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  1. L'avatar di dralbert dralbertdralbert è offline #46
    22-07-10 18:14

    Citazione ColeBlack Visualizza Messaggio
    E del caso del figlio di Moggi chissene, se ci sono degli errori sporadici - che se lesivi e / o falsi e irrilevanti, il figlioletto avrebbe potuto anche denunciare - non vuol dire che bisogna farla fare franca a tanti altri. Non capisco davvero dove tu voglia andare a parare con sto figlio di Moggi. Anzi, data la sollecitazione dei media, la D'Amico poteva anche negare tutto, l'avrebbero ascoltata e pubblicata comunque.
    Pensa piuttosto a quel che han capito su Moggi padre intercettando.
    voglio andare a parare che il diritto di stampa è sacrosanto è che meno male che avremo ancora la fortuna di sapere di Moggi,di Anemone,di Scajola...ecc.... ma non dobbiamo neanche nascondere la testa sotto la sabbia a mò di struzzi e far finta che in passato esse siano state sempre usate in maniera legittima sui giornali....
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  2. cagliostra #47
    22-07-10 19:44

    Citazione dralbert Visualizza Messaggio
    voglio andare a parare che il diritto di stampa è sacrosanto è che meno male che avremo ancora la fortuna di sapere di Moggi,di Anemone,di Scajola...ecc.... ma non dobbiamo neanche nascondere la testa sotto la sabbia a mò di struzzi e far finta che in passato esse siano state sempre usate in maniera legittima sui giornali....
    Eh, e come ha detto l'utente che hai quotato, laddove succede che una persona venga calunniata, diffamata o la sua immagine lesa, denuncia e ricorre alla giustizia, come sempre si è fatto in questi casi. Senz'altro in passato i giornali hanno commesso in passato errori, nessuno lo nega: e per questo allora li costringiamo preventivamente al silenzio? Direi proprio di no. Ovviamente Berlusconi vuole che si smetta di scoprire le sue malefatte e le sue trame, è vincolato a cose più grosse di lui e per i suoi piani la stampa, l'opposizione ed il Parlamento sono ostacoli da eliminare.
    Per quanto riguarda la "privacy" dei politici, essa è subordinata alla coerenza e alla ricattabilità. L'elettore ha il diritto di sapere se il deputato dell'UdC che ha votato e che magari il mese prima organizzava il Family Pride!!1! passa poi il tempo con donnine di malaffare. Poi: le intercettazioni relative a "notti calde" di politici e impresari costituiscono delle prove. Come ha spiegato Mao-t, questi festini rendono i politici ricattabili. Quindi il meccanismo degli appalti, del potere, etc non è più pulito. E converrai con me che non è possibile scrivere in prima pagina "Berlusconi indagato - dalle intercettazioni risulta abbia fatto qualcosa che no no no non si fa". Giusto?
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  3. L'avatar di dralbert dralbertdralbert è offline #48
    22-07-10 21:07

    Citazione cagliostra Visualizza Messaggio
    Eh, e come ha detto l'utente che hai quotato, laddove succede che una persona venga calunniata, diffamata o la sua immagine lesa, denuncia e ricorre alla giustizia, come sempre si è fatto in questi casi. Senz'altro in passato i giornali hanno commesso in passato errori, nessuno lo nega: e per questo allora li costringiamo preventivamente al silenzio? Direi proprio di no. Ovviamente Berlusconi vuole che si smetta di scoprire le sue malefatte e le sue trame, è vincolato a cose più grosse di lui e per i suoi piani la stampa, l'opposizione ed il Parlamento sono ostacoli da eliminare.
    Per quanto riguarda la "privacy" dei politici, essa è subordinata alla coerenza e alla ricattabilità. L'elettore ha il diritto di sapere se il deputato dell'UdC che ha votato e che magari il mese prima organizzava il Family Pride!!1! passa poi il tempo con donnine di malaffare. Poi: le intercettazioni relative a "notti calde" di politici e impresari costituiscono delle prove. Come ha spiegato Mao-t, questi festini rendono i politici ricattabili. Quindi il meccanismo degli appalti, del potere, etc non è più pulito. E converrai con me che non è possibile scrivere in prima pagina "Berlusconi indagato - dalle intercettazioni risulta abbia fatto qualcosa che no no no non si fa". Giusto?
    è proprio questo il punto...purtroppo quel clima da tifo da stadio che ormai ha invaso la politica da un pò di tempo a questa parte impedisce di accettare fatti che a me sinceramente paiono essere abbastanza chiari...
    per il resto quoto tutto ciò che hai detto
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  4. L'avatar di GRIEVERhead GRIEVERheadGRIEVERhead è offline #49
    23-07-10 16:09

