Dark_Angel83
ritorna alla parte della differenza tra gossip e notizia, poi rileggi quello che hai scritto
Dark_Angel83
ho già spiegato il mio pensiero
l'informazione in Italia, oltre che essere di parte e non oggettiva, soffre della sindrome del business, non si informa per il dovere di cronaca ma per vendere il più possibile
ovviamente sempre nascondendosi dietro al dito.. il solito dito..
un esempio più generale? muore un operaio, fatalità? parliamo delle morti del lavoro in italia, quante, dove e come. poi parliamo delle misure di sicurezza che puntualmente non vengono prese (aspetta un momento, ma anche quando non muore nessuno non vengono prese misure di sicurezza..), giorni dopo gli operai scioperano per le mancate misure di sicurezza, facciamoci un servizio su..
e che dire del terremoto dell'Aquila? secondo te solo i tizi degli appalti facevano festa al telefono? io dico di no...
Ti rispondo in un'unica soluzione.
In Italia l'informazione non è affatto legata al business
diretto della vendita o dell'audience. Ma a quello indiretto degli interessi altri degli editori. Se gli editori dei giornali e dei canali televisivi fossero
soltanto editori e interessati alle notizie, allora avremmo un'informazione molto diversa. Se prendi ad esempio la Gran Bretagna là i giornali sono davvero Caini, e questo perché a loro interessa vendere. Con la differenza che se pubblicano una notizia falsa poi lo fanno sapere e soprattutto pagano, perché là la giustizia funziona. Un giornale di tendenze laburiste in Gran Bretagna se ha una notizia compromettente su un politico laburista la pubblica, non la nasconde. Perché per loro è più importante vendere e soprattutto perché la loro tendenza laburista è di pensiero, non di partito, come invece accade in Italia. Ora, agli editori italiani non interessa che i loro giornali / tg parlino di notizie (vere o false, poco importa) che attirino il pubblico, ma che non parlino di notizie che possano danneggiarli e quindi si occupino poi di notizie che possano danneggiare i loro concorrenti. E la parte sulla Gran Bretagna non me la sono uscita dal nulla, ma l'ha spiegata tempo fa Barbara Serra, che non è una qualunque. Ti ostini in un ingenuo ragionamento per il quale cazzate = vendere di più.
Quindi tu parli di gossip mancando poi completamente il bersaglio, visto che ti fermi alla base, ovvero te la prendi con l'informazione in genere invece di guardare a chi comanda e a chi ha interesse affinché si parli di stronzate e non delle cose importanti.
Giusto per ricollegarmi al tuo esempio delle morti bianche, prendiamo un esempio a caso, il corriere della sera. Tu ti aspetti che un giornale che ha come proprietari degli imprenditori si occupi approfonditamente di morti bianche? Proprio il corriere ha trattato come roba di poco conto, per molto tempo, il caso della telecom che accedeva ad informazioni cui non poteva accedere, per conto di poteri forti... forse perché dietro il corriere c'è anche Tronchetti Provera? E la lista è lunga, e va da Mediaset al Messaggero e così via.
L'informazione in Italia, al contrario di quanto credi, non fa schifo perché c'è troppa libertà, ma perché ce n'è davvero poca.