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#16
26-06-10 17:57
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fulminato ![]()
#17
26-06-10 20:20
le tecnologie in gran parte ci sono, eh, e dove amncano non sono gap così enormi da colmare, il punto è che il petrolio è conveniente, a fini della industria chimica anche se costasse 200 o 300 dollari al barile.Ma fanno cagare, mi si rompono sempre.
Comunque mi immaginavo percentuali anche più basse. Anche fosse il 10 o il 5% della produzione mondiale di petrolio sono comunque quantità molto grandi: io non dubito che le alternative ci sono e saranno sviluppate. Ho paura però che rischiamo di trovarci impreparati nel momento in cui il petrolio finirà. Perchè come rimpiazzi tutti quel 10% di derivati nel giro di una settimana, senza tecnologie già pronte e rodate da tempo? Si rischiano aumenti vertiginosi di prezzi e il crollo di interi mercati (i polimeri organici rientrano nell'indotto di praticamente qualsiasi cosa).
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fulminato ![]()
#19
26-06-10 20:43
che intendi? se ci sono altri fonti che si possono usare da quì a 5 anni per sotituire il petrilio? in quel caso si, il carbone (se non erro è stimato che ce ne sarebbe almeno un fattore 10 in più, però è terrificantemente più inquinante)
che cosa intendi per stoccabilità? guarda che esistono dei buoni vettori energetici, l'idrogeno per esempio è quasi maturo a livello tecnologico, e se qualcuni volesse investire 2 soldi ci sono delle ottime ricerce, per esempio un paio di ann fa avevo sientito il mio prof di lab fisica2 parlare di nuovi condensatori a superficie frattale da capacità dell'ordine di un MF, capaci di stoccare una quantità di energia sufficiente per fare 200Km a una utilitaria alla media di 60Km/h le cui dimensioni erano quelle dii un pugno umano, se si potessero mettere in produzione in serie, una batteria grossa come una scatola di scarpe sostiuirebbe tranquillamente il serbatoio di un'auto di grossa cilindrata. ovviamente non sono fonti di energia, ma è il vettore migliore che abbia mai sentito.
densità di energia altissima, sicurezza elevata (di fatto a meno di non cortocircuitare il condensatore sono perfettamente sicuri)
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Matichek ![]()
#21
26-06-10 21:52
Cazzarola che cifreche intendi? se ci sono altri fonti che si possono usare da quì a 5 anni per sotituire il petrilio? in quel caso si, il carbone (se non erro è stimato che ce ne sarebbe almeno un fattore 10 in più, però è terrificantemente più inquinante)
che cosa intendi per stoccabilità? guarda che esistono dei buoni vettori energetici, l'idrogeno per esempio è quasi maturo a livello tecnologico, e se qualcuni volesse investire 2 soldi ci sono delle ottime ricerce, per esempio un paio di ann fa avevo sientito il mio prof di lab fisica2 parlare di nuovi condensatori a superficie frattale da capacità dell'ordine di un MF, capaci di stoccare una quantità di energia sufficiente per fare 200Km a una utilitaria alla media di 60Km/h le cui dimensioni erano quelle dii un pugno umano, se si potessero mettere in produzione in serie, una batteria grossa come una scatola di scarpe sostiuirebbe tranquillamente il serbatoio di un'auto di grossa cilindrata. ovviamente non sono fonti di energia, ma è il vettore migliore che abbia mai sentito.
densità di energia altissima, sicurezza elevata (di fatto a meno di non cortocircuitare il condensatore sono perfettamente sicuri)
Immagino costerà più di mia madre però.
