Seduto sul divanetto, Tristan leggeva attentamente i documenti tra le sue mani, sorseggiando il suo martini.
Kate, nel frattempo, era arrivata al Ground Zero Memorial e si stava dirigendo verso l'appartamento di Jesper.
Beyond
Capitolo 10
-Il piano di Tristan-
Kate bussò alla porta dell'appartamento di Jesper, pochi istanti più tardi il detective, vestito con una t-shirt bianca e un pantalone grigio, aprì la porta
Jesper: <Signorina Gauthier, cosa ci fa qui?>
Kate: <Ci conosciamo ormai, può chiamarmi Kate.>
Jesper: <Preferisco continuare a chiamarla signorina Gauthier. Tuttavia ancora non ha risposto alla mia domanda.>
Kate: <Posso entrare?>
Jesper si spostò da davanti la porta e protese il braccio destro verso l'interno dell'appartamento, consentendo alla donna di entrare. La ragazza francese entrò e si guardò intorno, osservando l'austero arredamento.
Il detective chiuse la porta e, ancora zoppicante, fece strada a Kate verso il piccolo salone nella stanza centrale dell'abitazione.
Kate si accomodò sul divano mentre Jesper si sedette sulla sua poltrona.
Jesper: <Dunque?>
Kate: <Tristan De' Press è arrivato in città, desidera vederla.>
Jesper: <Adesso?>
Kate: <Adesso. Farà meglio a prepararsi.>
Jesper: <Ok, il tempo di cambiarmi.>
L'uomo si spostò nella camera da letto e aprì l'armadio, cacciò un jeans scuro e una camicia bianca e li indossò. Dopo pochi minuti era pronto e raggiunse la ragazza nell'altra stanza. Kate, nel frattempo, si era alzata dal divano e stava dando un'occhiata all'arredamento della stanza. Il suo occhio cadde sul diploma del conservatorio appeso su una parete.
Jesper: <Pianoforte.>
Kate si voltò, dietro di sé vi era Jesper, con il giubbotto tra le mani, pronto per andare via.
Kate: <Come?!>
Jesper: <Ho studiato pianoforte al conservatorio. È quello che stava osservando, vero?>
Kate: <Non sapevo sapesse suonare il piano...>
Jesper: <Ora lo sa, possiamo andare adesso?>
Kate annuì e si diresse alla porta dell'appartamento, Jesper indossò il giubbotto e la seguì. I due uscirono dall'edificio.
Kate: <Da questa parte, la mia auto è proprio qui vicino.>
Voltarono l'angolo e si avvicinarono ad una Chevrolet blu, l'ultimo modello uscito pochi mesi prima. Entrarono e si diressero verso il Royal Hotel, dove alloggiava il conte De' Press.
Jesper: <Dunque... Di cosa vuole parlarmi il conte?>
Kate: <Non posso dirglielo. Lo saprà una volta giunto lì.>
Jesper: <Lì dove?>
Kate: <Al Royal Hotel, il conte alloggia lì.>
I due tacquero e non parlarono più per il resto del tragitto. Dopo quasi mezz'ora di viaggio, arrivarono davanti l'albergo. Uscirono entrambi dall'auto, Kate lasciò le chiavi della macchina all'addetto davanti l'ingresso.
Entrarono nella hall e si diressero verso l'ascensore privato che conduceva alla suite presidenziale.
La ragazza bussò alla porta della suite, dopo poco Angelica aprì la porta.
Angelica: <Bentornata, signorina Gauthier. Avviso subito il conte che il nostro ospite è arrivato.>
Kate: <Grazie mille, Angelica.>
I due entrarono, Angelica chiuse la porta e li fece accomodare su uno dei tre divani della sala principale mentre lei andò ad avvertire il conte.
Jesper si tolse il giubbotto e l'appoggiò sul bracciolo del divano quando dal corridoio a destra della suite comparve la sagoma del conte.
Tristan: <Sono molto felice che abbia accettato il mio invito, signor Cultons.>
Jesper si alzò dal divano, ancora dolorante a causa della ferita alla gamba, e tese la mano destra al conte.
Jesper: <È un piacere conoscerla di persona, conte.>
Il conte strinse la mano al detective, il quale notò la presenza di sei dita sulla mano del nobile.
Tristan: <Oh, vedo che ha constatato la presenza della mia anomalia genetica sulla mano destra...>
Jesper si sedette nuovamente mentre il conte accomodò sul divano difronte.
Jesper: <Ho notato... Dunque, per quale motivo sono qui?>
Tristan voltò lo sguardo verso la ragazza francese.
Tristan: <Non gli hai detto niente?>
Kate: <Ho pensato che sarebbe stato meglio...>
Kate venne interrotta dal conte.
Tristan: <Hai fatto bene. Ora... veniamo a noi, detective Cultons. È qui perché vorrei proporle una collaborazione.>
Jesper: <Una collaborazione? Di che genere?>
Tristan: <È molto semplice: come lei certamente saprà, mio padre controlla buona parte della città e ha una partecipazione sostanziosa nella Klyndian Enterprise. Ho motivo di credere che l'omicidio del signor McFlares sia opera sua, così come l'agguato nei suoi confronti.>
Jesper: <Sta dicendo che suo padre ha cercato di uccidermi?>
Tristan: <Esattamente, così come ha fatto uccidere sua moglie. Ma immagino che questo lo sappia già... Mio padre è un uomo estremamente potente, che non si fa scrupoli ad usare la forza nei confronti di chiunque non la pensi come lui. Sono sicuro che con il suo aiuto possiamo riuscire ad incastrarlo.>
Jesper: <E lei?>
Tristan: <Io? Cosa intende?>
Jesper: <Lei cosa ci guadagna? Spera che, tolto di mezzo suo padre, tutto il suo impero possa passare di diritto a lei?>
Tristan: <Evidentemente non mi conosce abbastanza bene, ma è normale che sia così. È proprio per questo che l'ho scelta, perché lei sospetta di tutto e tutti. Non si fida di nessuno. Per quel che mi riguarda, può pensare qualsiasi cosa nei miei confronti; ma sappia che non è per il potere che lo faccio. In questo mondo esistono ancora degli ideali, sta a lei credermi ma mi conceda almeno il beneficio del dubbio.>
Jesper: <Per il momento, glielo concedo.>
Tristan: <Mi fa piacere. Per iniziare le dirò il nome dell'assassino di Alexander McFlares.>
Jesper: <Lei conosce il suo assassino?! Come...>
Tristan: <Non mi chieda le mie fonti. L'assassino è un uomo fidato di mio padre, trovi le prove per accusarlo e infliggeremo un duro colpo a mio padre.>
Jesper: <Mi dica il nome.>
Tristan: <Dunque, accetta la nostra collaborazione?>
Jesper: <Per ora, sì.>
Tristan: <Molto bene. Ah, il microchip. Vorrei che mi desse una copia di tutti i dati contenuti all'interno.>
Jesper: <Non so sarà possibile, ma ci proverò.>
Tristan: <Perfetto. Indaghi su Axel Connor, è lui l'assassino.>