Nortom
Non a caso i buchi neri emettono le cosiddette radiazioni di hawking proprio in onore di stephen.
Son davvero riconoscenti sti buchi neri. Non li facevo così gentili.
Sul blog dell'autore dell'articolo ho trovato una risposta sulla questione da parte di un dottorando in fisica
Ricevo e pubblico:
“Caro Federico,
sono un dottorando (in Fisica), che vive all’estero da un po’ di anni ormai. Premetto che leggo sempre con piacere il tuo blog e i tuoi articoli su repubblica.it, e ho una grande stima per il tuo modo di pensare e di scrivere. Però, l’ultimo articolo che ho letto, quello intitolato “Newton si è sbagliato, la gravità non esiste” mi ha lasciato deluso. Non voglio fare ora lo scienziato saccente, ma c’è una questione fondamentale per la cui comprensione non è necessario aver studiato fisica. Ed è una cosa su cui sono particolarmente sensibile, perché riguarda il modo in cui la “gente” percepisce la scienza e, di conseguenza, gli scienziati.
Il problema grosso sta nel fatto che a molti giornalisti, quando parlano di scienza, piace parlare in termini grossi, “cosmici”, anche a costo di riportare notizie erronee. In realtà, le cose potrebbero essere molto più semplici, e soprattutto più corrette. Nel tuo articolo, già il titolo contiene due errori gravi (mi scuso per il gioco di parole): “Newton si è sbagliato, la gravità non esiste”.
Primo, Newton non si era proprio sbagliato del tutto: la sua legge di gravitazione universale, con annesso sviluppo della matematica differenziale, sono ancora insegnate tutt’oggi nelle università di Fisica. Siamo andati sulla luna, grazie alle leggi che Newton ha scritto, non c’è stato bisogno di Einstein per quello. Einstein ha poi esteso la teoria di Newton (c’è la sua famosa espressione: ho potuto vedere lontano perché sedevo sulle spalle di giganti; i due giganti erano Newton e Galileo), ma la teoria di Newton vale come un caso particolare di quella di Einstein. Non è sbagliata, semplicemente ha validità limitata.
Secondo, la gravità esiste! Mi sembrava strano che uno scienziato avesse detto una cosa del genere. Infatti, sono andato a controllare l’articolo originale, e così non era. L’articolo è accessibile a tutti:
http://arxiv.org/abs/1001.0785. Cito solo la prima fase dell’abstract:
“Starting from first principles and general assumptions Newton’s law of gravitation is shown to arise naturally and unavoidably in a theory in which space is emergent through a holographic scenario.”
Quello Erik Verlinde sta dicendo, è semplicemente COME nasce la gravità ha origine da principi più fondamentali. Ma senza mettere in dubbio il fatto che esista. Questa nuova teoria, che è affascinante, ci spiega da dove arrivi la gravità, e da principi generali (Verlinde) riesce ad arrivare a leggi particolari (Newton). È qualcosa che gli scienziati cercano da molti anni, e se davvero ora si è arrivati ad una risposta (il tempo solo lo dirà), allora sarà un grosso successo per l’umanità.
Il motivo per cui sono così sensibile a queste tematiche è che la scienza sta diventando negli ultimi anni una gara a chi la spara più grossa. Purtroppo le agenzie che finanziano la ricerca premiano sempre di più chi promette cose straordinarie, che porteranno benefici immediati alla società. Ed è comprensibile dal loro punto di vista: devono giustificare l’uso di soldi che arrivano dalle tasse. Purtroppo, la scienza non funziona così. Ogni tanto succede qualche sorpresa (i transistor, i superconduttori, l’effetto di magneto-resistenza gigante), ma appunto perché sorprese, non si possono prevedere. In generale, la scienza funziona per approssimazioni successive, ed è sano la società lo capisca. Altrimenti il tutto si blocca. Citando Richard Feynman:
“We are at the very beginning of time for the human race. It is not unreasonable that we grapple with problems. But there are tens of thousands of years in the future. Our responsibility is to do what we can, learn what we can, improve the solutions, and pass them on.”
Cordiali saluti,
Stefano Bonetti
P.S. È molto pedagogica la frase di Erik Verlinde su wikipedia: “On the smallest level Newton’s laws don’t apply, but they do for apples and planets. You can compare this to pressure of gas. Molecules themselves don’t have any pressure, but a barrel of gas has.”
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Stefano Bonetti
Ph.D. student
Materials Physics – Applied Spintronics Group
Royal Institute of Technology
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