Lo ripeto qua in cima, per evitare fraintendimenti.
Non sto parlando di Teisti e quant'altro. Sto parlando di chi è convinto ancora, e non sono pochi, che Dio sia il buon vecchio essere onnipotente, onniscente, infinitamente buono che ci ha creati e che ha a cuore la nostra specie.
Dark Fra
No, impossibile. Un esempio semplice potrebbero essere due colleghi di lavoro, in competizione, che desiderano lo stesso posto offerto dalla promozione. Chi lo meriterebbe di più? Cosa sarebbero disposti a fare, per raggiungerlo? Potrebbero mai desiderare la morte del rivale, in modo tale che il loro sogno si realizzi? Accontentare tutti e due risulterebbe impossibile, di conseguenza è già una teoria che fa acqua.
Potrebbe pacificamente sdoppiare la situazione, e soddisfare l'uno e l'altro. Poteva fare in modo che i due non avessero questi desideri. Poteva non farli lavorare insieme. Dio, è onnipotente, c'è da sbizzarrirsi

Senza bisogno di tirare fuori quella roba alla "Se è onnipotente può fare anche ciò che non si può fare".
Non posso rispondere a questa domanda, semplicemente perché non riesco proprio a immaginare un mondo popolato da esseri immortali. Dovrebbe essere in costante espansione il pianeta stesso, insieme a tutte le sue risorse. Una crescita proporzionale, insomma. L'unica cosa certa è che,
al momento, nulla è eterno.
Potrebbe essere tranquillamente in espansione il pianeta, perché no? Se è onnipotente, perché non dovrebbe poter fare una cosa del genere?
Perché fino a prova contraria la vita è fatta così. Si nasce, si cresce e infine (non si sa quando) si muore. Potresti chiedermi ancora una volta il motivo per cui non siamo immortali, e a quel punto ti risponderei esattamente come ti ho risposto sopra. Una discussione, insomma, potenzialmente infinita.
Appunto, perché ci ha fatti mortali e infelici?
Per darci la possibilità di imparare, oserei dire. Prova a immaginare un bambino che osserva il fuoco per la prima volta. Il suo primo istinto sarà quello di toccarlo, senza ombra di dubbio, e ciò lo porterà a scottarsi. Dunque, è grazie alla scottatura che il bambino imparerà che toccare il fuoco è sbagliato. Ma se prima di allungare la mano Dio l'avesse fermato, dicendogli di non farlo? Avrebbe potuto risparmiarsi un po' di dolore, ma non avrebbe mai imparato che il fuoco brucia. Io, personalmente, preferirei scottarmi una, due, anche tre volte, piuttosto che limitarmi a non fare certe cose solo perché considerate sbagliate, da un certo punto di vista. Oltretutto, alcuni errori di oggi possono rivelarsi una fortuna, per il domani, o viceversa.
Non intendevo propriamente questo. Dio può farci capire cosa significhi scottarsi senza farci scottare. Può farci imparare quel che avremmo imparato dai nostri errori senza farceli commettere. Quindi, perché farci sbagliare quando può raggiungere lo stesso risultato in altri modi?
Un mondo idilliaco in cui tutti sono sempre felici e contenti sarebbe un'utopia. Molti uomini pongono, come obiettivo della loro vita, il pieno raggiungimento della felicità (chi tramite la costruzione di una famiglia, chi tramite il risparmio di soldi per puntare al capitale...). Ma se questa felicità già l'avessero? Un po' come per i regali di Natale, il bello sta anche nell'attesa. Una volta scartati sono lì, utilizzabili, e purtroppo perdono gran parte del loro fascino.
È un utopia, forse. Ma l'unico motivo per cui è utopica è perché non Dio non ha permesso che fosse realizzabile. Perché?
Shino
Sai che questa frase non ha senso e si potrebbe applicare anche a cose terrene per dimostrare proprio questo?
Proprio questo
cosa?
Ti pregherei di spiegarmi perché non ha senso, comunque. Siamo su OTV, ma le argomentazioni fanno bene comunque.
Jonhson91
Il punto è. Come si fa a rendere tutti felici?
I bisogni di ognuno entrano nei confini dei bisogni degli altri, è impossbile rendere tutti felici.
Mi chiedo perché dovrebbe esserlo. Stiamo parlando di una divinità onnipotente, o no? Perché, semplicemente, non ci ha creato in modo da essere sempre felici? Perché prevedere miseria e depressione nel suo disegno divino?
Inoltre, non si tratta di un sofismo, noi non sappiamo cosa sia essere felici. Non ne abbiamo idea.
L'abbiamo. Intuitivamente. Se preferisci, in modo da evitare di attaccarsi a questo, c'è un motivo per cui esiste quello stato d'animo che noi identifichiamo con la depressione? Perché Dio permette ai depressi di essere depressi?
Se tu sapessi come rendere tutti felici sarebbe un passo avanti, ma mi pare di capire che non lo sai, ovviamente.
Sai quale è la differenza fondamentale? Non sono Dio. Sono giustificato nel non sapere come trovare la felicità; vivo in un mondo che non posso comprendere, più di tanto non posso fare. Mi chiedo perché Mr Onniscenza non lo sappia.
Degli automi senza libertà insomma, e il libero arbitrio?
Dove sta il libero arbitrio, se Dio già sa in anticipo esattamente quel che faremo, come ci comporteremo?
L'immortalità rende felici?
La mortalità rende infelici.
Stiamo parlando di aria fritta. Che vuol dire perfetti?
Tondi.
Sempre soddisfatti della propria vita, se preferisci. Mai delusi, mai infelici, mai depressi.
Immuni dal dolore? immuni dagli istinti? dai piaceri? dai desideri? che vuol dire? E chi ha detto che tutto questo renda un uomo felice?
Nessuno. Ma siccome soffrire, cadere preda delle passioni, cedere al piacere, lasciarsi trascinare da desideri irrealizzabili sicuramente non aiuta sulla strada della felicità, il contrario peggio non può essere.
Non si può capire la Volontà divina. Amesso che esista, il suo disegno è incomprensibile a noi.
Si chiamavano paraculate, all'epoca.
Un pò come l'ateo che non si rende conto, in fondo, che la sua è una fede tanto quanto la religione.
È un'affermazione al livello di chi dice che nel PD sono ladri tanto quanto nel PDL. L'ateismo sicuramente è una presa di posizione non giustificata. Ma negare l'esistenza di qualcosa è, se preferisci, meno peggio di sostenerla senza alcun indizio di esistenza.