luckino
Perchè nonostante le tue abilità,qualsiasi gioco di carte va anche abbastanza/molto a fortuna,anche se nel lungo termine si sente meno,come hai detto.
Continuando a giocare assiduamente arriverai comunque in un momento in cui sarai in negativo,è inevitabile.
Inoltre uno che è "malato" di gioco d'azzardo non è più tanto lucido a ragionare,quindi è questione di tempo prima che ne subisca gli effetti. Il bravo giocatore è anche colui che sa quando fermarsi.
Parli per luoghi comuni. È vero, anche i giocatori professionisti incorrono in momenti in cui sono in negativo. Proprio per questo è importante che giochino una percentuale sempre bassa del loro bankroll, cioè del denaro TOTALE che utilizzano per giocare (e che aumenta ogni volta che si vince). La maggior parte dei professionisti non mette in gioco più dell'1% del proprio bankroll per partita, questo serve a fronteggiare periodi in cui c'è varianza negativa - cioè sfortuna. Mettendo in gioco sempre una piccola percentuale del tuo patrimonio le oscillazioni vincite/perdite influscono relativamente poco; vinci poco ma vinci spesso e puoi tranquillamente affrontare periodi in cui non vinci niente, o in cui perdi.
I professionisti hanno un metodo, e se non ce l'hanno non sono professionisti. Il resto è roba da film hollywoodiani.
Riguardo il "malato", l'affermazione è al limite del ridicolo, un giocatore professionista di carte è una persona lucida e mentalmente sana, solitamente molto sopra la media. Ci sono tantissimi casi di persone che hanno lasciato carriere e mestieri remunerativi per dedicarsi a tempo pieno al gioco da professionisti. Uno a caso
Andy Bloch, uno con due lauree (in legge ed in ingegneria) che un giorno ha capito che giocando a poker avrebbe guadagnato molto più di quanto avrebbe fatto esercitando una delle professioni in cui si era laureato.