    Hanno cancellato una norma di Giovanni Falcone introdotta nel 1991!

    http://www.repubblica.it/politica/20...96/?ref=HREA-1

    Intercettazioni, l'ultimo blitz
    più difficile ascoltare i corrotti

    Salta la legge Falcone che consentiva una corsia più rapida per le investigazioni sulle associazioni criminali. Per un gruppo come quello sotto inchiesta in questi giorni i magistrati avranno bisogno di "gravi indizi" di reato per far scattare gli ascolti. Frattini: l'ok prima delle ferie. Pd all'attacco: proporrà il voto segreto
    di LIANA MILELLA

    ROMA - Intercettazioni più difficili per i gruppi criminali che, tra i loro obiettivi, possono inseguire corruzione, concussione, peculato, truffa, bancarotta, usura. Associazioni a delinquere, come la P3 tanto per fare un esempio, che perseguono un obiettivo delittuoso e deviato. Per loro, nel ddl sugli "ascolti", scatta una protezione. Una tutela. Per mettere sotto controllo i telefoni degli adepti al gruppo non basteranno i "sufficienti indizi di reato", come per la mafia e il terrorismo, ma ci vorranno i "gravi indizi" e tutti i numerosi paletti imposti dalla riforma. Per realizzare questo obiettivo, che il Pd critica aspramente, per confermare la norme salva-casta, è bastato solo respingere, in commissione Giustizia, l'emendamento dei Democratici che chiedevano di non eliminare l'articolo 13 della legge Falcone datata 1991. Norma strategica, difesa dal procuratore antimafia Piero Grasso, per cui ogni associazione criminale, sia essa mafiosa o non mafiosa, italiana o straniera, può essere investigata con una corsia straordinaria e senza lacciuoli. Ma la maggioranza non ha voluto ascoltare e ha soppresso l'articolo 13.

    È l'ennesimo coup de théatre nella storia di una riforma che assomiglia sempre di più a un pozzo nero, in cui è possibile trovare nuovi e pericolosi veleni. L'ultimo è stato messo in luce in commissione Giustizia alla Camera dove è finito l'esame degli emendamenti. Passate tutte le proposte migliorative della presidente e relatrice Giulia Bongiorno, compresa quella sulla responsabilità giuridica degli editori, che è stata cancellata. Ma anche il ripristino della possibilità di intercettare gli ignoti e di mettere microspie. Approvate anche le migliorie della stessa maggioranza, come quelle del capogruppo Pdl Enrico Costa sulla durata (75 giorni prorogabili di 15 in 15). Grazie a una modifica Pd-Udc ci sarà un'udienza-filtro per escludere le intercettazioni "irrilevanti". L'Udc smonta un'ulteriore protezione per i parlamentari introdotta al Senato, l'obbligo di chiedere l'autorizzazione pure per un deputato o senatore intercettato sull'utenza di una terza persona. Su questo votano tutti a favore. Ma poi esplode la grana della norma Falcone, fuori della commissione la capogruppo Pd Donatella Ferranti si scontra con il sottosegretario Giacomo Caliendo. La prima contesta di aver smontato "una norma basilare nella lotta al crimine" voluta da Falcone; il secondo difende le scelte del governo, le "sue" scelte, e sostiene che i reati gravi, con il riferimento alla lista dell'articolo 407 del codice di procedura, sono comunque intercettabili. Lei replica: "Sai bene che non è vero perché li sono indicati solo quelli per cui c'è l'arresto in flagranza". Lui brontola, ma alla fine è costretto ad ammettere che da quella lista "qualcosa resta fuori". Ma che non ha rilievo.

    Il Pd sfida il governo. Proporrà il voto segreto nella settimana di fuoco d'agosto in cui si voterà in aula. Un voto che ormai pare scontato. Insistono il Guardasigilli Alfano e il ministero della Difesa Frattini. "Si metta un punto definitivo" dice il primo. E il secondo: "Dobbiamo votare il ddl prima della pausa". Berlusconi già si attrezza per mettere una nuova fiducia, in linea con quella già messe alla Camera e al Senato. I troppi voti segreti preoccupano il Cavaliere. A partire da quello sulle pregiudiziali di costituzionalità su cui proprio i berluscones più scontenti potrebbero impallinare la legge.

