo' piu' tirare, il gioco si e' interrotto, la crescita del PIL USA a cui eravamo abituati non puo' piu' avvenire.
Chi ha bisogno di tanti auguri non e' l'Italia, ma sono USA ed UK.
Il futuro (anzi, ormai e' il presente) sara' come vuole il libero mercato, non quello finto degli americani, ma quello vero della scuola austriaca.
E senza le "previsioni" dell'OCSE o dell'opinione degli economisti.
Alla faccia della ripresa.
E adesso dimmi: ti fidi a comprare azioni?