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WarriorXP ![]()
#22
26-06-10 22:13
Si, intendo semplicemente la capacità di immagazzinare l'energia in eccesso per eventuali cicli più bassi di produzione o più alti di consumo. Naturalmente per le commodity non è stato e non è un problema, ma per le fonti rinnovabili mi chiedevo appunto se questi contenitori tipo condensatori fossero sufficientemente sviluppati in ottica di una distribuzione in larga scala.che intendi? se ci sono altri fonti che si possono usare da quì a 5 anni per sotituire il petrilio? in quel caso si, il carbone (se non erro è stimato che ce ne sarebbe almeno un fattore 10 in più, però è terrificantemente più inquinante)
che cosa intendi per stoccabilità? guarda che esistono dei buoni vettori energetici, l'idrogeno per esempio è quasi maturo a livello tecnologico, e se qualcuni volesse investire 2 soldi ci sono delle ottime ricerce, per esempio un paio di ann fa avevo sientito il mio prof di lab fisica2 parlare di nuovi condensatori a superficie frattale da capacità dell'ordine di un MF, capaci di stoccare una quantità di energia sufficiente per fare 200Km a una utilitaria alla media di 60Km/h le cui dimensioni erano quelle dii un pugno umano, se si potessero mettere in produzione in serie, una batteria grossa come una scatola di scarpe sostiuirebbe tranquillamente il serbatoio di un'auto di grossa cilindrata. ovviamente non sono fonti di energia, ma è il vettore migliore che abbia mai sentito.
densità di energia altissima, sicurezza elevata (di fatto a meno di non cortocircuitare il condensatore sono perfettamente sicuri)
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Vivisector ![]()
#23
26-06-10 22:51
non mi preoccuperei più di tanto. Se finisse realmente sarei davvero contento, così finalmente ci si rende conto che ci sono altre fonti di energie rinnovabili, meno costose e sopratutto PULITE
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Zodd II ![]()
#24
26-06-10 23:11
E’ abbastanza unanimemente atteso per il 2012-2015 il picco del petrolio, cioè il momento in cui l’abbondanza di greggio sarà finita.
Contemporaneamente sarà finita l’abbondanza tout court, visto che il petrolio facile è il presupposto del nostro benessere e del nostro stile di vita.
I vaticini concordanti vengono da Shell, da esercito americano, da manager inglesi… All’elenco ora bisogna aggiungere anche l’Iea, l’agenzia europea che si occupa del monitoraggio delle fonti di energia.
“Picco del petrolio” non vuol dire che il petrolio finirà improvvisamente. Vuol dire che ne verrà estratto di meno rispetto a tutto quello che sarebbe richiesto dal mercato. L’aumento di prezzo è la conseguenza più immediata. Ma non solo.
La minore disponibilità di greggio si ripercuoterà sul cibo: pensate al petrolio “incorporato” nei raccolti attraverso concimi chimici, trattori, serre climatizzate. Si ripercuoterà sugli spostamenti (compresi i viaggi delle merci) e sul riscaldamento delle case.
Sarebbe, come dire?, altamente auspicabile che i politici si dessero da fare per minimizzare le conseguenze del picco. Bisognerebbe ripensare i quartieri residenziali sparsi attorno alle città, che se non hai l’auto non vai proprio da nessuna parte, e il trasporto collettivo.
Poi il cibo: se far viaggiare le derrate alimentari diventerà più difficile, sarebbe bene dare una mano (anzi, magari due) all’agricoltura, visto che l’Italia deve importare grano, carne, latte e perfino olio d’oliva. E soprattutto dare una mano all’agricoltura biologica, visto che fa a meno di sostanze chimiche di sintesi per le quali serve anche il petrolio.
Bisognerebbe coibentare meglio le case, affinchè sia possibile scaldarsi consumando meno. Diminuire, e rendere più efficiente, l’uso dell’energia elettrica. Indirizzare gli investimenti sulle energie ricavate dal vento e dal sole, che (al contrario dei soldi spesi in centrali nucleari) non hanno bisogno di anni e annorum prima di diventare produttivi.
Oltretutto le rinnovabili non dipendono dall’uranio di importazione (che richiede energie fossili per essere estratto e lavorato), non inquinano l’aria e non espongono al rischio di incidenti catastrofici.