    Sulla quale, per ora, sono le opposizioni a fare schermaglie. Il Pd e l'Udc lavorano alla "riduzione del danno". E incassano risultati. Soddisfatta la Ferranti per l'udienza-filtro. Altrettanto il centrista Roberto Rao per aver abolito l'ulteriore tutela per i parlamentari ("È un colpo alla casta"). Che fa dire a Berlusconi: "È un disastro, alla fine è meglio la legge che già c'è". Ma Antonio Di Pietro spara a zero in quanto il ddl resta "una schifezza all'ennesima potenza", accelerata "perché i soliti noti ne hanno bisogno". La Ferranti replica con l'elenco delle migliorie, che però non sanano i punti neri (tribunale collegiale "irragionevole", comunque la stretta su ambientali e tabulati). E il colpo ai siti web con l'obbligo delle rettifiche in 48 ore. Per finire con una nuova sorpresa, l'obbligo di depositare le intercettazioni se, solo su queste, si basa un sequestro, un'ispezione, una perquisizione.

    (23 luglio 2010)
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  5. L'avatar di Yanagi tfoa Yanagi tfoaYanagi tfoa è offline #50
    23-07-10 16:10

    chiaramente per tutelare la privacy di noi poveri cittadini
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  6. L'avatar di Ghost85 Ghost85Ghost85 è offline #51
    25-07-10 09:28

    Citazione Makaveli Visualizza Messaggio
    “In questo clima di asfissiante ricerca dello scoop, della notizia clamorosa da sbattere in prima pagina, ogni indiscrezione, vera o presunta, circa le attività dei magistrati è da anni strumento di lotta politica, di esaltazione o di affossamento di singoli o partiti. Per questa ragione le intercettazioni telefoniche riguardanti numerosi cittadini italiani, che per una ragione o per l’altra erano considerati personaggi di attualità, sono state a più riprese utilizzate dalla stampa e consegnate agli occhi di tutti con lo scopo immediato di ‘informare’ ma anche con un intento, spesso non celato, di delegittimare i propri avversari. In questo modo milioni di persone hanno potuto conoscere le conversazioni private di privati cittadini che nulla avevano a che vedere con le indagini in corso e che comunque si prestano ad equivoci o interpretazioni dettate dalla evidente differenza che esiste tra lo scritto e il parlato, specie telefonico. Ma il problema di cui ci occupiamo ci pare sia solo una conseguenza di un’altra questione ben più grave. A quale scopo le conversazioni telefoniche intercettate devono diventare di pubblico dominio, tutte indistintamente? E’ giusta una legislazione che consente a chiunque di accedere a notizie circa la vita privata del cittadino? Infatti, se la Costituzione prevede, in determinati casi, che sia violata la libertà e la segretezza delle comunicazioni, è anche vero che concede questa facoltà solo a pubblici funzionari per fini di indagine, non certo per mettere in piazza i discorsi privati dei cittadini. Le recenti notizie sui telefonini clonati, sulle valanghe di intercettazioni e sull’uso di microspie rendono sempre più necessario un intervento legislativo che riveda con serietà tutta questa delicata materia”.

    Antonio Di Pietro, 1996
    Di Pietro non fa altro che affermare il bisogno di far si che le intercettazioni non rilevanti non possano essere usate per screditare qualcuno. Ora, non so nel 1996 com'era la legge, ma attualmente ci sono regole che vietano la pubblicazione di intercettazioni non penalmente rilevanti (o di pubblico interesse. E si, se un premier di una nazione dice di aver mal di schiena quando Obama viene eletto, per andare a letto con una escort, mentendo di fatto, è di pubblico interesse).
    L'attuale DDL sulle intercettazioni invece cerca di ostacolarle in qualsiasi modo, a prescindere dal loro essere penalmente rilevanti o meno. E questo perché Berlusconi&co. finiscono mensilmente nei guai perché vengono intercettati e al telefono parlano di argomenti e azioni illegali.
    Spero che riesci da solo a vedere la differenza, e a capire che l'affermazione di Di Pietro da te citata è del tutto irrilevante ai fini della discussione
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