Nonostante la ferita alla gamba gli provocasse ancora dolore, Jesper decise di tornare a lavoro. Aveva molto da fare, soprattutto dopo le informazioni che aveva ricevuto da Tristan De' Press.
Dopo una notte passata stranamente a dormire, il detective prese un taxi e tornò in centrale.
Beyond
Capitolo 12
-ElectroMagnetic Pulse-
Jesper pagò il tassista e salì le scale che separavano l'ingresso della centrale di polizia dalla strada. Entrò nell'edificio degli inizi del Novecento e salì con calma le scale che conducevano al primo piano del palazzo. Durante il tragitto incontrò il commissario Rykers, anch'egli stava salendo.
Rykers: <Oh, Jesper! Sono felice di rivederti. Come va la gamba?>
Jesper: <Meglio, commissario. Ma ho visto giorni migliori. Piuttosto, ci sono novità sul caso McFlares?>
Rykers: <Sì, il medico legale ha rifatto l'autopsia del cadavere. Ho fatto lasciare il nuovo rapporto nel tuo ufficio. Pare abbia scoperto il motivo per cui non abbiamo trovato né il proiettile né il bossolo sul luogo del delitto.>
Jesper: <E la conferenza stampa?>
Rykers: <Non hai visto? Bah, quel porco del sindaco ha dato tutta la colpa all'incompetenza della polizia. Lui si è parato il culo e ora la stampa è contro di noi. Figlio di puttana!>
Jesper: <Chi si sta occupando delle indagini sui tre uomini che hanno cercato di uccidermi?>
Rykers: <Me ne sto occupando personalmente, Jesper. Non preoccuparti, chi ti ha fatto questo non la passerà liscia. Se ho novità ti informo subito.>
Jesper: <La ringrazio, commissario.>
Rykers: <Ringraziami quando avremo trovato quel bastardo che ti ha conciato così.>
Jesper annuì. Erano arrivati al primo piano, il commissario congedò Jesper e si diresse verso il suo ufficio. Jesper fece lo stesso, dirigendosi verso il proprio.
Aprì la porta del suo ufficio, entrò all'interno e la richiuse; appoggiò il giubbotto sulla sedia e si sedette, non senza qualche piccolo dolore. Jesper prese il nuovo rapporto del coroner e iniziò a dargli un'occhiata.
Secondo il medico legale, il proiettile si è disgregato in seguito all'impatto, questo spiegherebbe il foro di uscita più stretto del foro di entrata. È stata inoltre trovata un elevata concentrazione di palladio su un muro sulla scena del delitto, il proiettile si è quindi scomposto su quel muro. Questo genere di proiettili al palladio sono un nuovo prototipo della Klyndian Enterprise.
Jesper dedusse, quindi, che l'assassino fosse una persona della Klyndian Enterprise o comunque vicina ad essa. Una prova a favore dell'accusa mossa nei confronti di Axel Connor dal conte Tristan De' Press.
Questo ovviamente non bastava per accusare formalmente Connor, Jesper lo sapeva bene. Doveva raccogliere più informazioni su quell'uomo, decise quindi di rivolgersi a Donald.
Con un po' di fatica, Jesper si alzò dalla sedia e uscì dall'ufficio; scese lentamente le scale fino ad arrivare al piano interrato. Lì trovò Donald.
Jesper: <Donald.>
Donald si voltò verso il detective.
Donald: <Ehi, capo! Come va? Ho sentito che hai avuto un incontro ravvicinato con l'aldilà...
Jesper: <Sempre molto pittoresco...>
Donald: <Si fa per sdrammatizzare, capo. Dimmi, che ti serve?>
Jesper: <Informazioni.>
Donald: <Come sempre, capo. Il tuo buon Donald può darti tutto quello che vuoi. Ehm, no aspetta, detta così può sembrare altro...>
Jesper: <Lascia perdere, voglio sapere tutto quello che riesci a trovare su un tale Axel Connor.>
Donald: <Mi metto subito al lavoro, capo.>
Jesper: <Perfetto. E per quell'altra questione?>
Donald: <Altra questione?! Ah, “quella” questione... Ho messo tutti i dati su questo disco, io non ci capisco niente... Sembrano delle registrazioni comunque.>
Jesper: <Registrazioni? Di che tipo?>
Donald: <Ti ho già detto che il chip serve per immagazzinare dati, vero? Bene, questo in particolare sembra serva per registrare dati provenienti dal cervello in cui è impiantato.>
Jesper: <Capisco... Grazie comunque, Donald.>
Donald: <Sempre a tua disposizione, capo!>
Jesper prese il piccolo disco e il microchip dalla scrivania di Donald poi si rivolse nuovamente verso le scale.
Salì alcuni gradini e si ritrovò al piano terra della centrale, notò in lontananza l'agente Johns: indossava degli insoliti occhiali da sole e si stava dirigendo verso di lui.
Il detective non si aspettava ciò che accadde dopo, in quei pochi attimi.
L'agente Johns estrasse dalla tasca del pantalone un piccolo dispositivo sferico e lo protese verso l'alto, premette un pulsante sul dispositivo.
Ne seguì un bagliore accecante, poi un rumore sordo.
Ogni dispositivo elettronico nel raggio di alcune centinaia di metri era stato disabilitato, comprese le pistole d'ordinanza degli agenti all'interno della stazione.
Rapidamente, Johns si avvicinò a Jesper, il quale era rimasto accecato dall'esplosione del congegno. L'agente prese con la forza il disco e il microchip dalle mani del detective. Jesper tentò di resistere all'aggressione, invano.
Quando Jesper e gli altri poliziotti riacquistarono la capacità visiva, l'agente Johns si era ormai dileguato, assieme al microchip e al disco dati.