Jesper era stato dimesso, era tornato nel suo appartamento e stava visionando alcuni documenti seduto sulla sua poltrona.
Documenti sul caso McFlares e sull'omicidio di sua moglie.
Nel frattempo, il conte Tristan De' Press era appena atterrato al JFK con il suo jet privato.
Beyond
Capitolo 9
-05β1-
Il portellone del jet si aprì, il conte uscì dal velivolo con una valigetta di pelle nella mano sinistra e il soprabito nero appoggiato al braccio destro. Indossava un vestito nero con una leggera gessatura grigia, dal taschino fuoriusciva l'angolo di un fazzoletto bianco. I suoi lucidi mocassini neri toccarono le scale, iniziò a scenderle; dietro di sé vi era la sua cameriera personale con le valige contenenti gli indumenti del conte.
Tristan: <New York, quale caotica città...>
Angelica: <Tutto bene, conte?>
Tristan: <Certamente, pensavo a voce alta. Proseguiamo.>
I due uscirono dall'aeroporto e presero un taxi diretti verso l'albergo di proprietà della famiglia De' Press. Una volta arrivati, il conte notò Kate Gauthier che li stava attendendo nella hall dello sfarzoso hotel a cinque stelle.
Kate: <Ha fatto un buon viaggio, conte?>
Tristan: <Non posso lamentarmi, Ludwig è un buon pilota. Il nostro detective come sta?>
Kate: <Si è ripreso, gli ho detto che lei l'avrebbe incontrato il prima possibile.>
Tristan: <Molto bene, lasciami il tempo di sistemare le mie cose in camera.>
Kate annuì e seguì silenziosamente il conte nella suite dell'hotel.
La cameriera aprì la porta con la chiave magnetica, i tre si ritrovarono nella stanza principale della suite presidenziale del Royal Hotel. Angelica richiuse la porta alle sue spalle.
William: <Ti stavo aspettando, figlio mio...>
La poltrona rotante situata vicino ad una finestra si girò, vi era seduto William De' Press, padre di Tristan.
Tristan: <Padre! Cosa ci fai qui?>
William: <Sei sorpreso di vedermi? Non sei felice che tuo padre sia venuto a trovarti?>
Tristan: <Certamente, padre, provo una gioia indescrivibile nel rivederti dopo così tanti anni.>
William De' Press si alzò dalla poltrona e andò incontro al figlio.
William: <Abbracciami, figliolo.>
Tristan appoggiò il soprabito e la valigetta su una sedia e abbracciò il padre, dopo poco i due si distanziarono.
William: <Come ti trovi a Los Angeles? Non riesco a capire il motivo per cui tu sia voluto andare a vivere laggiù, in quel posto dimenticato da Dio.>
Tristan: <Sai bene come la penso, padre.>
William: <Già, il tuo voler salvare tutte quelle povere persone... Che spreco di tempo e di denaro...>
Tristan: <Noto con estremo dispiacere che il tempo non ha scalfito le tue convinzioni.>
William: <Lo ha fatto, Tristan. Lo ha fatto...>
Lord De' Press si avvicinò nuovamente alla finestra, poi si voltò verso la ragazza francese.
William: <Kate, cara... Sai, ero a conoscenza di tutto questo ma avresti dovuto dirmelo. La nostra collaborazione si basa sulla fiducia, ma se questa viene a mancare... Temo di dover considerare concluso il nostro vincolo lavorativo.>
Kate: <Ne sono consapevole, signor De' Press.>
William: <Bene, ora ho altri impegni. Temo di doverti salutare, Tristan.>
Tristan: <È sempre un piacere vederti, padre.>
William: <Risparmi le frasi di rito, sappiamo entrambi che non è così.>
William De' Press si diresse verso la porta della suite, la aprì e si volse per un ultima volta verso il figlio.
William: <Ah, figliolo. Finché sei in tempo, lascia perdere le tue ricerche.>
Lord De' Press sorrise al figlio, poi uscì dalla stanza e chiuse la porta.
Kate: <Come ha fatto a sapere che stava venendo a New York?>
Tristan: <La cosa non mi sorprende, mio padre ha il controllo della città. È per questo che sono partito per Los Angeles due anni fa.>
Angelica: <Ha bisogno di qualcosa, conte?>
Tristan: <Un martini.>
Angelica: <E lei signorina Gauthier?>
Kate: <No, grazie Angelica.>
Angelica si allontanò dai due, dirigendosi verso il minibar. Tristan iniziò a girovagare per la stanza.
Tristan: <Tuttavia il problema più importante è che lui pare sapere della nostra ricerca. D'ora in poi dovremmo essere più discreti.>
Kate: <Ma sono sempre stata molto attenta...>
Tristan: <Non basta. Dobbiamo essere degli osservatori invisibili.>
Kate: <Forse dovremmo chiamare il contatto Quattro-Sigma.>
Tristan: <No, non è ancora il momento. Abbiamo il detective Cultons, per ora potrebbe bastarci lui. Anzi, è giunto il momento di mettermi in contatto con lui.>
Kate: <Molto bene, vado subito a prenderlo. Sarò di ritorno il prima possibile.>
Tristan: <Fai attenzione, d'ora in poi non potremo prevedere le mosse di mio padre.>
Kate annuì ed uscì dalla suite diretta verso l'appartamento di Jesper. Non appena la porta si chiuse, Tristan prese la valigetta, andò nella camera da letto e si sedette sul divanetto di fronte al letto matrimoniale. Dopo poco gli si avvicinò la fedele Angelica, tra le mani aveva un vassoio d'argento con sopra un martini.
Tristan: <Grazie, Angelica. Vorrei restare da solo adesso, avvertimi solo quando arriva Kate con il nostro ospite.>
Angelica: <Come desidera.>
Angelica appoggiò il bicchiere su un vicino tavolino e si allontanò, chiudendo la porta della stanza alle sue spalle. Tristan aprì la valigetta, al suo interno vi erano alcuni documenti. Ne prese in mano alcuni e iniziò a leggerli, sull'intestazione vi era scritto “
Progetto 05β1 – Nome in codice: Beyond”.