Macchè. Non ho mai sentito un politico, nè di maggioranza nè di opposizione, fare un discorso sulla necessità di cambiare le abitudini collettive e di pianificare un futuro con meno petrolio.
La statura dei politici italiani è piuttosto bassina. Però secondo me anche loro non potranno fare troppo a lungo finta di non vedere e non sentire il picco del petrolio in arrivo.
mix ba'al ![]()
#25
26-06-10 23:20
amigo, se finisce il petrolio è un macello. hai detto bene, dipendiamo dal petrolio non solo per l'energia ma per moltissime altre cose diventate di uso comune e soprattutto massivo.
in ogni caso la vita occidentale com'è ora finirà con il petrolio, a meno che in 20 anni non si facciano enormi progressi tecnologici (dubito).
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JeiJei ![]()
#26
26-06-10 23:34
E invece di fare tutte queste cose, quando davvero la situazione sarà dimmerda per noi paesi industrializzati (o meglio, per i capitalisti dei paesi industrializzati), ci limiteremo ad invadere un altro paio di paesi del Medio Oriente, scatenando così una guerra che coinvolgerà USA, Cina, Russia, Iran, Israele, qualche malcapitato paese europeo (come l'Italia) e altri stati-carne da macello.E’ abbastanza unanimemente atteso per il 2012-2015 il picco del petrolio, cioè il momento in cui l’abbondanza di greggio sarà finita.
Contemporaneamente sarà finita l’abbondanza tout court, visto che il petrolio facile è il presupposto del nostro benessere e del nostro stile di vita.
I vaticini concordanti vengono da Shell, da esercito americano, da manager inglesi… All’elenco ora bisogna aggiungere anche l’Iea, l’agenzia europea che si occupa del monitoraggio delle fonti di energia.
“Picco del petrolio” non vuol dire che il petrolio finirà improvvisamente. Vuol dire che ne verrà estratto di meno rispetto a tutto quello che sarebbe richiesto dal mercato. L’aumento di prezzo è la conseguenza più immediata. Ma non solo.
La minore disponibilità di greggio si ripercuoterà sul cibo: pensate al petrolio “incorporato” nei raccolti attraverso concimi chimici, trattori, serre climatizzate. Si ripercuoterà sugli spostamenti (compresi i viaggi delle merci) e sul riscaldamento delle case.
Sarebbe, come dire?, altamente auspicabile che i politici si dessero da fare per minimizzare le conseguenze del picco. Bisognerebbe ripensare i quartieri residenziali sparsi attorno alle città, che se non hai l’auto non vai proprio da nessuna parte, e il trasporto collettivo.
Poi il cibo: se far viaggiare le derrate alimentari diventerà più difficile, sarebbe bene dare una mano (anzi, magari due) all’agricoltura, visto che l’Italia deve importare grano, carne, latte e perfino olio d’oliva. E soprattutto dare una mano all’agricoltura biologica, visto che fa a meno di sostanze chimiche di sintesi per le quali serve anche il petrolio.
Bisognerebbe coibentare meglio le case, affinchè sia possibile scaldarsi consumando meno. Diminuire, e rendere più efficiente, l’uso dell’energia elettrica. Indirizzare gli investimenti sulle energie ricavate dal vento e dal sole, che (al contrario dei soldi spesi in centrali nucleari) non hanno bisogno di anni e annorum prima di diventare produttivi.
Bella la politica.![]()
mix ba'al ![]()
#27
26-06-10 23:45
eliminare un po' di uomini non farà certo male.E invece di fare tutte queste cose, quando davvero la situazione sarà dimmerda per noi paesi industrializzati (o meglio, per i capitalisti dei paesi industrializzati), ci limiteremo ad invadere un altro paio di paesi del Medio Oriente, scatenando così una guerra che coinvolgerà USA, Cina, Russia, Iran, Israele, qualche malcapitato paese europeo (come l'Italia) e altri stati-carne da macello.
Bella la politica.