Napoli - “Pronto, vorrei diventare giornalista, come posso fare”? Dall’altro capo del telefono l’interlocutore della scuola per allievi reporter ti promette mari e monti, e il copione più o meno è sempre lo stesso. Prima ti spiega le caratteristiche del corso da seguire, la frequenza, la facoltà di ricevere le dispense via internet. Poi ti illustra la possibilità di scrivere un tot di articoli in due anni sul giornale, o sul sito, collegato all’istituto. Così l’interessato potrà istruire la pratica di iscrizione all’Albo dei Pubblicisti, come recita la legge istitutiva dell’Ordine che risale al 1963. L’importante è pagare. Si va dai circa 300 euro per il corso ‘breve’ ai 3500 euro per 24 mesi di lezioni. In qualche caso ti rilasciano un attestato che lo ‘studente-giornalista’ potrà appendere nello studio e a nient’altro servirà.
A Napoli hanno trovato il modo di mettere sul mercato un titolo professionale: il tesserino bordeaux dell’Ordine dei Giornalisti. Non è un problema se la normativa dice che per iscriversi all’Albo bisognerebbe dimostrare di essere stati retribuiti per gli articoli prodotti. Fatta la legge, trovato l’inganno: l’aspirante cronista, invece di essere pagato, paga due volte. Paga la ‘scuola’ per avere il privilegio di scrivere i pezzi. Paga le tasse delle ritenute d’acconto che bisogna presentare al Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti per certificare falsamente di aver ricevuto compensi.
Attenzione. Non siamo di fronte ai master universitari di giornalismo regolarmente riconosciuti dall’Ordine nazionale. Siamo di fronte ad associazioni private e a istituti di formazione che operano borderline e si fanno propaganda col volantinaggio per strada o nella metro, attraverso manifestini che promettono di diventare “giornalista in 24 ore”. Sfruttando così senza pudore le aspirazioni di chi sogna di diventare un giorno una stella della carta stampata come Gian Antonio Stella o Marco Travaglio, vengono fabbricate queste vere e proprie truffe.
A smascherare l’imbroglio ci hanno pensato quelli del Coordinamento dei Giornalisti Precari della Campania, un gruppo di giovani operatori del settore che si muove in maniera indipendente dal sindacato per difendere i diritti dei cronisti più deboli e meno tutelati, già autore di un dossier sullo sfruttamento della professione. Le spie del Coordinamento per mesi si sono finte potenziali clienti dei corsi, e hanno registrato di nascosto le telefonate con chi, di fatto, metteva in vendita il tesserino di giornalista. Ne è nato il video-audio che potete cliccare sul nostro sito. Un andazzo che secondo gli addetti ai lavori dura da tempo, e che Ordine e Sindacato giurano ora di voler stroncare attraverso azioni giudiziarie.