Evanes
Lui è realmente pazzo, ha realmente ucciso la moglie e si è convinto, da allora, per evitare di essere faccia a faccia con la realtà, che esistesse un uomo che avesse incendiato la loro casa e ucciso la donna con essa.
Quando si rende conto che ha ucciso sua moglie, preferisce ricorrere alle cure estreme piuttosto che affacciarsi alla realtà per evitare il troppo dolore.
Definirlo "pazzo" mi sembra una visione che snatura le conclusioni reali. Nel finale, raccolti i cocci del dimenticatoio e nonostante il personaggio sia realmente pentito e del tutto cosciente/rieducabile, sceglie la propria espiazione di colpa in modo volontario. Non è pazzia bensì omissione volontaria della tragedia, un trauma oramai conosciuto che Scorsese (furbone!) ha ambientato in epoca passata, con la gustosa incidenza dell'immaginaria trama collaterale. I segnali del resto vengono posti fin dall'incipit sulla nave.