Scusate se ricopio qui la discussione, ma dacché l'admin ha chiuso la precedente, non riuscivo più a editare il mio messaggio.
Suchoparek
Ho capito cosa intendi, l'interazione è parte integrante dell'opera stessa, in qualche modo la "crea". Ad ogni modo, cercavo di argomentare sul perchè The Graveyard non dovesse essere considerato un videogioco. Parlando di interazione, mi riferivo alla qualità dell'interazione.
In parole povere, premere W per qualche minuto è senza dubbio un'interazione, ma è sufficiente perchè si consideri The Graveyard un videogioco?
Riguardo a The Path, mi trovo d'accordo con te.
Il discorso sulla qualità è talmente soggettivo da essere inconcludente. Ovvero.
Big Rig ha oggettivamente un pessimo gameplay. Tuttavia, ciò non lo rende meno videogioco di
DiRT. Aggiungo che anche il discorso quantitativo è poco proficuo: chi siamo noi per stabilire il minimo di interattività affinché un'opera possa dirsi videogioco? Ma d'altro canto, bisogna riconoscere che secondo una definizione classica di videogioco - ad esempio,
quella fornita da Chris Crawford -, non esiste che
The Graveyard possa essere considerato un videogioco. Tuttavia, le definizioni non sono eterne e immutabili. Durante il Rinascimento, nessuno avrebbe immaginato che nel Novecento si sarebbe considerato "quadro" la pittura di un quadrato nero su uno sfondo bianco.
Eppure, questo quadro ha catalizzato l'attenzione dei critici, è stato esposto in mostre pittoriche di primissimo piano.
Nel Romanticismo difficilmente si sarebbe creduto una latrina avrebbe raggiunto le esposizioni d'arte come una scultura.
Eppure così è stato.
Opere tanto anomale, seppur estranee a qualunque definizione esistente, si sono imposte in funzione della loro radicalità e potenza applicate proprio nello sfidare i canoni acquisiti, dati per assodati. Oggi sono quasi universalmente accettate come opere d'arte. Tuttavia, chiaramente, all'epoca della propria prima apparizione, hanno dovuto lottare contro resistenze feroci, prima di affermare la propria dignità artistica. Del resto, è noto il Dadaismo si impegnasse programmaticamente a realizzare non-arte <che suona come i non-giochi -
notgames - di Tale of Tales>.