Pioveva, pioveva ininterrottamente da due giorni. Le scintillanti proiezioni olografiche del centro di Manhattan proiettavano l'ombra dei grattacieli su tutta la città.
Pioveva nella notte New Yorkese. Le sirene facevano compagnia agli insonni. Le sirene facevano compagnia a Jesper Cultons, seduto sulla sua poltrona rilassante, con una bottiglia di whisky e un bicchiere pieno appoggiati sul tavolino accanto.
Pioveva nel film che il detective della polizia di New York stava vedendo, un film di sessant'anni prima, un film di intrighi, un film che narrava l'amore tra un uomo e una macchina, l'unica macchina in grado di vivere più delle altre della sua specie.
Beyond
Capitolo 1
- Avvampando gli angeli caddero -
Il film terminò e Jesper spense la sua vecchia televisione, bevve un sorso di whisky poi si alzò dalla poltrona con il bicchiere nella mano destra. L'uomo era alto, capelli corti neri e pizzetto, occhi castani e fisico prestante. Si diresse verso la vetrata e guardò fuori: continuava a piovere. Osservò l'orologio sul muro alla sua sinistra, le quattro e un quarto. Bevve un altro sorso.
La caotica New York dormiva sotto la pioggia incessante; dal suo appartamento all'interno di uno dei tanti grattacieli che circondavano il Ground Zero Memorial, Jesper osservava tranquillo l'isola di Manhattan. Terminò di bere il bicchiere di whisky, poi si allontanò dalla vetrata.
Si diresse verso la spartana camera da letto: un armadio, un letto matrimoniale, un comodino con sopra una multi-sveglia olografica e la pistola di ordinanza erano tutto ciò di cui Jesper aveva bisogno. L'uomo si stese sul letto, ripensando al vecchio film che aveva appena visto. Chiuse gli occhi nel tentativo di addormentarsi.
-Chiamata in arrivo dal centro di comando-
Proprio quando il detective stava per prender sonno, la multi sveglia iniziò a proiettare l'immagine della donna che stava chiamando, una centralinista del centro di comando della polizia di New York. Jesper si alzò dal letto.
Jesper: <Accettare chiamata.>
Centralinista: <Chiedo scusa, agente. Ho il commissario Rykers in attesa.>
Jesper: <Me lo passi.>
La multi sveglia proiettò l'immagine del commissario nella camera da letto.
Rykers: <Scusami Jesper se ti disturbo a quest'ora ma è urgente.>
Jesper: <Mi dica tutto, commissario.>
Rykers: <C'è appena stato un omicidio davanti l'Empire State Building, ho bisogno che tu vada lì al più presto.>
Jesper: <Chi è la vittima?>
Rykers: <Non lo so, ma temo sia qualcuno di importante. Mi ha svegliato il sindaco in persona. Maledetti politici, cosa non farebbero pur di essere rieletti? Se potessero, venderebbero anche le loro madri!>
Jesper: <Vado immediatamente, commissario.>
Rykers: <Molto bene, Jesper. Sapevo di poter contare su di te. Ci vediamo lì.>
La multi sveglia terminò la proiezione olografica.
Jesper si diresse verso il bagno, dopo una rapida doccia tornò nella camera da letto, aprì l'armadio e indossò degli abiti puliti: una maglia nera e un jeans scuro; si allacciò le scarpe poi prese la pistola dal comodino e la inserì nella fondina. Camminò fino all'ingresso, dalla ciotola svuota tasche prese un mazzo di chiavi, una tessera magnetica e l'orologio digitale, lo osservò: le cinque meno un quarto.
Prese il giubbotto di pelle dall'attaccapanni vicino la porta dell'appartamento, poi uscì chiudendo a chiave la porta. Non aveva mai fatto installare una serratura elettronica, non si fidava. Scese fino al piano interrato. Indossò il casco e salì in sella alla sua Ducati nera partendo alla volta dell'Empire State Building.
Pochi minuti di viaggio separavano il Ground Zero Memorial dall'Empire State Building, complici le strade deserte. Aveva smesso di piovere. Quando fu in prossimità della sua destinazione, Jesper notò i lampeggianti delle auto della polizia; si avvicinò con la sua moto parcheggiandola su un marciapiede vicino. Si tolse il casco e lo appoggiò sulla Ducati, quando un agente della polizia si avvicinò.
Agente: <Mi dispiace signore. Non può stare qui.>
Jesper estrasse la sua tessera di riconoscimento e la mostrò al poliziotto.
Jesper: <Detective Jesper Cultons, sezione omicidi.>
Agente: <Mi scusi, detective. Prego, da questa parte.>
Il poliziotto accompagnò Jesper fino al luogo dove si trovava il cadavere, lì trovò il commissario Rykers che stava parlando con il medico legale. Il commissario si accorse della presenza del detective e vi si avvicinò.
Rykers: <Buon giorno, Jesper.>
Jesper: <Salve, commissario. Si sa qualcosa dell'identità della vittima?>
Rykers: <Alexander McFlares, responsabile Ricerca e Sviluppo della Klyndian Enterprise.>
Jesper: <Klyndian? Quelli che producono le armi per mezzo mondo?>
Rykers: <Proprio loro, Jesper. Ecco perché quel figlio di puttana del sindaco era così preoccupato!>
Jesper: <Com'è morto?>
Rykers: <Lascia che ti presenti al nuovo coroner, lui ti spiegherà tutto.>
I due si avvicinarono al coroner, che stava analizzando il corpo.
Rykers: <Dottor Rogers,questo è il detective Cultons.>
Rogers: <Molto piacere, detective. Mi scusi se non le stringo la mano ma, come può vedere, ho i guanti e sono sporchi di sangue.>
Jesper: <Non si preoccupi, dottore. Sa dirmi com'è morto?>
Rogers: <Certamente, vede... Quest'uomo è stato colpito in testa da un proiettile. A giudicare dai fori di entrata e di uscita del proiettile, posso desumere che sia stata utilizzata una pistola di piccolo calibro. Ma saprò dirvi di più dopo l'autopsia...>
Jesper: <Commissario, è stato trovato il proiettile?>
Rykers: <No, ma gli agenti stanno scandagliando l'intera zona.>
Jesper si chinò per osservare il cadavere, aveva notato un biglietto fuoriuscire dal taschino della vittima.
Jesper: <Dottore, può prestarmi delle pinzette?>
Rogers: <Certamente, eccole.>
Il detective prese il foglietto con le pinzette, lo aprì con cura. Lesse il contenuto. Gli tornò in mente il film che aveva finito di vedere appena un'ora prima.
Rykers: <Trovato qualcosa di utile, Jesper?>
Jesper: <Legga qui, commissario.>
Rykers: <Avvampando gli angeli caddero... Cosa significa?
Jesper: <Non lo so, commissario... Non lo so...>